<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mattia Schiavone, Autore presso LINKIN PARK ITALIA</title>
	<atom:link href="https://linkinpark.it/author/gazza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://linkinpark.it/author/gazza/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Jun 2025 16:43:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2024/09/cropped-lp-logo-2024-dark-32x32.png</url>
	<title>Mattia Schiavone, Autore presso LINKIN PARK ITALIA</title>
	<link>https://linkinpark.it/author/gazza/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Linkin Park agli I-Days 2025: il racconto</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/linkin-park-agli-i-days-2025-il-racconto/</link>
					<comments>https://linkinpark.it/news/linkin-park/linkin-park-agli-i-days-2025-il-racconto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 16:03:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[from zero world tour]]></category>
		<category><![CDATA[I-Days]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://linkinpark.it/?p=6310</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le reazioni al ritorno dei Linkin Park l’anno scorso sono state ovviamente le più disparate, soprattutto all’interno della fanbase. Qualsiasi sia l’opinione a riguardo, diventa molto difficile gestire dal punto di vista emotivo e metabolizzare la nuova forma di una band generazionale come i Linkin Park. Non è stato semplice per noi – che siamo [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/linkin-park-agli-i-days-2025-il-racconto/">Linkin Park agli I-Days 2025: il racconto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le reazioni al ritorno dei <strong>Linkin Park</strong> l’anno scorso sono state ovviamente le più disparate, soprattutto all’interno della fanbase. Qualsiasi sia l’opinione a riguardo, diventa molto difficile gestire dal punto di vista emotivo e metabolizzare la nuova forma di una band generazionale come i Linkin Park. Non è stato semplice per noi – che siamo comunque stati fin da subito molto felici di questo ritorno e da come è stato gestito – e capiamo che non lo sia stato per nessuno. Ma, dall&#8217;altro lato, è stato facile, con il passare delle settimane e con le reazioni alla pubblicazione di <strong><a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/from-zero-la-nostra-opinione/">“From Zero”</a></strong>, comprendere come i “nuovi” Linkin Park siano stati piano piano accolti a braccia aperte da quasi tutta la fanbase mondiale.</p>



<p>Sono questi motivi per cui, con l’annuncio dell’unica data italiana del 2025 arrivato a pochissimi giorni da “From Zero”, i quasi 80mila biglietti disponibili sono stati polverizzati in pochissimo tempo. Ma un conto è lasciarsi riconquistare dal ritorno discografico di una band che ci ha segnato fin da ragazzini, attendendo con ansia anche quello dal vivo, un altro conto è vedere e capire quante di queste aspettative verranno effettivamente ripagate andando di nuovo a vedere i Linkin Park sul palco.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="948" src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeLinkinPizza.jpg" alt="" class="wp-image-6312" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeLinkinPizza.jpg 960w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeLinkinPizza-778x768.jpg 778w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeLinkinPizza-768x758.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Mike firma autografi ai fan al pop up store Linkin Pizza</em></figcaption></figure>



<p>Che le aspettative fossero alle stelle si era già capito nei giorni precedenti al concerto e soprattutto lunedì. Dalla fila immensa fuori dalla pizzeria che ha ospitato il pop up store <strong>Linkin Pizza</strong> – al quale anche la band ha fatto una comparsa, concedendosi ai fan per autografi e foto –, fino al nostro classico <strong>raduno pre-concerto</strong> tenutosi all&#8217;<strong>Headbangers Pub</strong>, a cui siete venuti in tantissimi. Di questo vi ringraziamo, perché è stato uno dei segnali maggiori di quanto la community sia ancora presente e coinvolta al 100% e di quanto noi tutti abbiamo ancora bisogno di questa band.</p>



<p>Ma passando al concerto in sé, l’<strong>Ippodromo La Maura</strong> si è riempito fin dalle prime ore del mattino per questa giornata epocale. Le temperature altissime non hanno minimamente scoraggiato orde di fan che si sono presentati diverse ore prima, assistendo all’alternarsi sul palco di <strong>JPEGMafia</strong>, <strong>Jimmy Eat World</strong> e <strong>Spiritbox</strong>. E mentre il sole inizia a tramontare, un countdown di 10 minuti parte sui maxischermi e si conclude sulle note di “La Solitudine” di Laura Pausini – c’è da dirlo, cantata QUASI con la stessa intensità di “In The End” da tutti i presenti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="909" height="1080" src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeTransenna-909x1080.jpg" alt="" class="wp-image-6314" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeTransenna-909x1080.jpg 909w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeTransenna-647x768.jpg 647w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeTransenna-768x912.jpg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/MikeTransenna.jpg 916w" sizes="(max-width: 909px) 100vw, 909px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Mike sorride in transenna con i fan</em></figcaption></figure>



<p>Il countdown arriva a zero – fortunatamente senza ripartire al contrario questa volta – e un boato avvolge tutto l’Ippodromo: è tutto vero, i <strong>Linkin Park sono tornati</strong> e bastano pochissimi minuti per dimenticarsi tutti i dubbi e le preoccupazioni di cui sopra, perché fin dall’inizio di “Somewhere I Belong” la simbiosi tra band e pubblico è totale. I cori di sostegno tra un brano e l’altro (per la band, per <strong>Mike </strong>e soprattutto per <strong>Emily</strong>) sono incessanti e vedere una sola faccia scontenta è praticamente impossibile.</p>



<p>Fin dal primo atto, la scaletta è un mix di pezzi vecchi e nuovi e immediatamente ci rendiamo conto di come <strong>Emily</strong>, <strong>Colin </strong>e <strong>Alex </strong>si siano integrati perfettamente all’interno della band, che sembra suonare insieme già da diversi anni. Nessuna incertezza sul palco quindi, i Linkin Park si sono mostrati pienamente consapevoli dei propri mezzi, portando comunque il giusto rispetto a tutte le fasi della propria carriera. In questo, la performance di Emily risulta particolarmente efficace. La cantante si muove infatti come la veterana che è e nonostante il dover stare sul quel palco e il dover interpretare determinati pezzi pesi un macigno, la sua performance, sia a livello vocale che di coinvolgimento, è lodevole – soprattutto sui nuovi brani, per ovvie ragioni. Si mostra umana, commuovendosi, come spesso accade, sulla meravigliosa “Waiting For The End”, si mangia letteralmente il palco sulle parti più cattive, dando chiaramente la sua impronta ai brani e lascia anche che il pubblico canti a squarciagola sezioni iconiche come quelle di “In The End”, “Numb” e “Crawling”, perchè è bene ricordare come detto da Mike in occasione del primissimo ritorno a settembre, <em>&#8220;in the role of Chester Bennington is each of you&#8221;</em>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1599" height="1068" src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-25-at-10.05.18-4.jpeg" alt="" class="wp-image-6313" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-25-at-10.05.18-4.jpeg 1599w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-25-at-10.05.18-4-1024x684.jpeg 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-25-at-10.05.18-4-768x513.jpeg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-25-at-10.05.18-4-1536x1026.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1599px) 100vw, 1599px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Emily sul palco degli I-Days (foto: Matteo Musazzi)</em></figcaption></figure>



<p>La chimica con Mike è già pressochè perfetta: i due, insieme e singolarmente hanno tutto il pubblico ai loro piedi ed è evidente la felicità e l’entusiasmo del leader della band, che durante la sua parte solista dello show, scende anche tra il pubblico e canta insieme ai fan una strofa di “Until It Breaks”, dopo aver regalato un cappellino ad una ragazza in lacrime.</p>



<p>Come già detto, tutta la band funziona ancora a meraviglia sul palco, così come tutti i pezzi. L’atmosfera si scalda particolarmente nella seconda parte dello show, quando Mike chiede a gran voce di formare diversi circle pit prima di suonare “Two Faced” e “One Step Closer”, prima di rincarare la dose poco più tardi con pezzi come “Faint”, “Papercut”, “A Place For My Head” (che ormai è presenza fissa in Italia dopo l’indimenticabile <em>“as you wish”</em> del 2015) e “Heavy Is The Crown”, con il dilaniante scream di Emily che è già leggenda. E come da tradizione, si chiude la festa con “Bleed It Out”, che, dopo due ore di un concerto spettacolare (sia a livello musicale che scenografico) ci lascia increduli, stravolti e felici.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1494" height="1060" src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/LPEnd.jpg" alt="" class="wp-image-6311" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/LPEnd.jpg 1494w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/LPEnd-1024x727.jpg 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/06/LPEnd-768x545.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1494px) 100vw, 1494px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I Linkin Park alla fine del concerto (foto: Damiano Polizzano)</em></figcaption></figure>



<p>Per capire quanto avessimo bisogno del ritorno dei Linkin Park basta concentrarsi su un paio di cose, come la pura felicità di Mike, che corre senza sosta per tutto il palco con un sorriso a 32 denti o le reazioni dei presenti, che hanno potuto ammirare una band viva, vegeta e in uno stato di forma strepitoso. I Linkin Park sono ancora i Linkin Park, in una nuova forma che non va in alcun modo a intaccare la grandezza di ciò che è stato, ma ci si affianca, lasciandoci senza il minimo dubbio o la minima apprensione per il futuro.</p>



<p>“<em>So I&#8217;m picking up the pieces now, where to begin? The hardest part of ending is starting again”</em></p>



<p>Ci sono voluti sette anni per raccogliere i cocci, rimetterli insieme, guarire e tornare sul palco – prova comunque molto diversa dallo studio. Sette anni in cui i Linkin Park hanno trovato nuovi interpreti che si sono naturalmente inseriti in un meccanismo che – finalmente possiamo dirlo – ha ripreso a girare a meraviglia sotto ogni punto di vista. E a proposito di meraviglia, la cosa più meravigliosa – ancora più che vedere sul palco una band così perfetta – è stato guardare dentro noi stessi, capire che per forza di cose non siamo più gli stessi di otto anni fa, ma che nonostante questo siamo ancora in grado di emozionarci, urlare, ridere e piangere avendo davanti una band che da più di venti anni (o quanti ne volete per ognuno di voi) è parte integrante delle nostre vite.</p>



<p>Di questo, forse, più che di ogni altra cosa, siamo immensamente grati. Probabilmente fino a ieri neanche noi sapevamo quanto avevamo bisogno dei Linkin Park. Riscoprirlo in questo modo è quanto di più bello avremmo potuto chiedere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/linkin-park-agli-i-days-2025-il-racconto/">Linkin Park agli I-Days 2025: il racconto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://linkinpark.it/news/linkin-park/linkin-park-agli-i-days-2025-il-racconto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 14:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno di due mesi fa è uscita <strong>"In the End"</strong>, prima biografia (non ufficiale) italiana di <strong>Chester Bennington</strong>. Il libro, scritto da <strong>Rosanna Costantino</strong> e pubblicato da <strong>Gli Scrittori Della Porta Accanto</strong>, ripercorre la vita e la carriera del cantante, mettendone in luce le varie caratteristiche e raccontando diversi retroscena. Oltre a ciò, è presente una sezione finale che riflette sulla depressione e gli altri disturbi psicologici, richiamando l’importanza di una corretta informazione su questo tipo di malattie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/">In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Meno di due mesi fa è uscita <strong>&#8220;In the End&#8221;</strong>, prima biografia (non ufficiale) italiana di <strong>Chester Bennington</strong>. Il libro, scritto da <strong>Rosanna Costantino</strong> e pubblicato da <strong>Gli Scrittori Della Porta Accanto</strong>, ripercorre la vita e la carriera del cantante, mettendone in luce le varie caratteristiche e raccontando diversi retroscena. Oltre a ciò, è presente una sezione finale che riflette sulla depressione e gli altri disturbi psicologici, richiamando l’importanza di una corretta informazione su questo tipo di malattie.</p>



<p>Come dichiarato dalla stessa autrice nelle stesse pagine del libro la biografia è frutto, oltre che del bisogno di esteriorizzare ed elaborare il lutto (che, inutile nasconderlo, ha colpito tutti i fan di Chester), di una minuziosa opera di ricerca e documentazione. Le informazioni provengono infatti da innumerevoli fonti e interviste pubblicate del corso degli anni (sia a Chester che a familiari, amici e compagni di band) e per la prima volta sono state raccolte in un unico testo in italiano per una lettura che può senza dubbio intrattenere il fan più navigato come quello novizio.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1400" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover.jpg" alt="in the end" class="wp-image-3533" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover.jpg 1000w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-549x768.jpg 549w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-771x1080.jpg 771w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-768x1075.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Partendo dalla difficile infanzia di Bennington, attraverso le violenze subite e le dipendenze, il libro illustra come il cantante sia stato capace a distinguersi fin dall’adolescenza, accumulando esperienze su esperienze anche con ragazzi più grandi grazie all’attitudine, alla voglia di rivalsa e alla sua ugola miracolata. Il testo concentra (a ragione) diversi capitoli sui primi passi di Chester nel mondo della musica, ed è forse questa la parte che può risultare più interessante al fan medio dei <strong>Linkin Park</strong>, in quanto in genere meno conosciuta. L’inizio della passione per la musica, i primi concerti da spettatore, i primi passi del mondo della musica con i <strong>Grey Daze</strong>: tutti questi aspetti vengono ripercorsi e raccontati con puntualità, così come l’occasione d’oro di entrare nei Linkin Park, quando ormai si era quasi rassegnato a vivere una vita normale dopo lo scioglimento dei Grey Daze, e il difficile periodo di scrittura di <strong>Hybrid Theory</strong>, stimolante dal punto di vista artistico quanto complicato dal punto di vista pratico. Una storia di passione e redenzione che non può lasciare indifferenti.</p>



<p>La parte centrale della biografia si concentra invece sulla carriera dei Linkin Park e sugli innumerevoli progetti paralleli di Chester (Dead By Sunrise, Stone Temple Pilots, Camp Freddy ecc), raccontando la nascita dei vari album e descrivendone il sound, le ragioni e i singoli pezzi con le stesse parole di Bennington e compagni. In parallelo viene analizzata la vita privata del cantante e la continua lotta contro i propri disturbi, nello stesso modo onesto e razionale con cui lui stesso si era convinto a parlarne. Il testo prosegue poi raccontando i tristi momenti della sua scomparsa e ripercorrendo le reazioni di fan e musicisti di tutto il mondo, uniti nel cordoglio e nella celebrazione di un punto di riferimento per la musica e non solo.&nbsp;</p>



<p>Forse ancora più importanza rivestono gli ultimi capitoli, nei quali, oltre a raccontare il percorso musicale terapeutico di <strong>Mike Shinoda</strong> degli ultimi anni, fatto di album e concerti, l’autrice si focalizza sul grosso problema dei disturbi psicologici, illustrando anche l’enorme lavoro che negli ultimi anni sta portando avanti <strong>Talinda</strong>, moglie di Chester.&nbsp;</p>



<p>Ringraziando <a href="https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/" target="_blank" rel="noopener">Gli Scrittori Della Porta Accanto</a> e Rosanna, facciamo i complimenti per questa pubblicazione che, come già detto, rimane sicuramente consigliata per tutti i fan dei Linkin Park (e non solo): i meno esperti potranno scoprire moltissimi retroscena, mentre per gli altri rimarrà comunque una lettura piacevole ed emozionante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/">In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>2020: il resoconto</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/2020-il-resoconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park-italia/2020-il-resoconto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2020 è stato un anno che ha messo a dura prova tutti noi. Cerchiamo di trovare gli aspetti positivi di questi 12 mesi con un riassunto di quanto accaduto in casa Linkin Park.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/2020-il-resoconto/">2020: il resoconto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Difficile pensare agli aspetti positivi di questo 2020 che stiamo per lasciarci alle spalle. In un mondo che sta ancora affrontando una pandemia terribile, diversi settori sono stati messi in ginocchio; uno di quelli che ha subito più danni è stato proprio quello musicale. Concerti annullati, pubblicazioni ritardate e difficoltà nel lavorare in gruppo hanno causato moltissimi problemi, ma, cercando di guardare anche i lati positivi, le novità in casa <strong>Linkin Park</strong> non sono mancate, seppur in parte adattate al lockdown.</p>



<h3 class="wp-block-heading">MIKE: DROPPED FRAMES E COLLABORAZIONI</h3>



<p>Anche se non erano previsti tour o nuovi album nel corso del 2020, <strong>Mike</strong>, come sempre, non si è dato un attimo di pausa, sia sul fronte della produzione personale che per quanto riguarda le collaborazioni. Con l’arrivo del Coronavirus e del lockdown, il rapper ha infatti iniziato una serie quotidiana di dirette su Twitch durante le quali, ogni giorno, creava la bozza di una nuova canzone. Progredendo con questi appuntamenti, Mike ha ricevuto e accettato anche molti suggerimenti da parte dei fan che lo seguivano, mixando diversi stili in un’unica traccia e dando sempre prova del suo talento di compositore e produttore. Molte delle demo create in questo modo hanno poi visto la luce durante l’estate, con la pubblicazione di tre album, intitolati <a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLK4e-UnCxQq8RQCBjllONKkuTE8_Cb4m_" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Dropped Frames”</strong></a> e contenenti 37 tracce strumentali nate durante le dirette e “Open Door”, brano scritto in precedenza e poi cantato da Mike con le voci di alcuni fan in aggiunta.</p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p>Come detto in precedenza, Mike si è dato da fare anche con diverse collaborazioni e produzioni. A inizio anno, il rapper ha scritto e prodotto <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qQtQa7dWCwM" target="_blank" rel="noopener">“Clockwatch”</a>, brano di <strong>AmirSaysNothing</strong>, mentre a giugno è uscito il remix realizzato da Shinoda di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=g9aEv7c7aPs" target="_blank" rel="noopener">“I Drive Me Mad”</a> di <strong>renforshort</strong>. Ma le due chicche per i fan sono le collaborazioni con <strong>grandson</strong> e i <strong>Deftones</strong>. Mike ha infatti scritto e prodotto <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JjmMUy49mV8" target="_blank" rel="noopener">“Riptide”</a>, uno dei brani migliori dell’album d’esordio di grandson e successivamente ha realizzato uno splendido remix di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SRdZTZE5pOA" target="_blank" rel="noopener">“Passenger”</a>, brano simbolo dei Deftones (con Maynard Keenan), per la pubblicazione di una nuova edizione per il ventesimo anniversario di White Pony.</p>



<h3 class="wp-block-heading">GREY DAZE: AMENDS</h3>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="2560" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-scaled.jpg" alt="grey daze amends" class="wp-image-3528" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-scaled.jpg 2560w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-768x768.jpg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-1080x1080.jpg 1080w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-512x512.jpg 512w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-1536x1536.jpg 1536w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/Amends-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p>Il 2020 è stato anche l’anno del ritorno dei <strong>Grey Daze</strong>, dopo l’annuncio sul finire del 2019. Già nel 2017 Chester aveva annunciato una reunion con la sua band precedente e, oltre ad alcune date live, era in cantiere anche una nuova pubblicazione, con una riedizione delle tracce vecchie. Dopo la tragica scomparsa del cantante, i suoi compagni di band Sean Dowdell e Mace Beyers hanno aspettato diverso tempo per elaborare il lutto e mettersi al lavoro per pubblicare un album che fosse un giusto tributo all’amico. A loro si è unito anche Cristin Davis, amico di vecchia data di Chester e i tre, insieme a illustri collaboratori (come i Korn e Page Hamilton), hanno dato vita a <a href="https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Amends”</strong></a>. Questo disco contiene 11 brani scelti tra quelli presenti nei due full-length pubblicati dalla band, “Wake Me” e “…No Sun Today”, pezzi che sono stati riarrangiati e riregistrati, utilizzando però le tracce vocali di Chester risalenti agli anni ’90. Il risultato è stato apprezzato dalla quasi totalità dei fan: l’album, pubblicato a giugno dopo un ritardo causato dalla pandemia, ha convinto moltissime persone, molti delle quali hanno potuto riscoprire una versione di Chester giovane e acerba, ma comunque fin da subito incisiva ed eccezionale. Poche settimane fa è stato annunciato “Amends Stripped”, un EP che conterrà 5 brani di “Amends” in versione acustica e che uscirà a gennaio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">HYBRID THEORY: I 20 ANNI DI UN ALBUM LEGGENDARIO</h3>



<p>Ammettiamolo: se ci limitiamo anche solo alla sfera musicale, il 2020 non poteva essere un anno come un altro per un fan dei Linkin Park. Il 24 ottobre, infatti, abbiamo assistito al ventesimo anniversario della pubblicazione di <strong>&#8220;Hybrid Theory&#8221;</strong>, album di debutto della band. Un disco che ancora oggi, dopo due decenni, ha lo stesso impatto e che qualsiasi fan porta nel cuore. Se infatti i lavori successivi hanno sempre sollevato interessanti discussioni e polarizzato le opinioni, il giudizio su &#8220;Hybrid Theory&#8221; è unanime: si tratta di un album ormai leggendario, che, oltre ad aver resistito in modo ottimale alla prova del tempo, ha avuto un impatto devastante sul panorama musicale e che ancora oggi viene citato tra le principali influenze di moltissime band. Proprio per questo motivo, la band non si è risparmiata e ha deciso di pubblicazione una <a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/hybrid-theory-20th-anniversary-edition/" target="_blank" rel="noopener">nuova edizione</a>&nbsp;per festeggiarne il ventennale, in tre diverse versioni: doppio CD, box con vinili e Super Deluxe Box, contenente anche numerose b-sides, demo (leggi la nostra classificazione delle demo di &#8220;Hybrid Theory&#8221; <a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/l-evoluzione-delle-demo-di-hybrid-theory/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), DVD e molto altro materiale. Nonostante diversi errori di stampa sulla versione europea del box set abbiano lasciato un po’ di amaro in bocca, è stato senza dubbio emozionante ripercorrere la storia di questo album che da moltissimo tempo ci accompagna nella vita di tutti i giorni. Come ultima cosa, è stato anche emozionante poter rivedere i Linkin Park insieme per un’intervista collettiva in occasione dell’uscita di questa nuova edizione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/HT20___.jpg" alt="hybrid theory" class="wp-image-3529" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/HT20___.jpg 1200w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/HT20___-1024x683.jpg 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/12/HT20___-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">&nbsp;</p>



<p>Augurandoci che nel corso dell’anno prossimo le cose possano migliorare e stabilizzarsi, permettendoci di tornare ad una vita normale, vi facciamo i nostri auguri per un felice 2021!</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/2020-il-resoconto/">2020: il resoconto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#HybridTheory20 e la storia di Pictureboard</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-e-la-storia-di-pictureboard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2020 12:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-e-la-storia-di-pictureboard/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'edizione per il 20esimo anniversario di Hybrid Theory, i Linkin Park pubblicheranno anche la tanto attesa Pictureboard, canzone creata ad inizio carriera. Ecco la storia del pezzo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-e-la-storia-di-pictureboard/">#HybridTheory20 e la storia di Pictureboard</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>I <strong>Linkin Park</strong> qualche giorno fa hanno tenuto un incontro a distanza con la stampa internazionale. Mike Shinoda, Brad Delson, Phoenix e Joe Hahn, collegati a distanza ognuno dalla propria abitazione, hanno raccontato alcune curiosità sul box set e sui primi anni di vita della band.</p>
<p>Questa pubblicazione è frutto di un grande lavoro di archivio e ricerca di materiale relativo ai primissimi anni di vita della band.  <em>&#8220;Ascoltare tutte quelle demo è stato emozionante”</em>, ha detto nel corso della conferenza il chitarrista <strong>Brad Delson</strong>, <em>“Si può trovare molta energia all&#8217;interno di esse. Alcune demo sono davvero magiche e rappresentano al meglio quella che era all&#8217;epoca l&#8217;energia della band&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;All&#8217;inizio ero scettico”</em>, dice a proposito del box set <strong>Mike Shinoda</strong>, <em>“Ma poi ho visto tutto il materiale raccolto grazie all&#8217;aiuto di molte persone e mi sono convinto. C&#8217;è un sacco di materiale divertente, cose che riguardandole o riascoltandole mi hanno fatto sorridere molto. Abbiamo ancora tantissimo materiale raccolto nel corso degli anni, ci sono un sacco di cose che non hanno mai visto la luce del sole e non escludo un giorno possa accadere ma ciò che conta è la qualità. Se dovessimo avere altro materiale che sia buono e ci faccia divertire quanto questo sarebbe bello tirarlo fuori in occasione di altri anniversari&#8221;</em>.</p>
<p>La pubblicazione dell&#8217;edizione speciale di <strong>Hybrid Therory</strong> in occasione del suo 20° anniversario ha consentito alla band di portare alla ribalta alcune cose piuttosto sorprendenti e per i fan dei Linkin Park c&#8217;era molta speranza che la traccia <strong>Pictureboard</strong>, spesso discussa ma mai ascoltata, avrebbe finalmente visto la luce in tale ricorrenza. Il gruppo ha risposto positivamente alla richiesta, eliminando alcuni degli ultimi ostacoli affinché la canzone potesse finalmente essere pubblicata.</p>
<p>Durante la conferenza stampa online, Mike Shinoda ha condiviso alcuni retroscena dietro questa traccia. <em>&#8220;I fan conoscono Pictureboard da circa 19 o 20 anni. Sono al corrente della sua esistenza, ma non hanno minimamente idea di come sia&#8221;</em>. Mike ha dichiarato che dopo essere stata chiesta spesso, a un certo punto hanno pensato di farne una canzone da pubblicare per il fan club LPU, ma conteneva un campionamento al suo interno che doveva essere cancellato, il che sembrava un po&#8217; difficile in quel periodo.</p>
<p>Shinoda si è meravigliato della determinazione dei fan nel voler ascoltare la traccia nel corso degli anni: <em>&#8220;Ci sono così tante canzoni&#8230; Perché si concentrano tutti su questa se non l&#8217;hanno nemmeno mai ascoltata?&#8221;</em>, riflette. Ma anche dopo aver cancellato il campionamento (che ha rivelato essere un loop di batteria di una canzone di Barry White), i fan sono stati in grado di capire che la clip audio proveniva da un intermezzo che la band aveva suonato al Rock Am Ring 2001.</p>
<p>Ricorda: <em>&#8220;I fan avevano persino inventato un nome per quella performance. Hanno dato il proprio nome per quell&#8217;interludio e mi chiedevano di quell&#8217;interludio, e io pensavo: &#8216;Non capisco. Non so nemmeno a quale canzone vi riferiate. Avete letteralmente inventato il nome, non l&#8217;ho inventato io&#8217;.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3515" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/10/Linkin%20Park2001.jpeg" border="0" alt="linkin park" width="500" /></em></p>
<p>Brad ha rivelato un altro motivo per cui la traccia ha una certa importanza nella storia dei Linkin Park. Durante la chat, ha spiegato: <em>&#8220;A meno che non ricordi male, penso che sia stata la prima cosa su cui ho sentito la voce di Chester&#8221;</em>.</p>
<p>Aggiunge: <em>&#8220;Ricordo di aver ascoltato la traccia e di aver detto: &#8216;Ehi, cosa ne pensate di questo tizio? Ci ha appena mandato questa registrazione&#8217;. Non stavo piangendo di gioia, ma ci mancava poco. Sembra vulnerabile nelle strofe, ma si sentivano tutti quei timbri e armonie e tutte quelle sfumature sulle parti più pesanti. Mi ha sconvolto e ci siamo detti che avremmo dovuto assolutamente incontrarlo&#8221;</em>. Shinoda dice di essere finalmente in grado di condividere la traccia: <em>&#8220;Siamo molto entusiasti del fatto che i fan avranno la possibilità di ascoltarla. Era forse questa l&#8217;occasione giusta, doveva essere un evento così significativo che ne valesse la pena. Questa è stata l&#8217;occasione.&#8221;</em></p>
<p>Ci vorrà un bel po&#8217; di tempo per i fan per digerire tutto il materiale dell&#8217;edizione del 20° anniversario di Hybrid Theory. C&#8217;è un box set in edizione limitata che include cinque CD: l&#8217;album originale Hybrid Theory, il disco di remix Reanimation, un disco di rarità e b-side con 12 brani di quell&#8217;epoca, una raccolta di LPU Rarities con brani circolati attraverso il fan club della band e il disco Forgotten Demos con 12 pezzi inediti, tra cui She Couldn&#8217;t.</p>
<p>Il box set comprende anche tre DVD: Frat Party at the Pankake Festival, un live del Projekt Revolution 2002, un sequel in DVD appena citato di Frat Party intitolato The Sequel to the Worst Name We&#8217;ve Ever Come Up With che ha filmati e interviste inedite nel backstage e un altro DVD con concerti al Fillmore si San Francisco e al Rock Am Ring in Germania nel 2001.</p>
<p>Oltre a questo sono presenti tre vinili, l’audiocassetta con 2 tracce originali dello street team, un libro illustrato di 80 pagine con contributi della band, riproduzioni di laminati del tour, un poster di Chester Bennington e tre litografie di Mike Shinoda, Joe Hahn e l&#8217;art director Frank Maddocks.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: <a href="https://loudwire.com/linkin-park-long-awaited-song-picture-board-release/" target="_blank" rel="noopener">Loudwire</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-e-la-storia-di-pictureboard/">#HybridTheory20 e la storia di Pictureboard</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 17:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/</guid>

					<description><![CDATA[<p>NME ha intervistato Mike riguardo la realizzazione di "Dropped Frames, Vol. 1", l'album di strumentali create in diretta su Twitch insieme ai fan. Ecco che cosa ha raccontato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/">La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.nme.com/news/music/mike-shinoda-dropped-frames-solo-linkin-park-hybrid-theory-chester-bennington-grey-daze-interview-2703795?amp&amp;__twitter_impression=true" target="_blank" rel="noopener">NME</a> ha intervistato <strong>Mike</strong> riguardo la realizzazione di <strong>&#8220;Dropped Frames, Vol. 1&#8221;</strong>, l&#8217;album di strumentali create in diretta su Twitch insieme ai fan. Ecco che cosa ha raccontato.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Raccontaci del contributo dei tuoi fan a questo album.</strong></p>
<p>Abbiamo trovato un modo con il quale i fan potessero partecipare e mettermi in difficoltà. Guardando i miei stream guadagnavano punti che potevano usare per scegliere gli stili delle canzoni, che poi pescavo da quello che chiamavamo “The Bowl Of Destiny” <em>[La Ciotola Del Destino, ndt]</em>. Di solito pescavo più di uno stile, ad esempio dovevo mettere insieme una canzone in stile Red Hot Chilli Peppers, una in stile Prince/Morris Day And The Time e il suono prodotto da un vombato. O cose assurde tipo qualcosa in stile musiche di Final Fantasy mischiato con horror hip-hop, Mariachi e il pop anni 2000 degli N-Sync.</p>
<p><strong>Va sempre tutto bene?</strong></p>
<p>A volte sono in disaccordo con quello che vogliono i fan. A volte ci sono degli attriti, che possono rendere il tutto migliore o peggiore. Va bene uguale se alcuni di questi esperimenti falliscono. L’ultima canzone dell’album è nata per scherzo. Si chiama “Booty Down” e contiene dei sample vocali. I fan mi avevo proposto una canzone in stile Panic! At The Disco, ci ho provato ma non mi piaceva per nulla, la odiavo, quindi ho detto <em>“Ok, questo esperimento è fallito, ora ho bisogno di qualcosa da cui ripartire da zero.”</em> Ho trovato questi sample vocali chiamati “Booty Up” e “Booty Down” e a partire da quelli ho creato una canzone Miami bass.</p>
<p><strong>Come descriveresti i sentimenti che scaturiscono da queste canzoni che fate insieme?</strong></p>
<p>È una cosa spontanea. Spesso con la musica mi sento come se incanalassi quello che sta succedendo in un determinato momento. Queste canzoni provengono dal momento in cui sono state create. Su YouTube ci sono salvati tutti gli stream, quindi potete andare a vedere come sono nate. Quando sono iniziate le proteste contro il razzismo, la traccia che abbiamo creato era triste e profonda. Dal punto di vista dei suoni era appropriata a quel giorno. Quella canzone non è in questo album, ma sarà in uno dei prossimi.</p>
<p><strong>Hai dichiarato che &#8220;Post Traumatic&#8221; è stato come un diario dei tempi bui passati ad affrontare la morte di Chester. Questo album ti sembra un diario dei tuoi mesi di lockdown?</strong></p>
<p>Può essere! Quando ero al college ascoltavo molta musica strumentale come i primi due album di DJ Shadow, Aphex Twin, UNKLE e Massive Attack. Adoro i dischi di J Dilla, Flume e Flying Lotus. Occorre un’arte poetica per fare musica senza parole. Mi piace, ma non l&#8217;ho mai fatto con tutta la mia attenzione. È molto divertente.</p>
<p><strong>Possiamo aspettarci quindi dei suoni sorprendenti e strani?</strong></p>
<p>Sì, adoro questo aspetto. Di tanto in tanto durante gli stream, gioco a Animal Crossing. È rilassante, come la meditazione. Io e i fan abbiamo dato un nome alla mia tartaruga, è divertente. Il sindaco dell’isola in Animal Crossing è un ragazzo di nome Tom Nook. Tutte le voci sono molto simili e strane, ho trovato un plug-in sulla mia tastiera per riprodurre la voce di Tom Nook. I fan lo chiedono ogni giorno.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3500" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/07/DroppedFramesVol1.jpg" border="0" alt="dropped frames" width="500" /></p>
<p><strong>Stavi lavorando al seguito di &#8220;Post Traumatic&#8221; prima che questo progetto prendesse piede?</strong></p>
<p>Stavo lavorando su un sacco di cose diverse. Lo sto ancora facendo, perché sono un po&#8217; più lento in quarantena. Faccio una canzone per me, poi una per qualcun’altro e così via. Sto ancora sperimentando e cercando di capire cosa voglio fare più avanti. Mi sembra di percorrere venti strade diverse contemporaneamente. Se ci sarà mai qualcosa di cui parlare, ne parlerò durante gli stream.</p>
<p><strong>Di recente hai fatto un ottimo remix di una canzone di Renforshort. Cosa ti ha portato a lavorare con lei?</strong></p>
<p>È davvero divertente lavorare con nuovi artisti per la varietà di situazioni creative che porta. È molto giovane, ma sa bene quello sta facendo con la sua musica. Probabilmente lei farebbe un commento autoironico in questo momento, ma il mio istinto mi dice che ha un sacco di talento e mi piacerebbe vedere dove arriverà. La sfida più grande per ogni artista nella sua posizione è quella di sbloccare davvero la sua voce e il modo in cui trasmettere le proprie intenzioni in modo unico. La ascolto molto.</p>
<p><strong>Recentemente è stato rivelato che Linkin Park avevano tracce inedite con Chester. Hai passato molto tempo negli ultimi anni a riguardarle?</strong></p>
<p>No, non l&#8217;ho fatto. Per ogni disco che ho realizzato, ci sono tracce con vari gradi di completamento con la voce. La loro pubblicazione non è in programma.</p>
<p><strong>Di recente avete anche condiviso delle riprese inedite di un concerto del 2001. I fan possono aspettarsi altre cose in archivio?</strong></p>
<p>Siamo tutti consapevoli del fatto che quest&#8217;anno ci sarà il ventesimo anniversario di “Hybrid Theory”, quindi stiamo pensando di fare qualcosa per celebrarlo. Ma non voglio aggiungere altro, quindi mi fermo qui.</p>
<p><strong>La prima band di Chester, i Grey Daze, ha recentemente pubblicato l&#8217;album <a href="https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Amends&#8221;</a>, con la sua voce. È stata un&#8217;esperienza surreale essere fuori dal progetto?</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho ascoltato, ci hanno lavorato loro. Non riesco ad ascoltarlo. Non voglio sentire la sua voce. È già abbastanza difficile per me ascoltare gli album dei Linkin Park. Deve essere il giorno giusto. Però ho guardato una parte del video diretto da suo figlio Jaime. Sono arrivato al secondo minuto prima che diventasse un po&#8217; troppo per me.</p>
<p><strong>Cos&#8217;altro hai ascoltato durante questo periodo d’isolamento?</strong></p>
<p>Un sacco di cose! Griselda, Hayley Williams, Joji, Denzel Curry, Caribou, Jay Electronica, Renforshort, Jessie Reyez, RAC, 99 Neighbors, il nuovo di Jack Garratt, Run The Jewels, l’album dei Trash Talk prodotto da Kenny Beats. C&#8217;è tanta buona musica nuova.</p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/">La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amends: la nostra recensione</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 11:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Venerdì è finalmente stato pubblicato "Amends", nuovo album dei Grey Daze. Ecco la nostra recensione del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/">Amends: la nostra recensione</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[ <p style="text-align: center;"> </p> <p style="text-align: justify;">Il cerchio si chiude. Dopo tre anni dall’annuncio di una reunion dei <strong>Grey Daze</strong> (fatto dallo stesso Chester) e dalla tragica scomparsa del cantante, viene finalmente pubblicato <strong>“Amends”</strong>, nuovo album della band di Bennington precedente ai Linkin Park. Il batterista Sean Dowdell ha saggiamente atteso diverso tempo prima di mettere mano al materiale, lasciando che il dolore si trasformasse lentamente in una ferma volontà nel realizzare il giusto tributo all’amico, compagno di band e socio in affari. Insieme al vecchio bassista Mace Beyers e al nuovo chitarrista Cristin Davis (anche lui amico di Chester ai tempi del liceo), Dowdell ha messo a punto un progetto di primo livello, coadiuvato da diversi musicisti che negli anni hanno conosciuto e lavorato con il cantante in diverse occasioni, andando a riarrangiare e riregistrare alcuni dei migliori brani dei due album in studio dei Grey Daze, “Wake Me” e “No Sun Today”.</p> <p style="text-align: justify;">“Amends” nasce quindi dalla lavorazione strumentale di vecchi pezzi, uniti a tracce vocali registrate da Chester negli anni ’90. Il risultato finale può dirsi riuscito sotto ogni punto di vista: se infatti tra i maggiori punti deboli delle versioni originali poteva contarsi una produzione e dei suoni di livello non ottimale, le canzoni vengono in questo modo permeate di una nuova identità e, pur mantenendo suoni sporchi e puramente anni ’90, il lavoro di restaurazione è considerevole, così come riesce ogni volta a sorprendere la capacità vocale di Bennington. In un comparto strumentale più che riuscito, la voce di Chester si erge con prepotenza, ricordando ancora a tutti (come se ce ne fosse bisogno) di appartenere di diritto alla cerchia dei migliori cantanti della storia del rock recente. Una voce ancora acerba (Bennington all’epoca aveva meno di 20 anni), ma già potente, graffiante, sofferente e catartica. Una voce che riesce a rappresentare bene i traumi che, già a quell’età, avevano inabissato la vita di un ragazzo innocente dall’anima fragile, capace di espiare il proprio dolore solo attraverso un microfono e le sue miracolate corde vocali. </p> <p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3497" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/06/Grey%20Daze%20Promo.jpg" border="0" alt="Grey Daze" width="500" /></p> <p style="text-align: justify;">I brani si muovono tra grunge, alternative rock e venature pop, riuscendo in questo modo a mantenere sempre alta l’attenzione e il coinvolgimento emotivo, anche grazie ai testi personali, con i quali riusciamo a tornare alle esperienze dell’adolescenza del cantante, inquadrando quindi la sua crescita come artista e come uomo. Testi crudi e maturi (soprattutto considerata l’età dell’autore), si susseguono in pezzi incisivi ed emozionanti, resi migliori anche dalla presenza degli ospiti. Da questo punto di vista si fanno notare in primo piano “She Shines” e “B12”, a cui hanno partecipato i chitarristi dei Korn. Le chitarre abrasive e ribassate, insieme ad una performance vocale sofferta sono gli ingredienti della prima, mentre in “B12” Chester sfodera delle strofe quasi rap e un ritornello melodico, evidenziando fin da subito la propria incredibile versatilità. Tra gli ospiti illustri troviamo anche Jaime, figlio di Bennington, che ha partecipato ai cori dell’emozionante “Soul Song”, oltre a Page Hamilton (nella cruda “Sickness”) e alla cantante LP, presente nella conclusiva “Shouting Out”, forse il pezzo più debole del lotto. Le vette più alte vengono invece raggiunte con “The Syndrome”, che alterna strofe melodiche e dark ad uno stacco quasi metal,  “Just Like Heroin”, che culmina in uno scream da pelle d’oca e “Morei Sky”.</p> <p><em>“If I had a second chance I&#8217;d make amends only to find myself losing in the end”</em></p> <p style="text-align: justify;">Questi versi, ripetuti nella bellissima “Morei Sky”, oltre a dare il titolo all’album, rimangono impressi per la loro potenza comunicativa e, ancora dopo tre anni, lasciano quasi scossi nell’affrontare la realtà. Forse Chester Bennington non ha avuto la fortuna di una seconda possibilità. Questa possibilità, tuttavia, è stato capace di donarla a milioni di persone.</p> <p> </p><p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/">Amends: la nostra recensione</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chester e Chris: l&#8217;ultimo ricordo</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 12:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Metal Hammer ha pubblicato un'intervista fatta a Chester poco prima della sua scomparsa, in cui il cantante ha parlato del suo forte rapporto con Chris Cornell. Trovate qui la traduzione dell'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/">Chester e Chris: l&#8217;ultimo ricordo</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Metal Hammer ha pubblicato un&#8217;intervista fatta a <strong>Chester</strong> poco prima della sua scomparsa, in cui il cantante ha parlato del suo forte rapporto con <strong>Chris Cornell</strong>. Trovate di seguito la traduzione dell&#8217;intervista.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><em>“ERA COME SE CI CONOSCESSIMO DA SEMPRE”</em></p>
<p>Dopo la morte di Chris Cornell nell’estate del 2017, abbiamo parlato della sua eredità con il frontman dei Linkin Park e suo grande amico Chester Bennington. Per la prima volta, ecco il suo tributo per intero.</p>
<p>Quando abbiamo saputo che Chris Cornell era venuto a mancare, abbiamo iniziato a mettere su un tributo in suo onore e ci siamo messi in contatto con il suo amico Chester Bennington. Chester aveva cantato al funerale di Chris all’Hollywood Forever Cemetery il 26 maggio 2017 e, nonostante fosse ovviamente un periodo difficile per lui, acconsentì a parlare al telefono una settimana dopo. Fu gentile e generoso col suo tempo e ci ringraziò per “esservi presi il tempo per scrivere un bel pezzo su qualcuno che ha contribuito molto nella vita di così tante persone”.</p>
<p>Purtroppo, Chester si è tolto la vita due mesi dopo. Il cantante, allo stesso modo, aveva contribuito alla vita di tantissime persone e la community metal ha pianto un’altra scomparsa. Dopo due anni e mezzo, abbiamo rivisto la conversazione che abbiamo avuto a proposito del suo eroe. Ciò che traspare è una solida amicizia tra le due icone, legati dal loro amore per le proprie famiglie e dalla loro carriera.</p>
<p><strong>Per prima cosa, potresti raccontarci come vi siete incontrati tu e Chris?</strong></p>
<p><em>Abbiamo fatto un tour negli Stati Uniti chiamato Projekt Revolution, che era un festival semi-annuale che organizzavano i Linkin Park. Portavamo tanti artisti differenti e Chris Cornell era in uno dei nostri tour [nel 2008]. Penso fosse quando eravamo in tour con Minutes To Midnight. Ad ogni modo, ci siamo conosciuti allora. Siamo immediatamente andati molto d’accordo.</em></p>
<p><em>Sono cresciuto ascoltando Soundgarden, Alice in Chains, Nirvana. Non credo che nessuna scena musicale mi abbia influenzato tanto quanto quella che venne fuori da Seattle. A quei tempi c’era tanta grande musica proveniente da Seattle. Quindi per me fu davvero molto bello essere in giro con uno dei miei eroi, e ci siamo trovati molto bene. Vicky [Cornell] e mia moglie, Talinda, sono immediatamente diventate migliori amiche. Passavano del tempo insieme ogni giorno e durante quel tour ci siamo avvicinati molto. La nostra amicizia è davvero cresciuta in quel periodo.</em></p>
<p><strong>Come si è evoluta da lì? Sembra che divenne più di una semplice amicizia da tour molto in fretta.</strong></p>
<p><em>Non so se ti è mai capitato, ma a volte incontri qualcuno e ti sembra che vi conosciate da sempre. Ed è proprio quello che è successo tra le nostre famiglie. Dopo quel tour siamo rimasti in contatto e la cosa si è evoluta con Chris e Vicky che mi hanno chiesto di essere il padrino del loro figlio, Christopher. Uno dei miei ricordi preferiti della nostra amicizia è il battesimo e l’assunzione di quella promessa verso la sua famiglia. È stato davvero bello. Quando erano in città cercavamo sempre di vederci, a volte era difficile perché siamo tutti molto impegnati. Chris e io eravamo simili sotto tanti aspetti, avevamo tanti cari amici ma non per forza li vedevamo tutto il tempo, perché le nostre vite personali sono molto impegnate e la nostra dedizione nei confronti delle nostre famiglie è molto forte.</em></p>
<p><strong>Immagino che il fatto che le famiglie si siano avvicinate così velocemente, non solo tu e Chris personalmente, abbia reso tutto più facile?</strong></p>
<p><em>Sì, credo che se fossimo stati solo io e Chris a parlare e passare del tempo insieme, sai, saremmo stati buoni conoscenti. Ma l’amicizia tra le nostre mogli, l’aggiungi al mix e le cose si intensificano un po’ di più! In termini di vicinanza, in termini di confidenza, era davvero speciale. La nostra amicizia è andata oltre il rispetto reciproco per ciò che facciamo nella musica.</em></p>
<p><strong>In che modo descriveresti Chris fuori dal palco?</strong></p>
<p><em>Chris era un bravo padre, davvero dedito alla sua famiglia, amava i suoi figli più di ogni altra cosa. Molto taciturno. Se lo approcciavi da solo era molto loquace. Se lo ponevi in una situazione “intima” veniva fuori tanto della sua personalità. Al di fuori di ciò, era molto taciturno e riservato. Molto pacato e mite.</em></p>
<p><strong>Essendo cresciuto come un fan della sua musica, immagino che dovessi avere una grande ammirazione di Chris. Come era rispetto a quello che avevi immaginato di lui prima di iniziare a passare del tempo insieme?</strong></p>
<p><em>Fortunatamente le mie esperienze sono state più positive che negative, ma ho avuto l’opportunità di esibirmi con tante persone che ammiravo molto crescendo e che hanno avuto molta influenza su di me. Il 90% delle volte è stato davvero fantastico e sono nate delle amicizie. Il restante 10% delle volte non va molto bene e pensi “cavolo, vorrei non aver mai conosciuto quella persona!” Rovina tutto! Perlomeno per me. Del tipo “Ho conosciuto quel tipo di quella band che amo e si è rivelato un cretino. Vorrei non averlo mai conosciuto così potrei ancora ascoltare la sua musica”.</em></p>
<p><em>Incontrare Chris è stato davvero… Non capita a tutti di avere l’opportunità di fare queste cose. È probabilmente una delle cose che più ho apprezzato del successo dei Linkin Park, l’andare in tour con tanti di questi ragazzi. Faccio tante cose con all-star band; ho suonato con Alice in Chains, ho fatto concerti con Jane&#8217;s Addiction, concerti con Stone Temple Pilots, ho fatto concerti con Chris Cornell. Ho avuto l’opportunità di suonare con la mia band preferita, i Metallica. È stato un onore. E Chris è stato decisamente un momento fantastico. Per quanto riguarda la sua abilità di esibirsi, è nella top 3 dei cantanti (maschi) di sempre. Insieme a Jeff Buckley e Jimmy Gnecco degli Ours.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3478" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris.png" border="0" alt="chester chris" width="500" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris.png 1280w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris-1024x576.png 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Secondo te cosa rendeva Chris così unico come performer?</strong></p>
<p><em>Ovviamente il suo range vocale è incredibile. La potenza pura. Ma credo che anche il suo modo di scrivere i pezzi fosse fantastico, i tempi, le progressione di accordi. Quando suoni qualcosa c’è un equilibrio delicato tra la tecnica e l’intelligenza di quello che proponi. Questo si vedeva specialmente nei Soundgarden, che avevano una sezione ritmica incredibile. Le loro progressioni sono complicate, ma avevano groove! È davvero difficile tirare fuori roba del genere.</em></p>
<p><strong>Come performer, c’è qualcosa che hai imparato da lui andandoci in tour insieme e vedendolo suonare tutte le sere?</strong></p>
<p><em>Quando vedi una tale grandezza, non hai bisogno di esserne convinto. Basta guardare e pensi “Wow”. Mi stanno venendo i brividi ora solo a pensarci. È speciale osservare qualcuno con così tanto talento mentre fa quello che ama. Quando eravamo on the road per il Projekt Revolution tour, cantavo con lui Hunger Strike dei Temple Of The Dog. Ovviamente anche Eddie Vedder rappresenta una grande influenza per me e quella è una delle mia canzoni preferite. Amo sentirli cantare su quel pezzo, quindi quando Chris me l’ha chiesto ho detto subito “Certo, canterò la parte di Eddie”, ma lui mi ha risposto “No amico, dovrai cantare le parti alte.” Credo di aver risposto ridendo “Merda, no!” Solo due volte sono stato molto nervoso prima di cantare con qualcuno. La prima volta è stato con Paul McCartney ai Grammy, quando ho dovuto fare le parti alte di Yesterday. È un brano che non puoi sbagliare! La seconda volta è stata proprio Hunger Strike con Chris, e dovevo arrivare a note davvero alte. Il miglior complimento che abbia mai ricevuto è stato proprio da lui. Dopo l’esibizione ha riso e mi ha detto “Amico, in teoria non saresti dovuto riuscire a farla, ho scelto quella parte per te apposta!” E per me questo era un gran complimento. È divertente, ma mia moglie mi pizzica sempre perché quando io e Chris cantavamo quella canzone ci guardavamo continuamente sul palco. Succedeva perché lo ammiro tantissimo come persona e come artista e anche per l’amicizia che si stava creando tra noi. È stato un periodo molto speciale.</em></p>
<p><strong>Qual è il tuo ricordo più caro di Chris?</strong></p>
<p><em>Sicuramente i momenti in cui stavamo insieme, che erano pochi e passava sempre molto tra una volta e quella successiva. Sederci vicino alla piscina con i bambini, parlando e basta. Ovviamente anche il battesimo di suo figlio Christopher e l’essere invitato nella sua famiglia. È stato davvero speciale.</em></p>
<p><strong>Hai cantato al funerale di Chris. Com&#8217;è successo? Ti è stato chiesto o hai cercato </strong><strong style="font-size: 12.16px;">di farlo</strong><strong style="font-size: 12.16px;"> in qualche modo?</strong></p>
<p><em>Non sono sicuro di come sia venuta l’idea, ma mi hanno chiesto di cantare. Dovevano parlare dieci persone, quindi hanno pensato che tra gli elogi potesse esserci qualcuno che suonasse e cantasse. Quindi me l’hanno chiesto e sapevo che sarebbe stato difficile. Non so chi abbia portato l’idea, ma Vicky voleva che cantassi, quindi l’ho fatto. Ho pregato, dicendo “Chris, so che sei lì e voglio che sia speciale. Voglio la canzone giusta. Mettimela in testa, dammi la giusta sensazione. Dammi qualcosa.” Mi ricordavo dalle nostre conversazioni che era amico di Jeff Buckley, quindi ho pensato che Hallelujah fosse una buona canzone. È la mia canzone preferita, credo che sia una delle migliori mai scritte, e sicuramente la versione di Jeff è la mia preferita. Quindi era una bella cosa, perché era qualcuno a cui Chris era legato. Ed era anche un altro dei miei cantanti preferiti. Quindi ho scelto quel brano e poi ho parlato con sua figlia Lily perché a quanto pare spesso la cantavano insieme, anche con Toni, sua sorella. Non sapevo questa cosa, quindi è stato un momento speciale e sono onorato di avervi partecipato in questo modo positivo.</em></p>
<p><strong>È una canzone bellissima, ma è davvero triste. Possiamo solo immagine quanto sia difficile cantare un brano come quello in un’occasione così sentita.</strong></p>
<p><em>È stato difficile. Credo che tutto sia casuale in questo universo, ma che non ci siano incidenti. Questo è quello che credo. Alcuni giorni prima dovevamo suonare da Jimmy Kimmel e abbiamo cambiato i programmi. Avremmo dovuto suonare Heavy, ma Chris se ne era appena andato, quindi abbiamo pensato di dedicargli One More Light. L’ho provata poco, mi sono bloccato, piangevo, mi ricomponevo. Quindi da questo punto di vista, questa esperienza mi ha preparato il funerale. Sono riuscito a tenere le cose bene in piedi, ma è stata dura.</em></p>
<p><strong>Quale credi che sarà il lascito di Chris?</strong></p>
<p><em>Sua moglie e i suoi figli. La sua famiglia. Musicalmente credo che sia senza dubbio una delle più grandi influenze dei nostri tempi e che abbia fatto parte di una delle migliori band di sempre. Il suo contributo alla musica non ha rivali. Ovviamente tantissimi musicisti hanno dato un forte contributo, ma i Soundgarden in particolare (e ovviamente anche Chris per conto suo) saranno riconosciuti tra i più grandi. Dal punto di vista musicale, credo che questo sia innegabile. Come uomo, padre, marito e amico era una grande persona, una persona buona. E credo che i suoi figli cresceranno facendo molte cose speciali.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/">Chester e Chris: l&#8217;ultimo ricordo</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>2019: un anno tra attese, novità e conferme</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/una-riassunto-del-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 10:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park-italia/una-riassunto-del-2019/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2019 sta per finire. È stato un anno colmo di notizie ed eventi, che vi riassumiamo brevemente in questo articolo. Buona lettura!</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/una-riassunto-del-2019/">2019: un anno tra attese, novità e conferme</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se il <strong>2018</strong> è stato l&#8217;anno del <strong>cambiamento</strong>, questo <strong>2019</strong> che sta apprestandosi alla conclusione è stato quello della <strong>conferma</strong>, ma anche di tante <strong>novità</strong>.</p>
<h2>CROSS OFF</h2>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">L&#8217;anno si è aperto con il lancio di <em>Cross Off </em>di <strong>Mark Morton</strong>, chitarrista dei Lamb of God, caratterizzata da una delle ultime partecipazione di Chester alla voce. Si tratta di un brano particolarmente atteso e ampiamente discusso dalla fanbase, soprattutto a seguito delle prime perplessità riguardo alla sua possibile uscita. Inutile riportare come la canzone sia stata ben accolta da tutti, fan e addetti ai lavori, soprattutto per la strepitosa energia che Chester ci ha regalato con la sua performance, ricca di scream ma anche di vari e piacevoli cambiamenti di timbro a pari passo con la musica.</p>
<h2>POST TRAUMATIC TOUR</h2>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3457" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/Mike%20Shinoda%20Padova%202019%201.jpg" border="0" alt="mike shinoda live" title="mike shinoda live" width="500" style="font-size: 12.16px;" /></p>
<p>Un pilastro di questo 2019 è ovviamente rappresentato dalla seconda parte del <strong>Post Traumatic Tou</strong>r di Mike, che ha fatto ritorno nel vecchio continente a marzo insieme ai compagni di viaggio Dan Mayo e Matthias Harris, accolti positivamente dalla fanbase. Caratteristica peculiare di ogni show è stata l&#8217;improvvisazione: mai come in passato Mike ha dato spazio al pubblico di fronte alla loro richiesta di alcuni brani in pieno svolgimento di concerto, così come l&#8217;aver invitato alcuni fan in alcuni spettacoli per eseguire o cantare qualcosa.</p>
<p>Anche l&#8217;Italia è stata protagonista del calendario del rapper e va sottolineato che per la prima volta in assoluto nella carriera dei Linkin Park e di Mike il Bel Paese ha ospitato ben <a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park-italia/mike-shinoda-in-italia-il-report-di-milano-e-padova/" target="_blank" rel="noopener">due date</a>: l&#8217;infuocato show di <strong>Milano</strong> e quello emozionale di <strong>Padova</strong>. Due concerti completamente diversi sia dal punto di vista delle scalette sia (di conseguenza) dall&#8217;approccio mostrato dal rapper e polistrumentista, ma in ogni caso accomunati dalla sua strepitosa Performance (maiuscola d&#8217;obbligo), capace di regalare tanta adrenalina ma anche altrettante sorprese, lanciandoci indelebili memorie positive.</p>
<p>La tournée, dopo una meritata pausa, è giunta ufficialmente al capolinea con una serie di quattro date in Asia in agosto, tutte caratterizzate dagli medesimi fattori evidenziati precedentemente.</p>
<h2>FINE</h2>
<p>Sebbene il 2019 non sia stato un anno da ricordare dal punto di vista di uscite discografiche, Mike è stato in studio di registrazione insieme a vari amici e colleghi su nuovi pezzi. Non è mancata anche una collaborazione per la realizzazione di un tema musicale per il film russo <em>The Blackout</em>: <a href="https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/nuovo-singolo-di-mike-fine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>fine</strong></a>.</p>
<p>Presentato a inizio novembre, il brano si distingue da Post Traumatic per le sue sonorità tetre e maggiormente elettroniche, in linea con il genere del film. Non è da meno il video musicale distribuito pochi giorni più tardi, dove abbiamo potuto vedere Mike in veste assai differente da quella a cui ci ha abituato in passato.</p>
<h2>LPU19</h2>
<p>Contrariamente all&#8217;anno scorso, i Linkin Park hanno lanciato una nuova edizione riservata al fan club ufficiale Linkin Park Underground. La diciannovesima uscita ha riguardato soltanto una linea di merch esclusiva, senza essere contraddistinta da un qualche CD di demo e rarità (esattamente come quanto accaduto con LPU17, purtroppo per ovvie ragioni).</p>
<h2>GREY DAZE</h2>
<p style="text-align: center;"> <img decoding="async" class=" size-full wp-image-3458" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/GreyDazeLogoRect.jpg" border="0" alt="grey daze" title="grey daze" width="500" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/GreyDazeLogoRect.jpg 959w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/GreyDazeLogoRect-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 959px) 100vw, 959px" /></p>
<p>Sul finire dell&#8217;anno, un&#8217;altra notizia ha ravvivato il ricordo di Chester nei fan di tutto il mondo. È stato annunciato infatti l&#8217;album dei <strong>Grey Daze</strong>, prima band del cantante, che avrebbe dovuto essere protagonista di una reunion nella seconda metà del 2017. L&#8217;annuncio è arrivato tramite le lettere di Talinda, Susan Eubanks (madre di Chester), Jaime (primo figlio, che ha partecipato anche al processo, registrando alcuni cori) e della stessa band, che ha descritto le motivazioni e le forti emozioni riguardo la pubblicazione di questo lavoro. La pubblicazione dell&#8217;album avverrà nel corso del 2020, ma non si hanno ancora notizie certe riguardo la data. Insieme ad alcuni di voi abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo in anteprima presso la sede della Universal e, come già <a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park-italia/grey-daze-le-nostre-opinioni-sul-nuovo-album/" target="_blank" rel="noopener">affermato</a>, tutti i presenti sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla nuova resa del brani e dal modo in cui la voce di Chester è stata utilizzata e mixata alle nuove registrazioni delle parti strumentali. Si tratta quindi di un bellissimo progetto con cui continuare a celebrare il lavoro e la vita del cantante e non vediamo l&#8217;ora che possiate ascoltarlo tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3459" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/JoeMikePhoenix.jpeg" border="0" alt="joe mike phoenix" width="500" /></p>
<p>Nel corso dell&#8217;anno appena passato non abbiamo avuto ancora nessuna notizia riguardo il futuro dei <strong>Linkin Park</strong>. Nonostante Mike, Phoenix e Joe siano stati più volte interpellati sulla questione, nessuno dei tre si è sbilanciato, dichiarando soltanto che la <a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-joe-stiamo-parlando-di-tornare-a-fare-musica-insieme/" target="_blank" rel="noopener">volontà </a>sarebbe quella di tornare a suonare insieme un giorno, ma come sappiamo (e capiamo) si tratta di un processo molto delicato, che non richiede alcuna forzatura e deve essere il più naturale possibile. Per il resto, sappiamo solo che sia <strong>Mike</strong> che <strong>Brad</strong> hanno lavorato con altri artisti (per lo più in veste di produttori) e che <strong>Joe</strong> si è dilettato durante alcuni DJ set in eventi privati e nell&#8217;organizzazione di una mostra fotografica dedicata ai momenti on stage dei Linkin Park.</p>
<p>A prescindere da questi fatti, con l&#8217;ultimo album targato 2018, il 2020 potrebbe vedere nuova musica: sappiamo infatti quanto a Mike non piaccia stare con le mani in mano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/una-riassunto-del-2019/">2019: un anno tra attese, novità e conferme</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 11:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'ultima edizione, il magazine Kerrang! ha intervistato Mike, che ha raccontato come è stato il suo 2019, tra tour, video e molto altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/">Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;ultima edizione, il magazine <strong>Kerrang!</strong> ha intervistato <strong>Mike</strong>, che ha raccontato come è stato il suo 2019, tra tour, video e molto altro. Trovate di seguito la traduzione dell&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Da video animati allo scrivere musica per film russi, il 2019 è stato un anno delle prime volte per <strong>Mike Shinoda</strong>. È anche stato editor per Kerrang!. Ma quale delle nuove esperienze ha trovato inaspettatamente difficile?</p>
<p>Il 2019 è stato un altro anno turbolento nella vita di Mike Shinoda. Come sei riuscito a bilanciare tutti i tuoi impegni per il tour e per i vari progetti creativi con tutto il resto che è importante nella tua vita?</p>
<p><em>&#8220;Penso che per me il traguardo più importante quest&#8217;anno sia stato concludere il ciclo del tour di Post Traumatic. Ho realizzato alcuni video per l&#8217;album tra cui uno dei miei preferiti, quello per World&#8217;s On Fire. Sono anche tornato in studio per scrivere e produrre con altri artisti. Questi progetti usciranno man mano nel tempo. Da un punto di vista personale, mi sono preso alcune brevi pause dai social media perché ho capito che erano un&#8217;influenza negativa nella mia vita. In realtà amo in particolare Instagram, ma quest&#8217;anno ho capito che devo limitarne l’utilizzo a dosi più piccole.&#8221;</em></p>
<p>Il tuo show solista nel Regno Unito è stato a marzo al Roundhouse di Londra. Quali sono i ricordi che ti tornano in mente ripensando a quella sera?</p>
<p><em>“Quello spettacolo è stata un’esperienza unica. Avere Eg [White, musicista/compositore e collaboratore dei Linkin Park] e Jon [Green, compositore londinese, cantante nei The Bonfires] sul palco per eseguire le canzoni che abbiamo scritto insieme, inclusa One More Light, lo ha reso uno show epocale. Credo fossimo tutti commossi quella sera.”</em></p>
<p>Hai fatto riferimento al video di World’s On Fire, che è stato il tuo primo video animato. Da dove è arrivato lo stimolo creativo e ti è piaciuto?</p>
<p><em>“Ho avuto l’idea per la storia e per i personaggi mentre ero in tour. Mi sono venuti in mente e non se ne andavano. Quindi ho cercato un team che potesse aiutarmi a metter su il video animato. I Venturia Studios [Bogotá, Colombia] avevano lavorato ad un lyric video per i Green Day che mi era molto piaciuto e ho chiesto loro di aiutarmi a dar vita a questa mia idea. Considerando i tempi così ristretti ed un budget limitato, credo sia venuto molto bene.”</em></p>
<p>Hai passato molto tempo in viaggio quest’anno e hai fatto ritorno i diversi posti, in particolare l’Asia, in cui non suonavi da un po’. Quale di questi luoghi si è distinto per il suo essere particolarmente interessante, divertente o unico?</p>
<p><em>&#8220;In generale, uno dei miei obiettivi per il tour di Post Traumatic era quello di rendere speciale ogni concerto. Volevo cambiare drasticamente la setlist da uno spettacolo all&#8217;altro, accettare le richieste dei fan e improvvisare qualche canzone, praticamente relazionarmi alle sensazioni che il pubblico mi dava ogni sera. Detto questo, non credo di avere uno spettacolo preferito. Tutti gli spettacoli sono stati così straordinari e non so nemmeno cosa sia successo o come sia successo. Penso che ci siamo tutti lasciati trasportare.&#8221;</em></p>
<p>Hai anche pubblicato una nuova canzone, Fine, scritta per la colonna sonora di un film russo, The Blackout. Come sei stato coinvolto ed il processo di scrittura è stato diverso dal tuo metodo usuale?</p>
<p><em>“Quando i produttori mi hanno chiesto di scrivere una canzone per il film ero un po’ scettico. Ad essere onesti, scrivere una canzone per un film russo decisamente non era nella mia agenda (ride)! Ma appena ho visto il montaggio provvisorio del film, volevo davvero essere coinvolto. Subito dopo ho scritto la canzone in un paio di giorni e abbiamo lavorato insieme al concept per il video. Volevo proprio fare la parte del cattivo. È stato un buon abbinamento con la canzone.”</em></p>
<p>Al di là della musica, a marzo hai avuto l’occasione di essere l’editore di Kerrang! per una settimana, e hai riempito la rivista con cose che ti sono d’ispirazione. Addirittura Boris è stato coinvolto per risolvere i problemi dei lettori, il che probabilmente sembrava una buona idea, perlomeno allora. Come è stata per te quell’esperienza?</p>
<p><em>“Non ero mai stato l’editor di una rivista prima di allora e devo dire che è stato più difficile di quanto pensassi! Soprattutto per il coinvolgimento di Boris. È proprio una diva.”</em></p>
<p>Quale lezione del 2019 porterai con te nel nuovo anno?</p>
<p><em>“Sento di aver rivalutato e sperimentato con l’improvvisazione e la spontaneità. Ho passato molto anni in una band la cui struttura è molto rigida, in parte perché ha un’identità molto grande ed in parte perché devi essere organizzato per mantenere in movimento un treno così grande. Ma con la mia roba da solista, tutto era molto più piccolo e malleabile. Penso di aver imparato tanto semplicemente cavalcando l’onda.”</em></p>
<p>È stato facile quest’anno rimanere appesantiti dalla negatività, ma cosa hai visto nel 2019 che ti fa ben sperare per il mondo per il prossimo anno?</p>
<p><em>“Non so se il mondo stia effettivamente peggiorando o se siamo noi che siamo super consapevoli delle cose che pensiamo siano negative. Parte di me pensa che, alla nostra età, anche la generazione dei miei genitori si sia sentita allo stesso modo nei confronti del mondo. Ad ogni modo, c’è sempre spazio per la speranza. Ci aiuta ad ambire a fare meglio.”</em></p>
<p>Hai un messaggio per i tuoi e per i fan dei Linkin Park per il nuovo anno?</p>
<p><em>&#8220;Gli ultimi due anni per me sono stati incentrati sulla gratitudine. Spero che i fan possano condividere questa prospettiva e spirito&#8221;.</em></p>
<p>Per finire, completa la frase: “Il 2019  stato…”</p>
<p><em>“… un’ispirazione ed un primo passo.”</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Kerrang!</em></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/">Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grey Daze: le nostre opinioni sul nuovo album</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/grey-daze-le-nostre-opinioni-sul-nuovo-album/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 20:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park-italia/grey-daze-le-nostre-opinioni-sul-nuovo-album/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La settimana scorsa abbiamo avuto la possibilità di ascoltare in anteprima l'album dei <strong>Grey Daze</strong> in uscita l'anno prossimo. Ecco le opinioni di alcuni dei presenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/grey-daze-le-nostre-opinioni-sul-nuovo-album/">Grey Daze: le nostre opinioni sul nuovo album</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La settimana scorsa abbiamo avuto la possibilità di ascoltare in anteprima l&#8217;album dei <strong>Grey Daze</strong> in uscita l&#8217;anno prossimo. Ecco le opinioni di alcuni dei presenti.</p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>È stato un onore aver avuto la possibilità di ascoltare il nuovo disco dei Grey Daze. Ciò che mi ha colpito sono senza dubbio il remastering e i nuovi arrangiamenti dei brani, più completi che mai rispetto al passato. Tappeti elettronici, doppia cassa e riff di basso più robusti si amalgamano alla perfezione con la voce di Chester, che coinvolge appieno dall&#8217;inizio alla fine. Va soprattutto segnalato come la sua performance sia messa in risalto, specialmente nel contesto di un genere come il grunge, da sempre il terreno forte del cantante, libero di esprimersi senza freni.</p>
<cite>Dennis Radaelli</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Passati più di due anni dalla scomparsa di Chester, i Grey Daze hanno deciso di rendergli onore donando ai fan quello che già era in cantiere nel 2017: una nuova pubblicazione con canzoni registrate nuovamente, per dare una seconda vita alla prima band di Chester. Quello che sorprende di più di questo album è proprio la resa sonora: il lavoro di masterizzazione è ottimo e ci troviamo di fronte a undici brani in cui gli anni ’90 prendono nuovamente forma, nonostante si abbia un netto miglioramento nella produzione rispetto alle versione originali. Quasi scontato dirlo, ma la performance di Chester è da applausi. Se, come sappiamo bene, il cantante è stato in grado di esprimersi ad alti livelli in moltissimi generi diversi, è proprio in questo grunge sofferto che è capace di dare il meglio di sé.</p>
<cite>Mattia Schiavone</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le mie impressioni sull&#8217;album sono molto positive, anzi, da pelle d&#8217;oca. Conoscevo i Grey Daze ma sinceramente le mie aspettative non erano molto alte per semplici ragioni di gusti musicali. I Grey Daze non facevano (e non fanno) lo stesso tipo di musica dei Linkin Park. Sono entrato scettico e uscito meravigliato dal bellissimo e studiatissimo lavoro di riesumazione che hanno fatto. Ascoltando l&#8217;album nella sua interezza, si ha quasi l&#8217;impressione di esser lanciati con forza negli anni &#8217;90, nelle ambientazioni de &#8220;Il Corvo&#8221;, film con musiche di un certo tipo (e di un certo livello), ma comunque con una potenza di suono che negli anni &#8217;90 non c&#8217;era. Ho trovato le nuove sonorità nettamente più audaci, con un occhio al passato e l&#8217;altro rivolto al presente, quindi ci si trova a proprio agio, con suoni e melodie molto orecchiabili che però non dimenticano da dove arrivano. Per me, assolutamente meglio del vecchio mood grunge che ricordavo. Per me è un album heavy come non se ne sentivano da un po&#8217;. Il tutto poi è sovrastato da Chester. Per quanto riguarda la voce ho trovato con mia grande sorpresa un Chester più &#8220;libero&#8221;, al pieno della sua libertà espressiva e della sua capacità canora, più che un remaster, avevo quasi l&#8217;impressione e si trattasse di un ritorno del nostro cantante preferito. Un ritorno che mi ha reso davvero felice. Ammetto che alle volte ho avuto l&#8217;impressione che avessero ritoccato un po&#8217; troppo la sua voce, ma penso che sia un fattore inevitabile durante la fase di rimasterizzazione. Per quanto concerne il lavoro generale posso dire di ritenermi assolutamente soddisfatto e inaspettatamente sorpreso. Non vedo l&#8217;ora che esca l&#8217;album per riascoltarlo e forse, farmi un&#8217;idea più concreta, basata su molteplici ascolti. Ma per me è un lavoro fatto con testa, cuore e orgoglio. Con questo lavoro, i Grey Daze meritano una chance migliore di quella passata. Se la meritano loro e ce la meritiamo noi. Non rimarrete delusi nell&#8217;ascoltare, ma tenete sempre ben presente che non sono i Linkin Park. Una volta passato questo concetto, non potrete far altro che fare un bellissimo viaggio.</p>
<cite><em>Leo Garelli</em></cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="412" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/GreyDazeBand.jpg" alt="grey daze" class="wp-image-3452"/></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Non avevo mai ascoltato nulla dei Grey Daze fino a prima del listening, perché non ho mai avuto molto interesse nel grunge (alle medie, mentre tutti ascoltavano Nirvana e Pearl Jam, io ascoltavo &#8220;Verità Supposte&#8221; e scoprivo i Linkin Park). In quasi 2 anni è stato fatto un lavoro magistrale, oserei dire. Il suono è limpido e pulito, si riescono a sentire perfettamente tutti gli strumenti, che non sono stati semplicemente remixati, ma sono stati riarrangiati e nuovamente registrati. Anche sulle parti vocali è stato fatto un lavoro magistrale. Proprio questa è la cosa che mi ha sorpreso di più, per assurdo: il problema della perdita di una persona, specialmente se si tratta di un artista, è la rassegnazione al fatto che non ci saranno più quei momenti in cui sei in attesa che realizzi qualcosa di nuovo, a prescindere dal fatto che una volta realizzato ti piaccia o meno. Invece, durante il listening, sulla soglia dei 30 anni ho avuto il piacere di (ri-)scoprire la voce di Chester come non l&#8217;avevo mai sentita prima. Chester si trovava sicuramente nella sua &#8220;comfort zone&#8221; e quindi era libero di esprimere tutto il potenziale della sua voce, anche a discapito della parte strumentale. Un album da riascoltare più volte.</p>
<cite>Damiano Polizzano</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Se questo 2019 iniziò con la carica di adrenalina data da &#8220;Cross Off” (all’interno dell’album solista di Mark Morton), aver avuto il privilegio di ascoltare l’album dei Grey Daze in anteprima, chiude il cerchio di questo anno nel migliore dei modi. Come sappiamo, era una gemma delicata e preziosa, che rischiava da un lato di non vedere mai luce, dall’altro di deludere le aspettative. Nessuna delle due cose si è avverata. Grazie alla tenacia di Talinda, al lavoro chirurgico di Sean, soci ed amici della band,nei riarrangiamenti di canzoni già note, viene regalato a noi fan, un concentrato altalenante e genuino di emozioni, dove è possibile apprezzare un Chester che diede il massimo già durante le prime fasi di registrazione. È importante ricordare che all’epoca, sia per i “King of Chaos”, che per il lancio di “One More Light”, questo progetto si trovava ancora in una fase embrionale. Lasciandosi trasportare dall’intero album, si passerà da momenti malinconici, a momenti da pelle d’oca ad altri più energici. Emozioni che difficilmente si dimenticheranno. Una volta concluso l’ascolto, si resterà con l’amaro in bocca, pensando a quale talento quel maledetto giorno, questo mondo abbia perso, ma infinitamente grati per l’ulteriore tassello dell’eredità lasciata ad ogni passato, presente e futuro ascoltatore.</p>
<cite>Riccardo Panella</cite></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park-italia/grey-daze-le-nostre-opinioni-sul-nuovo-album/">Grey Daze: le nostre opinioni sul nuovo album</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
