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	<title>Interviste Archivi - LINKIN PARK ITALIA</title>
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	<title>Interviste Archivi - LINKIN PARK ITALIA</title>
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		<title>Mike attacca i &#8220;metallari misogini&#8221; che criticano i Linkin Park</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 07:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nuova intervista al podcast Broken Record, Mike Shinoda ha recentemente affrontato le critiche che circondano il ritorno dei Linkin Park e la decisione della band di continuare a fare musica con la cantante Emily Armstrong al posto del compianto Chester Bennington. Alla domanda sulle difficoltà di reinventare i Linkin Park, Shinoda ha spiegato [...]</p>
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<p>In una nuova intervista al podcast <strong>Broken Record,</strong> <strong>Mike Shinoda</strong> ha recentemente affrontato le critiche che circondano il ritorno dei <strong>Linkin Park</strong> e la decisione della band di continuare a fare musica con la cantante <strong>Emily Armstrong</strong> al posto del compianto <strong>Chester Bennington</strong>.</p>



<p>Alla domanda sulle difficoltà di reinventare i Linkin Park, Shinoda ha spiegato che lui e i suoi compagni hanno affrontato queste sfide a testa alta, considerando questa nuova era un rischio che valeva la pena correre.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Penso che una delle cose che ci ha davvero spinto a continuare sia stata l&#8217;idea che se avessimo semplicemente lasciato perdere e detto <em>&#8220;Ok, è stato bello&#8221;</em>, e avessimo smesso, sarebbe stato un modo orribile per porre fine alla band o smettere di fare nuova musica. È come una storia terribile. Nessuno vorrebbe leggere quel libro.<br>Invece poter dire, tipo, <em>&#8220;I ragazzi si sono scrollati di dosso la polvere e si sono rialzati&#8221;</em>, per quel che mi riguarda, è esattamente il libro che voglio leggere. È la cosa più difficile e spaventosa da fare, la più impegnativa, quella che più di tutte potrebbe andare storta, onestamente.</p>
</blockquote>



<p>Shinoda ha continuato sottolineato che la band era pienamente consapevole delle potenziali critiche prima di fare il loro ritorno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Per noi stessi, per i nostri figli, per i nostri fan, farlo e dire: <em>&#8220;Sì, ci siamo presi dei rischi enormi su questo&#8221;</em>.<br>C’è tanto, dalla nuova musica, alla nuova formazione e tutto il resto&#8230; Voglio dire, prima ancora di pubblicare – prima che qualcuno sapesse qualcosa – dicevamo, <em>&#8220;Ok, ecco una lunga lista di cose che alla gente non piaceranno&#8221;</em>. Che sono tutte le cose che alla fine non sono piaciute.</p>
</blockquote>



<p>Il co-fondatore dei <strong>Linkin Park</strong> si è poi rivolto direttamente a un tipo specifico di critica.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Tutte le cose di cui chiunque su internet ha discusso e continua a discutere sulla nostra band. Se qualcuno pensa che non ci abbiamo pensato, è pazzo. Viviamo e respiriamo questa band. Abbiamo pensato a tutte queste cose. Ci siamo detti, <em>&#8220;Okay, va bene? Andrà bene, vero?&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p>Prendendo di mira queste osservazioni, <strong>Shinoda</strong> ha chiarito di aver accettato il fatto che potrebbero perdere alcuni fan perché ritiene che la nuova direzione della band li abbia aperti a un pubblico completamente nuovo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il metallaro misogino, con la testa vuota e la barba lunga che ha amato la nostra band, che ha amato i nostri primi due dischi e che da allora non ci ha più ascoltati ma pensa di essere un fan dei Linkin Park, odierà questa band e lo dirà apertamente. Quindi, va bene. Fantastico. Perché quella persona verrà sostituita, presumibilmente, da una ragazzina di 15 anni che pensa: &#8220;Non mi è mai piaciuta la musica così forte prima di adesso, ma ora voglio imparare a suonare la chitarra&#8221;. Il ché mi piace un sacco.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1620" height="1080" src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1-1620x1080.jpg" alt="" class="wp-image-6324" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1-1620x1080.jpg 1620w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1-1024x683.jpg 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1-768x512.jpg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1-1536x1024.jpg 1536w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2025/07/517130182_1255933902566528_4432033652714899771_n-1.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></figure>



<p>I commenti riflettono la decisione consapevole della band di evolversi nonostante il contraccolpo previsto da alcuni segmenti della fanbase.</p>



<p>Le osservazioni sincere di Shinoda arrivano in un momento cruciale nella storia dei Linkin Park. La band affronta il suo ritorno sulla scena musicale con cambiamenti significativi sia nella formazione che al sound. Con un tour Europeo appena terminato, dove ogni data è andate soldout e l&#8217;imminente tour Americano il quale ha già fatto segnare vendite record, i Linkin Park sembrano che abbiano preso uno slancio inarrestabile, il tempo ci indicherà la strada da loro percorsa, intanto qual&#8217;è la vostra opinione inerete alla parole di Mike?</p>



<p></p>



<p></p>



<p>                                                                                                                                   <em>Traduzione: </em>Selene Rossi</p>
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		<title>La storia di ogni canzone di Hybrid Theory</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/la-storia-di-ogni-canzone-di-hybrid-theory/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 16:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un'intervista concessa a Billboard, Mike e Joe hanno descritto i dodici brani di Hybrid Theory in occasione dell'imminente ventesimo anniversario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[ <p><em>&#8220;È stato un momento bizzarro, ma molto speciale&#8221;</em>. È così che <strong>Mike Shinoda</strong> dei <strong>Linkin Park</strong> descrive l&#8217;uscita dell&#8217;importante debutto della band, <strong>Hybrid Theory</strong>, <strong>uno degli album rock più venduti di tutti i tempi</strong>. Al momento dell&#8217;uscita dell&#8217;album, avvenuta il 24 ottobre 2000, i membri dei Linkin Park avevano poco più di vent&#8217;anni – <em>&#8220;solo bambini che scherzano&#8221;</em>, come Shinoda descrive affettuosamente i primi giorni del gruppo nei sobborghi di Los Angeles. Con Shinoda e Chester Bennington che condividevano il ruolo di frontman, i Linkin Park hanno offerto un&#8217;audace progressione sul filone rap rock che aveva scalato le classifiche alla fine degli anni novanta. Hanno spesso delineato i compiti di rapping e cantato tra i cantanti e bilanciare attentamente i riff hard rock del chitarrista Brad Delson con le ritmiche in stile hip hop del batterista Rob Bourdon e del DJ/programmatore Joe Hahn.</p> <p style="text-align: center;"></p> <p>Ecco i ricordi di Mike Shinoda e Joe Hahn riguardo tutte le canzoni dell&#8217;album.</p> <h3>1. Papercut</h3> <p>Mike Shinoda: Per me le due canzoni più importanti erano <em>Papercut</em> e <em>In the End</em>. <em>Papercut</em> era tutta l&#8217;identità della band racchiusa in un brano. Persino il fatto che inizia con quel ritmo, per poi andare dritto in un rap rimbalzante a doppio tempo con chitarre pesanti, il fatto che Chester stesse rappando con me nel ritornello – non puoi nemmeno sentirlo a causa del mix, sembra che sia solo lui, ma in realtà siamo entrambi. Quando si arriva al bridge, [arriva] quella voce imponente e imponente! E non siamo tornati al ritornello finale, era una struttura unica. Mi sento come se avessi controllato molti elementi in termini di ciò che la band era veramente. E sapevamo, dal momento in cui abbiamo avuto la canzone, che era necessaria come apertura dell&#8217;album.</p> <p>Joe Hahn: <em>Papercut</em> all&#8217;epoca era uno dei miei preferiti. Stavamo davvero cercando di unire gli stili e penso che l&#8217;abbiamo fatto con successo. L&#8217;idea di portare l&#8217;elemento breakbeat tipico dell&#8217;hip hop, penso che abbiamo avuto un&#8217;atmosfera piuttosto interessante quando abbiamo intrecciato i riff di chitarra con il drum break di quella canzone. L&#8217;album si chiama Hybrid Theory perché rappresenta quell&#8217;ideale.</p> <p>Shinoda: C&#8217;è stata una cosa strana con i singoli di questo album. Tecnicamente, ci sono stati tre singoli: <em>One Step Closer</em>, <em>Crawling</em> e <em>In the End</em>. E poi c&#8217;era un singolo europeo, che era <em>Papercut</em>. Il motivo era che <em>Crawling</em> andava ancora forte alla radio negli Stati Uniti d&#8217;America, ma il mercato radiofonico europeo si muoveva più velocemente, quindi avevano già bruciato due singoli e necessitavano di un terzo. [L&#8217;etichetta] fondamentalmente voleva che il tempo fosse scaduto in modo che il mercato europeo avesse un terzo singolo e poi potevamo andare in tutto il mondo con <em>In the End</em>. Mi hanno detto: &#8220;Vogliamo che tutto culmi con <em>In the End</em>&#8221; e lo slancio ha finito per funzionare in quel modo.</p> <h3>2. One Step Closer</h3> <p>Shinoda: Nella scelta di Don Gilmore come produttore eravamo piuttosto titubanti. Don aveva più di questi brani alternative radiofonici e sapevamo che avrebbe interpretato bene quella parte del nostro sound, ma non sapeva nulla di hip hop. Nulla! E ce lo ha detto quando si è incontrato con noi. Mi ha detto: &#8220;Ecco l&#8217;accordo, la parte del vostro sound a cui non posso contribuire è la parte hip hop. So che è una parte importante delle vostre cose. Ma mi piace come lo fate quindi cercherò di togliermi di mezzo in termini di beat, rap e cose del genere, lo lascerò a voi. &#8220;E noi ci siamo detti, &#8220;Va bene!&#8221; E ha funzionato alla grande, perché non sapevamo come microfonare e progettare un gruppo rock in studio. Non sapevamo come arrangiare, come multitracciare chitarra e voce nella maniera in cui suonava come ciò che ascoltavamo alla radio che amavamo. Quindi questo è tutto quello che abbiamo imparato da Don. Quando ci siamo addentrati abbiamo avuto questi effettivi punti di conflitto, poiché dal momento che era libero da parte del processo creativo in ​​termini di lasciarci dettare le condizioni su come doveva funzionare l&#8217;ibrido all&#8217;improvviso non ha potuto difenderlo definitivamente, come ad esempio quando qualcuno dell&#8217;etichetta è entrato e ha detto &#8220;Non mi piace quello che stanno facendo con questo mescolare le cose&#8221; oppure quando sono entrati e hanno detto &#8220;Non sono sicuro del rap&#8221;. Don era come &#8220;Oh, va bene, questo è quello che la band pensa suoni bene!&#8221; La lotta per il potere è diventata parte di ciò che è stato realizzare quell&#8217;album. Parte dell&#8217;intensità e della frustrazione che senti nell&#8217;album è specificamente correlata ad esso. <em>One Step Closer</em> era io e Chester che scrivevamo letteralmente su Don. Eravamo così arrabbiati con lui. La parte &#8220;Shut up&#8221; era letteralmente Chester che urlava a Don. Stavamo perdendo la testa. A quel punto del processo era una cosa come &#8220;perché non ti fidi di noi? Questo è il nostro album&#8221;. Il nostro A&amp;R non deve avere il suo fottuto nome sul fronte del CD e non deve suonare questa musica sul palco ogni giorno. Sapevamo che se mettevamo qualcosa su questo disco che non ci sarebbe piaciuto o che non sentivamo [come nostro], avremmo dovuto conviverci. Questa è la nostra carriera!</p> <p>Hahn: Mi sento come se, a quel tempo, quella fosse la nostra canzone più forte, che è diventata il primo singolo. Nel fare quel disco non siamo stati completamente compresi dall&#8217;etichetta discografica, perché c&#8217;era principalmente una categorizzazione di quale secchio ti trovi [come artista]. Essere un gruppo rock ma cercando di avere una solida base con la nostra influenza hip hop ed elettronica che portavamo nella nostra musica. I format radiofonici dell&#8217;epoca erano rock alternativo e active rock. Ricordo che l&#8217;etichetta a un certo punto ci ha chiesto di avere meno rap e meno scratch. Se si ascolta effettivamente la versione radiofonica di quella canzone da quando è stata pubblicata per la prima volta hanno rimosso gli scratch graffi sul bridge, che ho trovato un po&#8217; fastidioso e inutile.</p> <p>Shinoda: La parte &#8220;Shut up&#8221; nel bridge, so che uno dei miei punti di riferimento era &#8220;Fuck you I won&#8217;t do what you tell me&#8221; [da <em>Killing in the Name</em> dei Rage Against the Machine], e volevamo una parte del genere in una delle nostre canzoni. Eravamo in studio a scrivere e riscrivere <em>One Step Closer</em> e alla fine ci siamo arrabbiati così tanto che Chester stava solo scrivendo parole su quanto fosse arrabbiato con Don per averci fatto riscrivere merda. E alla fine ha scritto &#8220;Zitto&#8221; e io ho pensato, &#8220;E se il bridge fosse solo &#8216;Shut up&#8217;? E se fosse più semplice di qualsiasi cosa abbiamo detto finora?&#8221; Perché stavamo solo scrivendo i testi. E lui ha detto: &#8220;Penso che suonerà alla grande!&#8221; Siamo entrati e abbiamo detto a Don: &#8220;Metti <em>One Step Closer</em>, vogliamo registrare il bridge&#8221;. E lui era &#8220;Beh, dimmi di cosa si tratta&#8221;. E diciamo, &#8220;No no no, è meglio se lo registriamo. Ascoltalo nel suo concetto completo&#8221;. [ride] E Don stava saltando su e giù. Penso che alla fine abbia capito che l&#8217;intera canzone parlava di lui. Almeno in parte – non si trattava solo di lui, ma in parte era ispirato da quanto eravamo frustrati con lui.</p> <h3>3. With You</h3> <p>Hahn: Abbiamo lavorato con i Dust Brothers su questa – prima di quello, hanno fatto <em>Paul&#8217;s Boutique</em> [dei Beastie Boys], quindi erano sicuramente una parte della nostra storia della musica. Fondamentalmente ci hanno dato un mucchio di stem da un remix inutilizzato che avevano e quindi li abbiamo incorporati nella canzone. Alcuni dei suoni nell&#8217;introduzione, come quel &#8220;Dun-dun. DUN&#8221;, alcuni dei loop e dei drum break lì dentro è farina del loro sacco. Ricordo di essere stato davvero entusiasta in quel momento, lavorare con loro, perché rappresentava solo un nuovo modo di fare musica, riassemblando parti che suonavano fantastiche in qualcosa di completamente diverso. È stato divertente farlo in modo collaborativo.</p> <p>Shinoda: Mi è sempre piaciuta <em>With You</em>! Era più &#8220;del tempo&#8221;, era molto nu metal, quindi nel bene e nel male, questo è ciò di cui si trattava veramente. Mi piacciono molto le parti di Joe. Mi piace la produzione, i ritmi e le cose che ho fatto – abbiamo avuto un sacco di avanti e indietro sulla produzione.</p> <h3>4. Points of Authorty</h3> <p>Shinoda: Ci sono un paio di riferimenti su <em>Points of Authority</em> che sono interessanti. Lo scat vocale che faccio nell&#8217;introduzione è ispirata dai The Roots e Black Thought. L&#8217;ho sentito fare in <em>Illadelph Halflife</em> e ho pensato che ci fosse qualcosa di così bello in questo. E ho pensato che si sarebbe unito bene con lo scratching, quindi abbiamo fatto questo avanti e indietro con quelle cose. La linea di chitarra della canzone era originariamente completamente diversa – penso che in realtà abbiamo incluso il riff originale, la versione originale della canzone, nel nostro box set per Hybrid Theory. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che il riff di chitarra originale era davvero semplice, quindi sono entrato in Pro Tools, l&#8217;ho tagliato, ho spostato i pezzi solo per sperimentare come poteva suonare e l&#8217;ho trattato come un campionamento di un disco.</p> <p>La canzone non ha avuto l&#8217;attuale ritornello per molto tempo – abbiamo praticamente scritto quel ritornello mentre eravamo in studio con Don, perché abbiamo deciso che aveva bisogno di qualcosa di melodico ma non volevamo che fosse troppo morbido, quindi abbiamo ho optato per questa parte urlata/melodica molto semplice con due accordi.</p> <p>Hahn: Dirigo la maggior parte dei video musicali, quindi mi sono divertito molto a realizzarlo [per una versione della canzone nell&#8217;album di remix Reanimation del 2002]. Abbiamo elaborato lo storyboard dell&#8217;intero video e lavorato con un team di animatori a Los Angeles, e abbiamo detto: &#8220;Creiamo questo mondo e sarà questa gara contro questa razza e loro la stanno combattendo&#8221;. Ricordo che stavo facendo riferimento a <em>Salvate il soldato Ryan</em> e guardavo molti anime e le dinamiche delle cose che esplodevano. È stato così divertente, perché ho avuto questa folle idea e tutti mi hanno detto &#8220;Va bene! Vallo a fare!&#8221;, dandomi via libera!</p> <h3>5. Crawling</h3> <p>Shinoda: Per il video di <em>One Step Closer</em> avevamo un budget molto limitato e non avevamo mai fatto un video prima. Quindi, quando è arrivato il momento di fare un secondo video, avevamo qualche soldo in più e penso che l&#8217;etichetta sia stata davvero determinante a quel punto nell&#8217;aiutarci a trovare un buon team per fare un buon video. E Joe iniziò ad avere più fiducia nell&#8217;affermare se stesso nel processo &#8211; durante <em>Crawling</em> si immerse davvero e probabilmente imparò molto, ponendo un sacco di domande. Ma è venuto bene, il video ha avuto un ruolo importante nel far conoscere la band alle persone.</p> <p>Hahn: <em>One Step Closer</em> è una canzone piuttosto aggressiva e non ha un suono dolce, da nessun punto di vista. Quando è uscita <em>Crawling</em> [come secondo singolo], ha rappresentato un lato diverso di quel che facciamo, intrecciando qualcosa di molto intimo con un&#8217;esplosione di emozioni nel ritornello e nel bridge, e persino con un po’ di scream. Abbiamo sempre cercato di lavorare con ciò che funziona, con la musica e la dinamica delle voci di Chester e Mike. È divertente perché la prima canzone fu qualcosa di grande all&#8217;epoca e poi siamo usciti con <em>Crawling</em>, che è un lato più morbido di quello che facciamo. Penso che chi aveva l’album capì, chi non lo aveva pensò &#8220;Cos’ha in comunque questa canzone con l’altra canzone?&#8221;</p> <p>Shinoda: Abbiamo vinto un Grammy per <em>Crawling</em>, per la migliore performance hard rock e all&#8217;epoca non sapevo la differenza tra &#8220;canzone hard rock&#8221; e &#8220;performance hard rock&#8221;, visto che c’era un Grammy per entrambe. Alla fine ho pensato: &#8220;Oh, questo è un Grammy per la voce di Chester&#8221;. Voglio dire, era un pezzo fantastico, ma se vogliamo essere davvero onesti il motivo per cui abbiamo vinto quel Grammy è perché la performance di Chester in quella canzone era incredibile. È stato pazzesco! Non credo di averlo mai sentito cantare in quel modo. E quel giorno abbiamo catturato proprio quella ferocia extra nella sua voce. Di tanto in tanto arrivava con quella particolarità nella voce e sapevamo che dovevamo registrare quante più cose possibile ogni volta che accadeva. [ride] Del tipo, possiamo fare cinque canzoni in un giorno, per favore?</p> <h3>6. Runaway</h3> <p>Shinoda: <em>Runaway</em> originariamente era una canzone chiamata <em>Stick and Move</em> il cui il testo era davvero banale, ma era molto dinamica e divertente da suonare. In tutti i nostri primi concerti quella era fondamentalmente la nostra grande canzone – quando dopo un concerto parlavamo con delle persone venute per la prima volta a un nostro show, menzionavamo quella canzone. Quindi abbiamo sempre pensato che fosse una canzone importante a cui lavorare in studio. E quando alcune delle altre canzoni hanno iniziato a prendere forma ci siamo detti &#8220;Oh no, una delle nostre migliori canzoni ora è una delle nostre peggiori canzoni&#8221;. Pensavamo di avere questo gioiello e ora sta diventando una specie di disastro.</p> <p>Abbiamo completamente smontato e riscritto la canzone. Abbiamo mantenuto gli accordi e alcuni groove di batteria, abbiamo aggiunto un po’ di nuove cose e riscritto tutto il testo ed è diventata <em>Runaway</em>.</p> <p>Hahn: C&#8217;era sicuramente questa cosa che facevamo di continuo, cercando di padroneggiare le strutture della canzone. Passavamo dalle pause al raggiungimento del climax per poi ritornare alla pausa. Questa canzone rappresentava quella formula che abbiamo affinato prima di iniziare a esplorare modi diversi di scrivere canzoni. Se la scomponi, è molto più semplice di alcuni brani successivi.</p> <p>Shinoda: <em>Runaway</em> è divertente, perché alcune persone pensano che fosse un singolo dall&#8217;album, ma è solo perché qualche stazione radiofonica ha iniziato a passarla senza che noi la promuovessimo come canzone o facessimo un video. Era un momento in cui tutti erano così innamorati dell&#8217;album e della band che semplicemente passavano dei pezzi dell’album. Era incredibile.</p> <h3>7. By Myself</h3> <p>Hahn: Anche questa è una delle canzoni che ci siamo portati dietro [dalle prime demo]. Ricordo che era questa cosa da-tranquilla-a-rumorosa, un vibe davvero fantastico, andava da un sussurro al prenderti per la maglietta. Penso che avesse molta convinzione e quando la suonavamo dal vivo creava quell&#8217;atmosfera per cui le persone andavano su di giri solo ascoltandola.</p> <p>Shinoda: <em>By Myself</em> fu il nostro tentativo di fare le strofe molto morbide e ogni altra parte della canzone con suoni più cattivi e rumorosi possibili. E quindi attingeva più da Nine Inch Nails e Ministry che da alcune cose più nu metal. Ricordo di aver lavorato alle demo per questa canzone nel mio appartamento a Glendale, nella zona di Los Angeles, e il mio vicino mi odiava. Le pareti erano sottilissime, Chester urlava il ritornello, e devono aver pensato che stessimo uccidendo qualcuno. Entrambi gridavamo e io dicevo: &#8220;No, PIÙ FORTE!&#8221; [ride] E i miei vicini praticamente davano colpi sul muro ogni sera alle 22:00 per dirci che era ora di andare a letto. E quindi registravamo fino alle 22 e poi si sentivano dei colpi sul muro. Avevamo le cuffie, facevamo le nostre cose, e loro prendevano letteralmente a pugni il muro cercando di attirare la nostra attenzione e dirci di fare silenzio.</p> <p>Hahn: L&#8217;album è pieno di questi momenti come quello in cui Mike dice &#8220;By Myself&#8221; e Chester &#8220;MYSELLLLLF!&#8221; Questo è ciò che era magico di Mike e Chester come frontmen, partner e co-cantanti: avere momenti tipo Jekyll e Hyde. Due cantanti che insieme potevano fare cose del genere ci hanno davvero distinti da tutti gli altri.</p> <h3>8. In the End</h3> <p>Shinoda: Avevamo un sacco di canzoni che ci piacevano molto ma sapevamo di aver bisogno di altro, una canzone che fosse di un livello successivo. Stavo vivendo questo momento in cui sapevo di averla ma dovevo trovarla. Mi sono rinchiuso nella nostra sala prove su Hollywood e Vine, quando su Hollywood e Vine c’erano tossicodipendenti e prostitute ovunque, quindi non volevi entrare e uscire da lì. Una volta credo fossero le 19, sono andato lì, ho chiuso a chiave la porta e ci ho passato la notte. Non c’erano finestre o altro, non sapevo che ora del giorno fosse. Ho scritto tutta la notte e al mattino avevo <em>In the End</em>. Il nostro batterista Rob è stato il primo ad arrivare quel pomeriggio, l&#8217;ho suonata per lui e si è illuminato. Ha detto qualcosa tipo: &#8220;Stavo sognando, immaginando che avessimo bisogno di una canzone melodica che ci portasse al livello successivo, in cui il ritornello fosse qualcosa di indiscutibile. Questa è la canzone. Hai scritto la canzone che immaginavo.&#8221; Quindi quella è stata la prima approvazione, e poi tutti quelli per cui l’abbiamo suonata hanno mostrato un entusiasmo simile.</p> <p>Hahn: Sapevamo di aver bisogno di più melodia. Sapevamo di dover completare quello che stavamo facendo. Le persone non vogliono sentirsi urlare contro per un album intero &#8211; beh, alcune persone lo vogliono. Ma tutto, dalle melodie al loop del piano&#8230; scriviamo molta musica, e per ogni album ci sono probabilmente almeno un centinaio di idee di canzoni, a volte il doppio. E a volte ci sono questi momenti magici in cui tutti gli elementi si uniscono perfettamente allo stesso tempo. Questo è uno di quei momenti da &#8220;eureka&#8221;.</p> <p>Shinoda: L&#8217;unica parte in cui abbiamo avuto un sacco di problemi sono state le mie strofe. Quelli originali andavano bene, ma il nostro talent scout all&#8217;epoca era un ragazzo insicuro in generale e continuava a chiedere a chiunque cosa ne pensasse delle strofe rap della canzone. Li suonava e diceva: &#8220;Non sono giusti, non credi?&#8221; che era come invitare a cogliere qualcosa di sbagliato. È stato lui a suggerire che io non rappassi nella band, di essere solo il tastierista o altro. Per fortuna i ragazzi e Chester in particolare sono venuti in mio soccorso in quel caso.</p> <h3>9. A Place for My Head</h3> <p>Shinoda: Il primo nome di <em>A Place for My Head</em> era <em>Esaul</em> ed è stata una delle prime canzoni a nascere – forse era addirittura nel primo demo che avevo fatto con Mark Wakefield, quando la band era composta solo da noi due. Ha avuto molte modifiche prima di arrivare alla versione dell’album, ma è sempre stata una delle nostre preferite. Credo che quando l’abbiamo registrata in studio era uno di quei momenti in cui la canzone ci piaceva già, ma registrandola è venuta fuori ancora più energia e alla fine è diventata la canzone che chiudeva sempre i nostri show (quella o <em>One Step Closer</em>).</p> <p>Hahn: Per un periodo abbiamo fatto queste canzoni molto pesanti, che avrebbero invogliato la gente a pogare. Penso che fosse il nostro obiettivo: in qualche modo volevamo far convergere questi sentimenti di frustrazione e tensione sia dal punto di vista musicale che dei testi, come se riempissi completamente una bottiglia di emozioni e dopo averla chiusa la scuotessi fino a farla esplodere. Penso che questa canzone spieghi molto bene questo concetto.</p> <h3>10. Forgotten</h3> <p>Shinoda: <em>Forgotten</em> è l’altra canzone che avevo scritto inizialmente con Mark. All’epoca si chiamava <em>Rhinestone</em>. Entrambe queste demo sono su Hybrid Theory 20, abbiamo avuto l’approvazione di Mark per metterle con la sua voce e tutto il resto.</p> <p>Hahn: All’epoca stavamo mettendo insieme pezzi che combaciassero. Quando sento questa canzone, sento gli ingredienti, come uno chef che mangia un piatto e si rende conto di tutti gli ingredienti che ci sono dentro e come siano messi in modo semplice, ma elegante. È stato bello riuscire ad arrivare alla fine al prodotto che avevamo esattamente in mente.</p> <p>Shinoda: Un appunto, per Hybrid Theory 20 non abbiamo mixato o re-mixato nessuna canzone. Ci sono solo dei master delle cassette originali. La gente ci chiede spesso se faremo un remaster, ma quel tipo di tecnologia non è cambiata tanto da quando è uscito l’album a ora. Ricordo che mentre ci stavamo lavorando dicevo a tutti: “In auto ho un impianto con subwoofer e amplificatore, voglio che questo album possa essere messo subito dopo Timbaland e Dr. Dre e deve spaccare come quelli. Da questo punto di vista deve assomigliare ad un disco rap.”  </p> <h3>11. Cure For The Itch</h3> <p>Hahn: Mike ha avuto questa idea molto bella per la base, gli archi che si sentono nella canzone. Ci piaceva molto, ma non era una canzone. Ho detto “Perché non ci facciamo un beat e un’intro su cui posso scratchare?” Abbiamo pensato a renderlo un viaggio in musica e preso più ispirazione dal lato DJ. È un buona pausa in mezzo all’intensità dell’album.</p> <p>Shinoda: A me e a Joe piacevano tantissimo Aphex Twin, DJ Shadow e un sacco di musica elettronica e trip-hop che stava uscendo in quel periodo. A quell’epoca la community dei DJ si stava avvicinando alla nostra e spesso durante i DJ sets succedevano cose divertenti, che ci facevano sorridere. Questo è anche il motivo per cui <em>Cure for the Itch</em> è così leggera. Volevamo dare più spazio a Joe in questa traccia. Pensavamo che fosse divertente per lui e che sarebbe piaciuto ai fan, quindi questa traccia è un’esperienza di Joe.</p> <h3>12. Pushing Me Away</h3> <p>Shinoda: <em>Pushing Me Away</em> è nata perché eravamo contenti di come era venuta <em>Crawling</em>, quindi abbiamo detto: “Facciamo un’altra canzone melodica!”</p> <p>Hahn: Questa è un’altra delle “ballate”. Alcuni anni fa l’abbiamo rimessa in scaletta in versione acustica, perché non era un singolo ma ci piace davvero molto. Credo che sia molto emozionante per tutti i fan che amano Hybrid Theory.</p> <p style="text-align: right;"><em>Fonte: <a href="https://www.billboard.com/articles/columns/rock/9460473/linkin-park-hybrid-theory-20th-anniversary-track-by-track/" target="_blank" rel="noopener">Billboard</a></em><br /><em>Traduzione: Dennis Radaelli, Selene Rossi, Mattia Schiavone</em></p><p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/la-storia-di-ogni-canzone-di-hybrid-theory/">La storia di ogni canzone di Hybrid Theory</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 17:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NME ha intervistato Mike riguardo la realizzazione di "Dropped Frames, Vol. 1", l'album di strumentali create in diretta su Twitch insieme ai fan. Ecco che cosa ha raccontato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/">La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.nme.com/news/music/mike-shinoda-dropped-frames-solo-linkin-park-hybrid-theory-chester-bennington-grey-daze-interview-2703795?amp&amp;__twitter_impression=true" target="_blank" rel="noopener">NME</a> ha intervistato <strong>Mike</strong> riguardo la realizzazione di <strong>&#8220;Dropped Frames, Vol. 1&#8221;</strong>, l&#8217;album di strumentali create in diretta su Twitch insieme ai fan. Ecco che cosa ha raccontato.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Raccontaci del contributo dei tuoi fan a questo album.</strong></p>
<p>Abbiamo trovato un modo con il quale i fan potessero partecipare e mettermi in difficoltà. Guardando i miei stream guadagnavano punti che potevano usare per scegliere gli stili delle canzoni, che poi pescavo da quello che chiamavamo “The Bowl Of Destiny” <em>[La Ciotola Del Destino, ndt]</em>. Di solito pescavo più di uno stile, ad esempio dovevo mettere insieme una canzone in stile Red Hot Chilli Peppers, una in stile Prince/Morris Day And The Time e il suono prodotto da un vombato. O cose assurde tipo qualcosa in stile musiche di Final Fantasy mischiato con horror hip-hop, Mariachi e il pop anni 2000 degli N-Sync.</p>
<p><strong>Va sempre tutto bene?</strong></p>
<p>A volte sono in disaccordo con quello che vogliono i fan. A volte ci sono degli attriti, che possono rendere il tutto migliore o peggiore. Va bene uguale se alcuni di questi esperimenti falliscono. L’ultima canzone dell’album è nata per scherzo. Si chiama “Booty Down” e contiene dei sample vocali. I fan mi avevo proposto una canzone in stile Panic! At The Disco, ci ho provato ma non mi piaceva per nulla, la odiavo, quindi ho detto <em>“Ok, questo esperimento è fallito, ora ho bisogno di qualcosa da cui ripartire da zero.”</em> Ho trovato questi sample vocali chiamati “Booty Up” e “Booty Down” e a partire da quelli ho creato una canzone Miami bass.</p>
<p><strong>Come descriveresti i sentimenti che scaturiscono da queste canzoni che fate insieme?</strong></p>
<p>È una cosa spontanea. Spesso con la musica mi sento come se incanalassi quello che sta succedendo in un determinato momento. Queste canzoni provengono dal momento in cui sono state create. Su YouTube ci sono salvati tutti gli stream, quindi potete andare a vedere come sono nate. Quando sono iniziate le proteste contro il razzismo, la traccia che abbiamo creato era triste e profonda. Dal punto di vista dei suoni era appropriata a quel giorno. Quella canzone non è in questo album, ma sarà in uno dei prossimi.</p>
<p><strong>Hai dichiarato che &#8220;Post Traumatic&#8221; è stato come un diario dei tempi bui passati ad affrontare la morte di Chester. Questo album ti sembra un diario dei tuoi mesi di lockdown?</strong></p>
<p>Può essere! Quando ero al college ascoltavo molta musica strumentale come i primi due album di DJ Shadow, Aphex Twin, UNKLE e Massive Attack. Adoro i dischi di J Dilla, Flume e Flying Lotus. Occorre un’arte poetica per fare musica senza parole. Mi piace, ma non l&#8217;ho mai fatto con tutta la mia attenzione. È molto divertente.</p>
<p><strong>Possiamo aspettarci quindi dei suoni sorprendenti e strani?</strong></p>
<p>Sì, adoro questo aspetto. Di tanto in tanto durante gli stream, gioco a Animal Crossing. È rilassante, come la meditazione. Io e i fan abbiamo dato un nome alla mia tartaruga, è divertente. Il sindaco dell’isola in Animal Crossing è un ragazzo di nome Tom Nook. Tutte le voci sono molto simili e strane, ho trovato un plug-in sulla mia tastiera per riprodurre la voce di Tom Nook. I fan lo chiedono ogni giorno.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3500" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/07/DroppedFramesVol1.jpg" border="0" alt="dropped frames" width="500" /></p>
<p><strong>Stavi lavorando al seguito di &#8220;Post Traumatic&#8221; prima che questo progetto prendesse piede?</strong></p>
<p>Stavo lavorando su un sacco di cose diverse. Lo sto ancora facendo, perché sono un po&#8217; più lento in quarantena. Faccio una canzone per me, poi una per qualcun’altro e così via. Sto ancora sperimentando e cercando di capire cosa voglio fare più avanti. Mi sembra di percorrere venti strade diverse contemporaneamente. Se ci sarà mai qualcosa di cui parlare, ne parlerò durante gli stream.</p>
<p><strong>Di recente hai fatto un ottimo remix di una canzone di Renforshort. Cosa ti ha portato a lavorare con lei?</strong></p>
<p>È davvero divertente lavorare con nuovi artisti per la varietà di situazioni creative che porta. È molto giovane, ma sa bene quello sta facendo con la sua musica. Probabilmente lei farebbe un commento autoironico in questo momento, ma il mio istinto mi dice che ha un sacco di talento e mi piacerebbe vedere dove arriverà. La sfida più grande per ogni artista nella sua posizione è quella di sbloccare davvero la sua voce e il modo in cui trasmettere le proprie intenzioni in modo unico. La ascolto molto.</p>
<p><strong>Recentemente è stato rivelato che Linkin Park avevano tracce inedite con Chester. Hai passato molto tempo negli ultimi anni a riguardarle?</strong></p>
<p>No, non l&#8217;ho fatto. Per ogni disco che ho realizzato, ci sono tracce con vari gradi di completamento con la voce. La loro pubblicazione non è in programma.</p>
<p><strong>Di recente avete anche condiviso delle riprese inedite di un concerto del 2001. I fan possono aspettarsi altre cose in archivio?</strong></p>
<p>Siamo tutti consapevoli del fatto che quest&#8217;anno ci sarà il ventesimo anniversario di “Hybrid Theory”, quindi stiamo pensando di fare qualcosa per celebrarlo. Ma non voglio aggiungere altro, quindi mi fermo qui.</p>
<p><strong>La prima band di Chester, i Grey Daze, ha recentemente pubblicato l&#8217;album <a href="https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/amends-la-nostra-recensione/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Amends&#8221;</a>, con la sua voce. È stata un&#8217;esperienza surreale essere fuori dal progetto?</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho ascoltato, ci hanno lavorato loro. Non riesco ad ascoltarlo. Non voglio sentire la sua voce. È già abbastanza difficile per me ascoltare gli album dei Linkin Park. Deve essere il giorno giusto. Però ho guardato una parte del video diretto da suo figlio Jaime. Sono arrivato al secondo minuto prima che diventasse un po&#8217; troppo per me.</p>
<p><strong>Cos&#8217;altro hai ascoltato durante questo periodo d’isolamento?</strong></p>
<p>Un sacco di cose! Griselda, Hayley Williams, Joji, Denzel Curry, Caribou, Jay Electronica, Renforshort, Jessie Reyez, RAC, 99 Neighbors, il nuovo di Jack Garratt, Run The Jewels, l’album dei Trash Talk prodotto da Kenny Beats. C&#8217;è tanta buona musica nuova.</p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/la-realizzazione-di-dropped-frames-nme-intervista-mike/">La realizzazione di Dropped Frames: NME intervista Mike</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Chester e Chris: l&#8217;ultimo ricordo</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 12:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Metal Hammer ha pubblicato un'intervista fatta a Chester poco prima della sua scomparsa, in cui il cantante ha parlato del suo forte rapporto con Chris Cornell. Trovate qui la traduzione dell'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/l-ultimo-tributo-di-chester-a-chris/">Chester e Chris: l&#8217;ultimo ricordo</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Metal Hammer ha pubblicato un&#8217;intervista fatta a <strong>Chester</strong> poco prima della sua scomparsa, in cui il cantante ha parlato del suo forte rapporto con <strong>Chris Cornell</strong>. Trovate di seguito la traduzione dell&#8217;intervista.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><em>“ERA COME SE CI CONOSCESSIMO DA SEMPRE”</em></p>
<p>Dopo la morte di Chris Cornell nell’estate del 2017, abbiamo parlato della sua eredità con il frontman dei Linkin Park e suo grande amico Chester Bennington. Per la prima volta, ecco il suo tributo per intero.</p>
<p>Quando abbiamo saputo che Chris Cornell era venuto a mancare, abbiamo iniziato a mettere su un tributo in suo onore e ci siamo messi in contatto con il suo amico Chester Bennington. Chester aveva cantato al funerale di Chris all’Hollywood Forever Cemetery il 26 maggio 2017 e, nonostante fosse ovviamente un periodo difficile per lui, acconsentì a parlare al telefono una settimana dopo. Fu gentile e generoso col suo tempo e ci ringraziò per “esservi presi il tempo per scrivere un bel pezzo su qualcuno che ha contribuito molto nella vita di così tante persone”.</p>
<p>Purtroppo, Chester si è tolto la vita due mesi dopo. Il cantante, allo stesso modo, aveva contribuito alla vita di tantissime persone e la community metal ha pianto un’altra scomparsa. Dopo due anni e mezzo, abbiamo rivisto la conversazione che abbiamo avuto a proposito del suo eroe. Ciò che traspare è una solida amicizia tra le due icone, legati dal loro amore per le proprie famiglie e dalla loro carriera.</p>
<p><strong>Per prima cosa, potresti raccontarci come vi siete incontrati tu e Chris?</strong></p>
<p><em>Abbiamo fatto un tour negli Stati Uniti chiamato Projekt Revolution, che era un festival semi-annuale che organizzavano i Linkin Park. Portavamo tanti artisti differenti e Chris Cornell era in uno dei nostri tour [nel 2008]. Penso fosse quando eravamo in tour con Minutes To Midnight. Ad ogni modo, ci siamo conosciuti allora. Siamo immediatamente andati molto d’accordo.</em></p>
<p><em>Sono cresciuto ascoltando Soundgarden, Alice in Chains, Nirvana. Non credo che nessuna scena musicale mi abbia influenzato tanto quanto quella che venne fuori da Seattle. A quei tempi c’era tanta grande musica proveniente da Seattle. Quindi per me fu davvero molto bello essere in giro con uno dei miei eroi, e ci siamo trovati molto bene. Vicky [Cornell] e mia moglie, Talinda, sono immediatamente diventate migliori amiche. Passavano del tempo insieme ogni giorno e durante quel tour ci siamo avvicinati molto. La nostra amicizia è davvero cresciuta in quel periodo.</em></p>
<p><strong>Come si è evoluta da lì? Sembra che divenne più di una semplice amicizia da tour molto in fretta.</strong></p>
<p><em>Non so se ti è mai capitato, ma a volte incontri qualcuno e ti sembra che vi conosciate da sempre. Ed è proprio quello che è successo tra le nostre famiglie. Dopo quel tour siamo rimasti in contatto e la cosa si è evoluta con Chris e Vicky che mi hanno chiesto di essere il padrino del loro figlio, Christopher. Uno dei miei ricordi preferiti della nostra amicizia è il battesimo e l’assunzione di quella promessa verso la sua famiglia. È stato davvero bello. Quando erano in città cercavamo sempre di vederci, a volte era difficile perché siamo tutti molto impegnati. Chris e io eravamo simili sotto tanti aspetti, avevamo tanti cari amici ma non per forza li vedevamo tutto il tempo, perché le nostre vite personali sono molto impegnate e la nostra dedizione nei confronti delle nostre famiglie è molto forte.</em></p>
<p><strong>Immagino che il fatto che le famiglie si siano avvicinate così velocemente, non solo tu e Chris personalmente, abbia reso tutto più facile?</strong></p>
<p><em>Sì, credo che se fossimo stati solo io e Chris a parlare e passare del tempo insieme, sai, saremmo stati buoni conoscenti. Ma l’amicizia tra le nostre mogli, l’aggiungi al mix e le cose si intensificano un po’ di più! In termini di vicinanza, in termini di confidenza, era davvero speciale. La nostra amicizia è andata oltre il rispetto reciproco per ciò che facciamo nella musica.</em></p>
<p><strong>In che modo descriveresti Chris fuori dal palco?</strong></p>
<p><em>Chris era un bravo padre, davvero dedito alla sua famiglia, amava i suoi figli più di ogni altra cosa. Molto taciturno. Se lo approcciavi da solo era molto loquace. Se lo ponevi in una situazione “intima” veniva fuori tanto della sua personalità. Al di fuori di ciò, era molto taciturno e riservato. Molto pacato e mite.</em></p>
<p><strong>Essendo cresciuto come un fan della sua musica, immagino che dovessi avere una grande ammirazione di Chris. Come era rispetto a quello che avevi immaginato di lui prima di iniziare a passare del tempo insieme?</strong></p>
<p><em>Fortunatamente le mie esperienze sono state più positive che negative, ma ho avuto l’opportunità di esibirmi con tante persone che ammiravo molto crescendo e che hanno avuto molta influenza su di me. Il 90% delle volte è stato davvero fantastico e sono nate delle amicizie. Il restante 10% delle volte non va molto bene e pensi “cavolo, vorrei non aver mai conosciuto quella persona!” Rovina tutto! Perlomeno per me. Del tipo “Ho conosciuto quel tipo di quella band che amo e si è rivelato un cretino. Vorrei non averlo mai conosciuto così potrei ancora ascoltare la sua musica”.</em></p>
<p><em>Incontrare Chris è stato davvero… Non capita a tutti di avere l’opportunità di fare queste cose. È probabilmente una delle cose che più ho apprezzato del successo dei Linkin Park, l’andare in tour con tanti di questi ragazzi. Faccio tante cose con all-star band; ho suonato con Alice in Chains, ho fatto concerti con Jane&#8217;s Addiction, concerti con Stone Temple Pilots, ho fatto concerti con Chris Cornell. Ho avuto l’opportunità di suonare con la mia band preferita, i Metallica. È stato un onore. E Chris è stato decisamente un momento fantastico. Per quanto riguarda la sua abilità di esibirsi, è nella top 3 dei cantanti (maschi) di sempre. Insieme a Jeff Buckley e Jimmy Gnecco degli Ours.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3478" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris.png" border="0" alt="chester chris" width="500" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris.png 1280w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris-1024x576.png 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/03/ChesterChris-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Secondo te cosa rendeva Chris così unico come performer?</strong></p>
<p><em>Ovviamente il suo range vocale è incredibile. La potenza pura. Ma credo che anche il suo modo di scrivere i pezzi fosse fantastico, i tempi, le progressione di accordi. Quando suoni qualcosa c’è un equilibrio delicato tra la tecnica e l’intelligenza di quello che proponi. Questo si vedeva specialmente nei Soundgarden, che avevano una sezione ritmica incredibile. Le loro progressioni sono complicate, ma avevano groove! È davvero difficile tirare fuori roba del genere.</em></p>
<p><strong>Come performer, c’è qualcosa che hai imparato da lui andandoci in tour insieme e vedendolo suonare tutte le sere?</strong></p>
<p><em>Quando vedi una tale grandezza, non hai bisogno di esserne convinto. Basta guardare e pensi “Wow”. Mi stanno venendo i brividi ora solo a pensarci. È speciale osservare qualcuno con così tanto talento mentre fa quello che ama. Quando eravamo on the road per il Projekt Revolution tour, cantavo con lui Hunger Strike dei Temple Of The Dog. Ovviamente anche Eddie Vedder rappresenta una grande influenza per me e quella è una delle mia canzoni preferite. Amo sentirli cantare su quel pezzo, quindi quando Chris me l’ha chiesto ho detto subito “Certo, canterò la parte di Eddie”, ma lui mi ha risposto “No amico, dovrai cantare le parti alte.” Credo di aver risposto ridendo “Merda, no!” Solo due volte sono stato molto nervoso prima di cantare con qualcuno. La prima volta è stato con Paul McCartney ai Grammy, quando ho dovuto fare le parti alte di Yesterday. È un brano che non puoi sbagliare! La seconda volta è stata proprio Hunger Strike con Chris, e dovevo arrivare a note davvero alte. Il miglior complimento che abbia mai ricevuto è stato proprio da lui. Dopo l’esibizione ha riso e mi ha detto “Amico, in teoria non saresti dovuto riuscire a farla, ho scelto quella parte per te apposta!” E per me questo era un gran complimento. È divertente, ma mia moglie mi pizzica sempre perché quando io e Chris cantavamo quella canzone ci guardavamo continuamente sul palco. Succedeva perché lo ammiro tantissimo come persona e come artista e anche per l’amicizia che si stava creando tra noi. È stato un periodo molto speciale.</em></p>
<p><strong>Qual è il tuo ricordo più caro di Chris?</strong></p>
<p><em>Sicuramente i momenti in cui stavamo insieme, che erano pochi e passava sempre molto tra una volta e quella successiva. Sederci vicino alla piscina con i bambini, parlando e basta. Ovviamente anche il battesimo di suo figlio Christopher e l’essere invitato nella sua famiglia. È stato davvero speciale.</em></p>
<p><strong>Hai cantato al funerale di Chris. Com&#8217;è successo? Ti è stato chiesto o hai cercato </strong><strong style="font-size: 12.16px;">di farlo</strong><strong style="font-size: 12.16px;"> in qualche modo?</strong></p>
<p><em>Non sono sicuro di come sia venuta l’idea, ma mi hanno chiesto di cantare. Dovevano parlare dieci persone, quindi hanno pensato che tra gli elogi potesse esserci qualcuno che suonasse e cantasse. Quindi me l’hanno chiesto e sapevo che sarebbe stato difficile. Non so chi abbia portato l’idea, ma Vicky voleva che cantassi, quindi l’ho fatto. Ho pregato, dicendo “Chris, so che sei lì e voglio che sia speciale. Voglio la canzone giusta. Mettimela in testa, dammi la giusta sensazione. Dammi qualcosa.” Mi ricordavo dalle nostre conversazioni che era amico di Jeff Buckley, quindi ho pensato che Hallelujah fosse una buona canzone. È la mia canzone preferita, credo che sia una delle migliori mai scritte, e sicuramente la versione di Jeff è la mia preferita. Quindi era una bella cosa, perché era qualcuno a cui Chris era legato. Ed era anche un altro dei miei cantanti preferiti. Quindi ho scelto quel brano e poi ho parlato con sua figlia Lily perché a quanto pare spesso la cantavano insieme, anche con Toni, sua sorella. Non sapevo questa cosa, quindi è stato un momento speciale e sono onorato di avervi partecipato in questo modo positivo.</em></p>
<p><strong>È una canzone bellissima, ma è davvero triste. Possiamo solo immagine quanto sia difficile cantare un brano come quello in un’occasione così sentita.</strong></p>
<p><em>È stato difficile. Credo che tutto sia casuale in questo universo, ma che non ci siano incidenti. Questo è quello che credo. Alcuni giorni prima dovevamo suonare da Jimmy Kimmel e abbiamo cambiato i programmi. Avremmo dovuto suonare Heavy, ma Chris se ne era appena andato, quindi abbiamo pensato di dedicargli One More Light. L’ho provata poco, mi sono bloccato, piangevo, mi ricomponevo. Quindi da questo punto di vista, questa esperienza mi ha preparato il funerale. Sono riuscito a tenere le cose bene in piedi, ma è stata dura.</em></p>
<p><strong>Quale credi che sarà il lascito di Chris?</strong></p>
<p><em>Sua moglie e i suoi figli. La sua famiglia. Musicalmente credo che sia senza dubbio una delle più grandi influenze dei nostri tempi e che abbia fatto parte di una delle migliori band di sempre. Il suo contributo alla musica non ha rivali. Ovviamente tantissimi musicisti hanno dato un forte contributo, ma i Soundgarden in particolare (e ovviamente anche Chris per conto suo) saranno riconosciuti tra i più grandi. Dal punto di vista musicale, credo che questo sia innegabile. Come uomo, padre, marito e amico era una grande persona, una persona buona. E credo che i suoi figli cresceranno facendo molte cose speciali.</em></p>
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		<title>Kerrang!: speciale Grey Daze</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/kerrang-speciale-grey-daze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 12:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/kerrang-speciale-grey-daze/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In concomitanza con il ritorno della prima band di Chester, Kerrang! ha dedicato uno speciale proprio ai Grey Daze intervistando il batterista Sean Dowdell.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In concomitanza con il ritorno dei <strong>Grey Daze</strong> con il lancio di <em><a href="https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/grey-daze-what-s-in-the-eye/" target="_blank" rel="noopener">What&#8217;s in the Eye</a></em>, la rivista <strong>Kerrang!</strong> ha dedicato uno speciale a <strong>Chester</strong> e al suo periodo trascorso nella band grazie a un&#8217;estesa intervista con il batterista e amico d&#8217;infanzia <strong>Sean Dowdell</strong>. Di seguito potete leggere la nostra traduzione dell&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Prima che i <strong>Linkin Park</strong> lo rendessero famoso, i <strong>Grey Daze</strong> hanno permesso al giovane <strong>Chester Bennington</strong> il suo primo colpo di celebrità. Ora, 20 anni dopo l&#8217;inizio del lavoro, il mondo è pronto per la prima volta ad ascoltare i suoi primi passi nel rock. In un&#8217;intervista esclusiva, il batterista <strong>Sean Dowdell</strong> ha raccontato come hanno deciso di completare finalmente l&#8217;album &#8220;perduto&#8221; dei Grey Daze, che permetterà al mondo di <strong>sentire nuovamente la voce</strong> del suo caro amico.</p>
<p><strong>Phoenix, Arizona, 1991.</strong> Quasi un decennio si frappone tra le prime registrazioni vocali nel turbolento retroscena di Chester Bennington e la sua comparsa come artista iconico nell&#8217;album di successo dei Linkin Park, Hybrid Theory. Allora Chester era ancora un bambino &#8211; 15 anni, magro, distaccato. Si presentò ai provini di un quartetto grunge, che in seguito diverranno i Grey Daze; il loro batterista Sean Dowdell stava cercando un nuovo frontman attraverso passaparola. E lui era appena arrivato. Nonostante fosse due anni più giovane di tutti in quella stanza, Chester afferrò un microfono e cantò una versione grezza e catartica della hit dei Pearl Jam <em>Alive</em>. Le traiettorie delle vite di Chester e Sean sarebbero cambiate per sempre.</p>
<p>&#8220;Prima di tutto, <strong>poteva fare scream intonati</strong>&#8220;, dice oggi Sean, ricordando il suo fatidico primo incontro con un cantante che avrebbe continuato a definire vocalmente un&#8217;era di metal di grandi proporzioni con i Linkin Park. &#8220;E questo prima di gruppi come i System of a Down. Chester è stata una delle prime persone a fare questo. Ma poteva anche emulare Stone Temple Pilots, Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam e tutte le band che seguivamo al tempo. Non aveva ancora sviluppato la propria voce, ma poteva emulare quei stili.<strong> Questo fu la base su cosa sarebbe divenuta la voce di Chester.</strong>&#8220;</p>
<p>Per tutti quelli che erano allora in quella stanza, questo era abbastanza. &#8220;Quando puoi iniziare?&#8221; chiese Sean. Chester scrollò le spalle. &#8220;Non lo so. Devo parlare con mio padre. Vieni con me?&#8221; Il batterista acconsentì, ma c&#8217;era un problema. Il padre di Chester era un poliziotto e Sean un rocker: &#8220;capelli lunghissimi, anti-polizia e ignorante su come funzionasse il mondo&#8221;. Al guardiano della legge non sarebbe piaciuto. Le negoziazioni non sarebbero state facili. &#8220;Quando sono andato con Chester, suo padre era in divisa. Dissi: &#8220;Mi piacerebbe tanto che tuo figlio cantasse nel nostro gruppo&#8221;. E la sua prima preoccupazione fu: &#8220;In che modo ciò influenzerà i suoi studi scolastici? Avrà tempo per fare i compiti?&#8221; Ho promesso a suo padre che mi sarei assicurato che studiasse e che la musica non gli interferisse in alcun modo. Durante il primo anno Chester fece proprio questo, ma alla fine abbandonò quando lasciò la casa di suo padre&#8221;.</p>
<p>Ciò che seguì fu un episodio emozionante nelle prime esperienze di Sean e Chester. Il duo formò un sodalizio nella composizione e i Grey Daze registrarono due album ben accolti, ma in gran parte inosservati &#8211; <strong>Wake Me</strong> del 1994 e il seguito <strong>&#8230;No Sun Today</strong> del 1997 &#8211; e in seguito supportando artisti del calibro dei No Doubt. Hanno esaurito gli spettacoli nei club nell&#8217;area di Phoenix, prima di separarsi furiosamente nel 1998, dove è terminata la corsa. A seguito del successo di Hybrid Theory nel 2000, i produttori esecutivi dell&#8217;etichetta misero alle strette il catalogo dei Grey Daze applicando un vincolo restrittivo di burocrazia legale. <strong>Eventuali segni dell&#8217;esistenza di record del gruppo online furono cancellati.</strong> &#8220;Sembravano chiudere il rubinetto. Non si poteva cercarlo da nessuna parte&#8221;, spiega Sean. Da quel momento, ai fan dei Linkin Park è stata a lungo negata la possibilità di ascoltare la voce formativa di Chester.</p>
<p><strong>Fino ad ora.</strong></p>
<p>I Grey Daze hanno annunciato che stanno per pubblicare un album ancora senza titolo in memoria del più grande frontman della sua generazione. Guidato dal primo singolo <em>What&#8217;s in the Eye</em>, una selezione di brani rielaborati è stata registrata sia dalla band che da una manciata di amici di grande successo &#8211; <strong>James &#8220;Munky&#8221; Schaffer</strong> e <strong>Brian &#8220;Head&#8221; Welch</strong> dei <strong>Korn</strong> assumono ruoli da protagonisti; appare anche <strong>Page Hamilton</strong> dei &#8220;signori dei riff&#8221; <strong>Helmet</strong>; mentre il figlio di Chester, <strong>Jamie</strong>, appare in <em>Soul Song</em>. <strong>Il disco mette in luce la voce e i testi di un giovane Chester</strong>, aggiornati con sonorità più profondi e pesanti rispetto alle sonorità proto-grunge originarie dei Grey Daze.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è una profondità nei testi di questo disco&#8221;, afferma Sean. &#8220;Chester canta ogni parola come se stesse vivendo ogni emozione ad essa associata. Per me è un misto di felicità e tristezza. C&#8217;è quella grande, ovvia consapevolezza che non è qui per condividerla tutto ciò. Ma sono molto orgoglioso di come abbiamo curato questa musica. Ci sono voluti quasi tre anni per fare questo album dopo la sua scomparsa. Penso che sarebbe abbastanza orgoglioso di quello che abbiamo fatto.&#8221;</p>
<p><strong>Chiunque sia in cerca di cinici esercizi commerciali dovrebbe ricredersi</strong>: Chester è stato in primo luogo una forza trainante dietro l&#8217;uscita dell&#8217;album, avendo inizialmente suggerito di rivisitare [la musica dei] Grey Daze nel 2016. &#8220;Eravamo partner di Club Tattoo&#8221;, afferma Sean. &#8220;Lo conoscevo come un amico e compagno di band, come padre e socio in affari. Club Tattoo organizzava queste feste in cui ci svegliavamo e giocavamo con i nostri amici all-star, come gli Alien Ant Farm o Mike Shinoda. Nel 2016 stavamo organizzando una festa di anniversario [di Club Tattoo] e Chester disse &#8216;<strong>Ehi, riportiamo insieme i Grey Daze per un concerto</strong>&#8216;. Da quando lasciò gli Stone Temple Pilots [nel 2015, dopo esserne stato il cantante per due anni]. Penso che volesse qualcosa di suo. Non stava mancando di rispetto ai Linkin Park. Voleva solo qualcos&#8217;altro. Chester era sempre alla ricerca di quel compimento, musicalmente. I Linkin Park gli hanno dato un certo tipo di realizzazione e penso che volesse qualcosa di diverso. Disse &#8216;Mi manca stare una una rock band con i miei amici: voglio riunire assieme i Grey Daze&#8217;. A quel punto avevamo materiale sufficiente per tre album accantonato che praticamente nessuno aveva sentito.&#8221;</p>
<p>Quando i Linkin Park girarono il mondo per la promozione dell&#8217;album del 2017, One More Light, i piani di Sean di riformare i Grey Daze per un concerto unico erano ambiziosi. &#8220;Domandai [a Chester], <strong>&#8216;Cosa ne pensi di registrare nuovamente alcuni di questi brani?</strong>&#8216; e lui rispose, &#8216;Ci stavo giusto pensando! Voi ragazzi iniziate a provare in Arizona. Quando terminerò il tour, potrò registrare ancora le parti vocali e potremo pubblicare questa cosa rapidamente&#8230;'&#8221; Perciò i Grey Daze &#8211; Sean, più il bassista <strong>Mace Beyers</strong> e il nuovo chitarrista <strong>Cristin Davis</strong> &#8211; iniziarono a &#8220;strappare i vecchi nastri&#8221;. Hanno ri-registrato le chitarre e inviato a Chester le nuove versioni via mail. In seguito, è stato deciso che &#8220;il timbro e i tono&#8221; di vecchi pezzi come <em>In Time</em> dovevano essere ri-registrati completamente. Furono aggiunti parti di chitarra e sintetizzatori cupi; la dinamica migliorò.</p>
<p><strong>&#8220;Volevo solo suonare con il mio amico&#8221;</strong>, afferma Sean. &#8220;Chester mi disse, &#8216;[Il progetto] Non ha intenzione di essere super serio, o di aver la precedenza sul materiale dei Linkin Park&#8217;. Notammo tuttavia come le canzoni fossero davvero buone e Chester pensò che si sarebbero diffuse tra i suoi fan, così pensammo, &#8216;Pubblichiamolo e vediamo cosa succede&#8217;. Una volta che io e lui realizzammo un annuncio [riguardo al fatto che stavamo lavorando alla musica] online, iniziammo a ricevere offerte di suonare in tutto il mondo. Mi telefonò e disse, &#8216;Ehi amico, andiamo avanti e iniziamo a pensare a fare alcuni concerti e festival unici. Sto già iniziando a ricevere chiamate per prenotare la band&#8217;. Dissi, &#8216;Sì, cazzo!'&#8221;. Nessuno di noi aveva bisogno di farlo &#8211; se non per divertimento. <strong>Chester amava fare musica.</strong> Mentre suonavamo penso che abbiamo riso più di quanto lo abbiamo fatto con altre cose. Penso che gli sia mancato.&#8221;</p>
<p>E poi, mentre circolavano discorsi sulla riunione dei Grey Daze, e un&#8217;ondata di entusiasmo si sviluppava attorno a ciò che prometteva di essere un insolito progetto creativo, la tragedia e il crepacuore hanno colpito il 20 luglio 2017.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3464" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/01/Grey%20Daze%20promo.jpg" border="0" width="350" height="230" style="text-align: center;" /></p>
<p>Ascoltare la storia dei Grey Daze significa scavare in quella segreta di Chester Bennington: una storia in cui è maturato come cantante e autore, creando canzoni insieme a Sean e plasmando l&#8217;identità vocale che avrebbe poi portato i Linkin Park allo status di headliner di festival. &#8220;<strong>Lui e io avevamo una sorta di connessione</strong> nello scrivere musica insieme&#8221;, afferma Sean. &#8220;Amavamo scrivere testi perché entrambi abbiamo un talento nell&#8217;esprimere le nostre emozioni. Riuscivo a capirlo in quel senso. Riuscivo a capire cosa stesse cercando di esprimere e lo aiutavo nel formularlo. Era un genio nell&#8217;esprimere le sue emozioni attraverso metafore.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho elaborato questa spiegazione: c&#8217;è un ragazzo che ascolta la musica che non capisce il dolore o la raffica di emozioni che prova. Ma può ascoltare Chester cantare e dire: &#8216;Non riesco a capire cosa provo, ma questo, ciò che Chester sta cantando, è così che mi sento. Lo spiega nel modo stesso in cui canta la canzone.&#8217; <strong>Ha dato all&#8217;ascoltatore l&#8217;opportunità di esprimere le proprie emozioni attraverso la sua voce</strong>, che credo sia davvero speciale. <strong>Solo pochi cantanti al mondo sono riusciti a farlo</strong>, e Chester era uno di loro.&#8221;</p>
<p>Una volta stabilitisi nei Grey Daze, i due divennero molto uniti. Avendo lasciato la casa di suo padre, Chester dormiva sul divano di Sean, ma era a malapena autosufficiente. Le prove si svolgevano a nord di Phoenix e per Chester era difficile effettuare il tragitto per attraversare la città. Un compromesso era quello di arrivare all&#8217;Arizona State University dove Sean studiava e andare alle prove una volta finite le lezioni. Chester aveva 17 anni, ma tra i 400 studenti nessuno notò il ragazzo più piccolo che sedeva ai banchi sul retro. &#8220;Per un semestre e mezzo sostenne i test, anche se non era iscritto&#8221;, sorride Sean.</p>
<p>Insieme, Chester e Sean iniziarono ad abbozzare le canzoni che avrebbero poi fatto parte del catalogo di canzoni recentemente ri-registrate dai Grey Daze. &#8220;Molte delle canzoni sono state scritte su ex fidanzate&#8221;, ride Sean. Altre avevano un significato più profondo. In <em>Sometimes</em> è stato definito il semplice messaggio di una nuova speranza. &#8220;Questa è un&#8217;idea così semplice nella vita. A volte le cose non vanno per il verso giusto ma c&#8217;è sempre la speranza che andranno meglio. Quando abbiamo scritto <em>Sometimes</em> aveva appena lasciato la casa di suo padre, vivendo part-time con me. <strong>Eravamo praticamente inseparabili</strong>&#8220;.</p>
<p>I due fecero delle gite insieme. Nel 1993 andarono a Puerto Penasco, diverse ore a sud dell&#8217;Arizona, in un viaggio che ispirerà una canzone dell’album, <em>Morei Sky</em>. &#8220;C&#8217;erano un paio di posti lì in cui ci fermavano per bere e fare festa. Eravamo seduti nel retro del furgone di un mio amico. Il sole stava tramontando. Chester esclamò: &#8216;Quel tramonto è fantastico, cazzo!&#8217; Ero solito fare delle stampe su magliette e c&#8217;era un motivo chiamato <em>Morei Silk Screen</em>, e gli dissi che mi ricordava quel design. Chester disse: &#8216;Oh, è davvero un bel nome!&#8217; Ha tirato fuori un quaderno e abbiamo iniziato a scrivere e riscrivere parole. Quel giorno e il successivo abbiamo delineato una canzone insieme. Ho scritto la maggior parte delle righe dei versi e lui ha scritto il ritornello, ed era così profondo, soprattutto alla luce degli eventi accaduti: &#8216;Se avessi una seconda possibilità mi farei perdonare.&#8217;”</p>
<p>Avendo una solida coppia creativa, i Grey Daze a metà degli anni &#8217;90 iniziarono ad <strong>attirare l&#8217;attenzione di etichette e stazioni radio</strong>, suscitando clamore nell&#8217;entusiasmante scena musicale di Phoenix. &#8220;La rock band statunitense <strong>Gin Blossoms</strong> era appena esplosa&#8221;, afferma Sean. “C&#8217;era <strong>Alice Cooper</strong>. Ovviamente non era Los Angeles, ma era un ambiente dinamico con club come The Roxy, The Marquee e The Electric Ballroom. Ci esibivamo tre volte a settimana. Eravamo un gruppo di alto livello ai tempi; avevamo la nostra fanbase ed eravamo trasmessi in radio. Quando ci siamo esibiti ad una festa per il Super Bowl con <strong>Bush</strong> e <strong>No Doubt</strong> di fronte a una folla di 12.000 persone, i cantanti di altre band dicevano: &#8220;Ma chi siete? Siete fantastici.&#8221;</p>
<p>Ma la strada per il successo dei Grey Daze era piena di buche. Nel 1997, dopo aver registrato un album con l&#8217;etichetta <strong>Real Records</strong>, la band scoprì che il loro accordo con un&#8217;etichetta importante era saltato. Non c&#8217;erano soldi per completare la masterizzazione dell’album. A peggiorare le cose, l&#8217;etichetta si rifiutò di fornire al gruppo il materiale registrato. I Grey Daze furono costretti a ri-registrare e pagare quello che sarebbe poi diventato <strong>&#8230;No Sun Today</strong>. &#8220;Tutto ciò causò un grande stress emotivo alla band.&#8221; Ma nonostante il successo in radio e un accordo con la Warner Bros. per la registrazione di un demo, i Grey Daze presto si sciolsero.</p>
<p>&#8220;Mace stava affrontando molti problemi con la dipendenza&#8221;, afferma Sean. &#8220;Il mio ego era fuori controllo. Chester era davvero sotto pressione. Abbiamo suonato un concerto e Mace si è fatto vivo solo 15 minuti prima dell&#8217;inizio dell&#8217;esibizione. Eravamo furiosi. Stava assumendo droghe o quello che era. Abbiamo fatto schifo. Dopo 4 o 5 canzoni un tipo ci è venuto incontro, è salito sul palco e ha colpito Mace in faccia. È volato sulla mia batteria e ha rovinato l&#8217;intero concerto. Siamo usciti sul retro del club e abbiamo iniziato a urlare l&#8217;uno con l&#8217;altro. Io ero arrabbiato con Mace. Chester era arrabbiato con Mace. Bobby (Benish, ex chitarrista) era arrabbiato con Chester. Abbiamo iniziato a urlarci addosso ognuno di noi ha detto &#8216;Fottiti, fottiti e fottiti&#8217;. Siamo andati ciascuno per la sua strada e non riuscivamo a passarci sopra.&#8221;</p>
<p>Per uno scherzo del destino, sia Chester che Sean lavorarono con nuovi gruppi: Chester con gli <strong>Xero</strong> (che sarebbero diventati i Linkin Park) e Sean con i <strong>Waterface</strong>. Entrambi i gruppi pubblicarono i loro dischi di debutto nel 2000, ma con risultati completamente diversi. I Waterface scomparvero, ma i Linkin Park pubblicarono <strong>Hybrid Theory</strong>, uno degli album di maggior successo di tutti i tempi. Inevitabilmente, il destino avverso che ha cancellato il Grey Daze dalla storia della musica ha portato al rancore. &#8220;Questo è uno dei motivi dietro al nostro litigio&#8221;, afferma Sean. &#8220;Sono stato il testimone di Chester al suo primo matrimonio. Ero il suo migliore amico. Quando il gruppo si sciolse, ci fece così male che non ci siamo parlati per due anni. Ho lasciato l’altro progetto musicale e l&#8217;intero settore musicale. Poi, nel 2001, Chester mi ha chiamato. Disse: &#8216;Mi manchi, amico&#8217;. E anche lui mi era mancato.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3465" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/01/Sean%20Dowdell%20e%20Chester%20Bennington.jpg" border="0" width="350" height="247" /></p>
<p>Sean era a Las Vegas il 20 luglio 2017, intervistando potenziali membri del Club Tattoo locale. Mentre parlava, il suo telefono iniziò a lampeggiare sulla scrivania &#8211; una, due, una dozzina di volte. &#8220;Stava esplodendo. Mia moglie aveva telefonato. Stava succedendo qualcosa.&#8221; Quando Sean chiamò casa, scoprì l&#8217;orribile notizia. Chester era morto suicidandosi, ma nonostante la tragedia venisse citata in TV, Sean era sicuro che fosse una bufala. Doveva esserla. Ha parlato con Chester solo un paio di giorni fa. &#8220;Era così felice per le cose che stavano succedendo. Aveva detto. &#8216;Non vedo l&#8217;ora di iniziare a provare&#8217;. <strong>Chester era pieno di vita</strong>. <strong>Non aveva senso per me</strong> che questo fosse successo.&#8221;</p>
<p>Con Sean intento ad affrontare le turbolenze emotive dopo la scomparsa di Chester, <strong>la rinascita dei Grey Daze fu accantonata</strong>. &#8220;Ho provato a stare con tutti gli altri, non pensavo che avrei potuto piangere da solo la sua perdita fino a diversi mesi più avanti.&#8221; Quando finalmente ricordò il lavoro incompiuto che aveva iniziato con Chester, <strong>Sean decise di andare avanti</strong>, ma non prima di aver ricevuto l&#8217;<strong>approvazione</strong> dalla moglie di Chester, <strong>Talinda</strong>. &#8220;Mi disse, &#8216;Mi fido di te, so che non farai nulla per macchiare Chester.&#8217; Non penso che abbia ascoltato l&#8217;album perché è molto difficile per lei, ma ci sono persone attorno a lei che ne sono rimaste colpite.&#8221; In una dichiarazione dell&#8217;11 dicembre, Talinda ha affermato come &#8220;[Chester] volesse che i fan ascoltassero tutto ciò che ha fatto e il suo viaggio musicale è iniziato con i Grey Daze&#8230; <strong>Questo progetto è uno dei modi con cui possiamo continuare a raccontare la storia di Chester e connetterci con i suoi fan</strong>.&#8221;</p>
<p>Il piano originale di Sean era di pubblicare le canzoni senza un&#8217;etichetta discografica. &#8220;Avevo intenzione di metterlo fuori così i fan potevano finalmente ascoltare la musica&#8221;, afferma Sean. &#8220;Questo è tutto. Non ero megalomane&#8221;. Ma quando le notizie sul lavoro ai brani raggiunsero <strong>Tom Whalley</strong> &#8211; fondatore della <strong>Loma Vista Records</strong> e <strong>partner</strong> di <strong>lunga data</strong> dei <strong>Linkin Park</strong> &#8211; i Grey Daze trovarono un sostenitore appassionato, sebbene ci fossero alcune ragionevoli perplessità iniziali. &#8220;All&#8217;inizio ero riluttante, perché non capivo le motivazioni&#8221;, afferma Tom. &#8220;Erano amici che cercavano di trovare un modo per rendergli rispetto? Un album tributo? Cos&#8217;era? Una volta che sono venuto a conoscenza dell&#8217;intera storia, che Chester e i suoi compagni di band dei Grey Daze avevano pianificato di andare in tournée e ri-affrontare queste canzoni sotto un approccio moderno, e le persone dietro l&#8217;album erano impegnate a soddisfare la visione di Chester, ero a bordo&#8230; Era promettente. Ho amato i testi. La musica era buona, ma datata. Posso comprendere come mai Chester, Sean e il gruppo volessero usare una maggiore sonorità e produzione moderna.&#8221;</p>
<p>Con il progetto trasferito agli <strong>NRG Studios</strong> di <strong>Los Angeles</strong>, la creazione aggiornata dei Grey Daze prese forma. La palese atmosfera anni &#8217;90 del materiale del gruppo venne incontro a una struttura <strong>più dura e complessa</strong>. Elettronica immediata e armonie riflessive sono state unite alle chitarre impennanti di <em>The Down Syndrome</em>. La traccia d&#8217;apertura <em>Sickness</em> è diventato un pezzo trasudante di post-grunge, mentre il liricamente tetro <em>Just Like Heroine</em> (&#8220;È giunta l&#8217;ora di sparire, di morire per terra&#8221;) ha preso spunto dai primi lavori dei Garbage. Altrove, <strong>James &#8220;Munky&#8221; Shaffer</strong> e <strong>Brian &#8220;Head&#8221; Welch</strong> dei <strong>Korn</strong> hanno impresso la loro personalità su <em>B12</em>. &#8220;<strong>Sembra un mashup tra i Grey Daze e i Korn</strong>&#8220;, ha detto Sean. &#8220;È stato fantastico. Chester adorava Munky.</p>
<p>Dal momento in cui le registrazioni e il missaggio erano completati, Sean è rimasto con 11 brani che fondono il grunge aggiornato dei Grey Daze con la pura e giovane incarnazione della voce di Chester sfregiata dall&#8217;anima. Durante il processo, Sean ha avvertito la pressione di ogni nota, ogni ritornello.</p>
<p>&#8220;<strong>Sono veramente orgoglioso di come abbiamo curato questa musica</strong>&#8220;, ha detto. &#8220;Ma, cavolo, ho il peso del mondo sulle mie spalle. Non solo non voglio deludere il mio amico, ma <strong>voglio assicurarmi che questo sia qualcosa su cui Chester avrebbe fatto i salti di gioia.</strong> Non volevo mandare tutto all&#8217;aria.&#8221;</p>
<p>Sia celebrativo che emotivo, <strong>il disco rappresenta un&#8217;eco sentita del potere di Chester Bennington</strong>. Le urla catartiche che in seguito avrebbero definito il suono distintivo dei Linkin Park in sette album in studio sono presenti ovunque; comprese le tenere armonie straziate dall&#8217;amore. E in un contesto emotivamente pesante, [la voce] ruota attorno a un travolgente senso di perdita, rimpianto e ammirazione &#8211; uno stato d&#8217;animo così tragicamente familiare a chiunque senta la voce di ritorno di un&#8217;icona scomparsa. &#8220;Penso che molte persone potrebbero piangere la prima volta che lo ascolteranno&#8221;, dice Sean, con rammarico.</p>
<p>Sono trascorsi 29 anni dal primo movimentato incontro con il suo defunto amico, ma grazie al lavoro di Sean, fatto con amore, la voce di Chester Bennington ora risuona dalla capsula del tempo grunge. Questa è la voce di un giovane adolescente, ferito ed estraniato. Un grido profondo che suona ancora incredibilmente vivo.</p>
<p>In conclusione all&#8217;articolo, <strong>Kerrang!</strong> ha inoltre ritagliato uno <strong>spazio relativo</strong> alla realizzazione di <em>Soul Song</em> attraverso i ricordi di <strong>Sean Dowdell</strong> e <strong>Jamie Bennington</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3466" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/01/Sean%20Dowdell%20e%20Jamie%20Bennington.jpg" border="0" width="350" height="231" /></p>
<p>Sean: &#8220;<em>Ho detto: &#8216;Sarebbe bello se uno dei figli di Chester cantasse in questo album.&#8217; Se fosse stato vivo, penso sia qualcosa che gli sarebbe piaciuto fare. Abbiamo invitato Jamie ed è stata un&#8217;esperienza davvero speciale. Abbiamo finito per usare il microfono che Chester ha usato durante la registrazione di Hybrid Theory.</em>&#8220;</p>
<p>Jamie: &#8220;<em>Non ascolto la musica di mio padre e non l&#8217;ho ascolta da quando è morto. Ho fatto un&#8217;eccezione per Sean quando ho accettato di registrare le parti vocali. Non avevo dubbi che sarebbe stata una sfida entrare in stanza e offrire una performance di fronte a tutte quelle persone. Fortunatamente, ho studiato musica al college e tutta la mia formazione è tornata in un batter d&#8217;occhio. Alla fine, ho smesso di prestare attenzione al disagio causato dalla necessità di ascoltare la sua voce in ripetizione in una cabina vocale.</em>&#8220;</p>
<p>Sean: &#8220;<em>Jamie ha molto di suo padre. Ha un senso dell&#8217;umorismo secco e leggero. È divertente. Ha la stessa risata di suo padre. Lo vedo in lui.</em>&#8220;</p>
<p>Jamie: &#8220;<em>Nonostante la sua mancanza di formazione musicale, mio padre ha sempre avuto un grande senso del ritmo e dell&#8217;armonia, </em><em>che è di gran lunga la cosa più interessante di quelle prime registrazioni. C&#8217;è una forte componente tecnica in quasi tutto. Stava facendo cose di cui non aveva la benché minima idea. Analizzando il brano in quel modo mi ha ricordato i miei falliti tentativi di insegnargli la teoria musicale. Se fosse stato un po&#8217; più paziente, avrebbe potuto facilmente padroneggiare tutte le altre direzioni musicali con cui ha sperimentato durante la sua vita. In gioventù, ha suonato bene come avesse una carriera ventennale alle sue spalle.</em>&#8220;</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/kerrang-speciale-grey-daze/">Kerrang!: speciale Grey Daze</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 11:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'ultima edizione, il magazine Kerrang! ha intervistato Mike, che ha raccontato come è stato il suo 2019, tra tour, video e molto altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/">Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;ultima edizione, il magazine <strong>Kerrang!</strong> ha intervistato <strong>Mike</strong>, che ha raccontato come è stato il suo 2019, tra tour, video e molto altro. Trovate di seguito la traduzione dell&#8217;articolo.</p>
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<p>Da video animati allo scrivere musica per film russi, il 2019 è stato un anno delle prime volte per <strong>Mike Shinoda</strong>. È anche stato editor per Kerrang!. Ma quale delle nuove esperienze ha trovato inaspettatamente difficile?</p>
<p>Il 2019 è stato un altro anno turbolento nella vita di Mike Shinoda. Come sei riuscito a bilanciare tutti i tuoi impegni per il tour e per i vari progetti creativi con tutto il resto che è importante nella tua vita?</p>
<p><em>&#8220;Penso che per me il traguardo più importante quest&#8217;anno sia stato concludere il ciclo del tour di Post Traumatic. Ho realizzato alcuni video per l&#8217;album tra cui uno dei miei preferiti, quello per World&#8217;s On Fire. Sono anche tornato in studio per scrivere e produrre con altri artisti. Questi progetti usciranno man mano nel tempo. Da un punto di vista personale, mi sono preso alcune brevi pause dai social media perché ho capito che erano un&#8217;influenza negativa nella mia vita. In realtà amo in particolare Instagram, ma quest&#8217;anno ho capito che devo limitarne l’utilizzo a dosi più piccole.&#8221;</em></p>
<p>Il tuo show solista nel Regno Unito è stato a marzo al Roundhouse di Londra. Quali sono i ricordi che ti tornano in mente ripensando a quella sera?</p>
<p><em>“Quello spettacolo è stata un’esperienza unica. Avere Eg [White, musicista/compositore e collaboratore dei Linkin Park] e Jon [Green, compositore londinese, cantante nei The Bonfires] sul palco per eseguire le canzoni che abbiamo scritto insieme, inclusa One More Light, lo ha reso uno show epocale. Credo fossimo tutti commossi quella sera.”</em></p>
<p>Hai fatto riferimento al video di World’s On Fire, che è stato il tuo primo video animato. Da dove è arrivato lo stimolo creativo e ti è piaciuto?</p>
<p><em>“Ho avuto l’idea per la storia e per i personaggi mentre ero in tour. Mi sono venuti in mente e non se ne andavano. Quindi ho cercato un team che potesse aiutarmi a metter su il video animato. I Venturia Studios [Bogotá, Colombia] avevano lavorato ad un lyric video per i Green Day che mi era molto piaciuto e ho chiesto loro di aiutarmi a dar vita a questa mia idea. Considerando i tempi così ristretti ed un budget limitato, credo sia venuto molto bene.”</em></p>
<p>Hai passato molto tempo in viaggio quest’anno e hai fatto ritorno i diversi posti, in particolare l’Asia, in cui non suonavi da un po’. Quale di questi luoghi si è distinto per il suo essere particolarmente interessante, divertente o unico?</p>
<p><em>&#8220;In generale, uno dei miei obiettivi per il tour di Post Traumatic era quello di rendere speciale ogni concerto. Volevo cambiare drasticamente la setlist da uno spettacolo all&#8217;altro, accettare le richieste dei fan e improvvisare qualche canzone, praticamente relazionarmi alle sensazioni che il pubblico mi dava ogni sera. Detto questo, non credo di avere uno spettacolo preferito. Tutti gli spettacoli sono stati così straordinari e non so nemmeno cosa sia successo o come sia successo. Penso che ci siamo tutti lasciati trasportare.&#8221;</em></p>
<p>Hai anche pubblicato una nuova canzone, Fine, scritta per la colonna sonora di un film russo, The Blackout. Come sei stato coinvolto ed il processo di scrittura è stato diverso dal tuo metodo usuale?</p>
<p><em>“Quando i produttori mi hanno chiesto di scrivere una canzone per il film ero un po’ scettico. Ad essere onesti, scrivere una canzone per un film russo decisamente non era nella mia agenda (ride)! Ma appena ho visto il montaggio provvisorio del film, volevo davvero essere coinvolto. Subito dopo ho scritto la canzone in un paio di giorni e abbiamo lavorato insieme al concept per il video. Volevo proprio fare la parte del cattivo. È stato un buon abbinamento con la canzone.”</em></p>
<p>Al di là della musica, a marzo hai avuto l’occasione di essere l’editore di Kerrang! per una settimana, e hai riempito la rivista con cose che ti sono d’ispirazione. Addirittura Boris è stato coinvolto per risolvere i problemi dei lettori, il che probabilmente sembrava una buona idea, perlomeno allora. Come è stata per te quell’esperienza?</p>
<p><em>“Non ero mai stato l’editor di una rivista prima di allora e devo dire che è stato più difficile di quanto pensassi! Soprattutto per il coinvolgimento di Boris. È proprio una diva.”</em></p>
<p>Quale lezione del 2019 porterai con te nel nuovo anno?</p>
<p><em>“Sento di aver rivalutato e sperimentato con l’improvvisazione e la spontaneità. Ho passato molto anni in una band la cui struttura è molto rigida, in parte perché ha un’identità molto grande ed in parte perché devi essere organizzato per mantenere in movimento un treno così grande. Ma con la mia roba da solista, tutto era molto più piccolo e malleabile. Penso di aver imparato tanto semplicemente cavalcando l’onda.”</em></p>
<p>È stato facile quest’anno rimanere appesantiti dalla negatività, ma cosa hai visto nel 2019 che ti fa ben sperare per il mondo per il prossimo anno?</p>
<p><em>“Non so se il mondo stia effettivamente peggiorando o se siamo noi che siamo super consapevoli delle cose che pensiamo siano negative. Parte di me pensa che, alla nostra età, anche la generazione dei miei genitori si sia sentita allo stesso modo nei confronti del mondo. Ad ogni modo, c’è sempre spazio per la speranza. Ci aiuta ad ambire a fare meglio.”</em></p>
<p>Hai un messaggio per i tuoi e per i fan dei Linkin Park per il nuovo anno?</p>
<p><em>&#8220;Gli ultimi due anni per me sono stati incentrati sulla gratitudine. Spero che i fan possano condividere questa prospettiva e spirito&#8221;.</em></p>
<p>Per finire, completa la frase: “Il 2019  stato…”</p>
<p><em>“… un’ispirazione ed un primo passo.”</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Kerrang!</em></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-a-kerrang-il-2019-e-stato-un-ispirazione-e-un-primo-passo/">Mike a Kerrang!: &#8220;Il 2019 è stato un&#8217;ispirazione e un primo passo&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Intervista a Phoenix: &#8220;Ci sono molte possibilità su quello che possiamo fare&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-phoenix-ci-sono-molte-possibilita-su-quello-che-potremo-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente Phoenix è stato ospite, insieme a Gray Rollin (cuoco dei Linkin Park durante i tour), di Rockn'Vino. Ecco le cose più interessanti che sono state dette nel corso dell'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-phoenix-ci-sono-molte-possibilita-su-quello-che-potremo-fare/">Intervista a Phoenix: &#8220;Ci sono molte possibilità su quello che possiamo fare&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi mesi, <strong>Dave &#8220;Phoenix&#8221; Farrell</strong> ha scoperto diverse nuove passioni. In quanto bassista di una delle rock band di maggior successo di tutti i tempi e cardine della generazione di questo millennio, i <strong>Linkin Park</strong>, Farrell ha viaggiato in tutto il mondo, suonando su alcuni dei palchi più grandi ed ambiti. Nel tempo trascorso dalla tragica morte del cantante <strong>Chester Bennington</strong>, il bassista è stato in grado di sfogarsi dedicandosi ad altri sbocchi creativi, viaggiando e dedicandosi alle sue passioni non inerenti alla musica. L&#8217;artista ha preso parte al podcast Rock&#8217;N Vino e RIFF per un&#8217;esclusiva ed ampia conversazione, insieme al tour chef Gray Rollin, per parlare di viaggi, vita on the road e il futuro dei Linkin Park.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>&#8220;<em>Ho fatto di tutto</em>&#8220;, dice Farrell riferendosi alle sue esperienze nell&#8217;ultimo anno, &#8220;<em>è come dice il detto: un tuttofare è un maestro in nulla; ci sono tante cose nella mia biografia in cui sono mediocre.</em>&#8220;</p>
<p>Ad esempio, Dave ha lanciato il podcast <strong>Member Guest</strong> con l&#8217;amico e golfista professionista Brendan Steele e il videografo dei Linkin Park <strong>Mark Fiore</strong>. Si tratta di una conversazione a ruota libera sugli interessi collettivi del gruppo: golf, birra, musica e divertimento. Gli episodi spesso introducono amici famosi del mondo della musica e dello sport, per un&#8217;atmosfera vivace. Farrell è un presentatore nato, conduce in maniera spontanea e con un acuto senso di autoironia nel suo umorismo, sembra di ascoltare degli amici che si incontrano alla diciannovesima buca per ricordare e raccontare storie.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo iniziato il podcast solo come scusa per passare del tempo insieme per quando siamo tutti a casa nello stesso periodo</em>&#8220;, scherza il bassista.</p>
<p>Insieme a una buona quantità di viaggi, Farrell ha scoperto nelle ragioni vinicole nel Nord della California una delle sue nuove fughe preferite, ed ha di recente esplorato Napa Valley. Scherza dicendo di aver cercato di entrare nella mondo della cultura del vino circa dieci anni fa, ma di aver scoperto che ci fosse tanto da imparare. <em>&#8220;Riesco ad immergermi profondamente nelle cose quando sono davvero interessato. S</em><em>ono stato sopraffatto così velocemente anche solo per imparare i vini rossi di Napa, i diversi gusti e le varietà.&#8221;</em></p>
<p>Originariamente un intenditore di birra, Dave ha usato il suo tempo in tour con i Linkin Park come un mezzo per scoprire nuove birre artigianali in tutto il mondo, sfidando Chef Grey a trovare le migliori specialità locali. &#8220;<em>Finirò sempre da qualche parte tra Germania, Praga ed Est Europa &#8211; c&#8217;è molta ottima birra proveniente da quei paesi</em>&#8220;, dice.</p>
<p>Dato il tempo speso dai Linkin Park in tour, Farrell ha avuto l&#8217;opportunità di visitare le città di tutto il mondo, ma dice che visitare una città in quelle circostanze non gli consente di conoscerne la cultura tanto quanto vorrebbe. Molte volte, durante un tour internazionale, la band sceglieva una città centrale in cui sistemarsi per poi volare verso le singole date del tour. &#8220;<em>Conosci la città in cui sei sistemato molto bene,</em>&#8221; afferma, &#8220;<em>ho passato così tanto tempo a Berlino che credo di conoscerla meglio di Los Angeles.</em>&#8220;</p>
<p>Una delle città conosciute in tour preferite da Phoenix è Cape Town. L&#8217;opportunità avuta dal gruppo di suonare in Sud Africa nel 2014 è stata così memorabile che vi è tornato all&#8217;inizio di quest&#8217;anno con la sua famiglia. &#8220;<em>C&#8217;è un mondo molto diverso laggiù</em>&#8220;, dice, &#8220;<em>è mortificante, ma allo stesso tempo è anche rinvigorente.</em></p>
<p>Lo scorso anno e mezzo ha segnato un cambio professionale enorme per Linkin Park, dopo la scioccante scomparsa di Bennington nel luglio 2017. Farrell dice che i seguenti diciotto mesi sono stati una strada difficile da percorrere per il gruppo e per lui stesso, ma il tempo gli ha anche permesso di rilassarsi. &#8220;<em>Negli ultimi vent&#8217;anni abbiamo sicuramente avuto dei momenti di pausa in cui potevamo stare a casa</em> dichiara,<em>ma il mio cervello faceva sempre il conto alla rovescia per quando avremmo ricominciato.</em>&#8221; Dave dice di aver tratto il meglio da una situazione difficile, concedendosi di distaccarsi completamente dall&#8217;essere un musicista professionista e di concentrarsi per essere presente per sua famiglia.  Farrell ha comunque approfittato delle occasioni per mantenersi impegnato nella musica ed essere creativo, sia personalmente che professionalmente, non solo suonando una serie di date come bassista durante il tour solista del cantante dei Linkin Park <strong>Mike Shinoda</strong>, ma anche mettendosi alla batteria, prendendo lezioni con sua figlia.</p>
<p>In Bennington, Phoenix ricorda non solo un cantante di grande talento ed un caro amico, ma anche qualcuno che si è impegnato a dare il meglio di sé ai fan della band, specialmente quando si trattava di bambini. &#8220;<em>Per essere il punto focale di una band grande come i Linkin Park, è difficile pensare che tu debba sempre essere &#8216;quella persona&#8217; per tutti, ma, soprattutto con i bambini, Chester era sempre entusiasta, pronto ed aperto ad essere la persona calda, naturale, ed energica che era.</em>&#8221; Farrell e sua moglie scherzavano da sempre sul fatto che Bennington fosse più bravo di loro con i loro figli, dicendo che si era ripromesso di essere coinvolto con loro e divertirsi.</p>
<p>Rimane la domanda su quale sia la strada da percorrere per <strong>Linkin Park</strong>. Il gruppo è rimasto per lo più in silenzio riguardo al suo futuro. La loro ultima esibizione risale al concerto tributo &#8220;<em>Celebrate Life</em>&#8221; dell&#8217;ottobre 2017, in cui cantanti e musicisti ospiti si sono esibiti in un concerto di tre ore per il loro amico e compagno di band scomparso. Il DJ dei Linkin Park, <strong>Joe Hahn</strong>, di recente ha fatto notizia, dicendo ad un giornale sudcoreano che la band ha iniziato a parlare della possibilità di fare nuova musica insieme. Farrell riassume il percorso dicendo di vederlo possibile: &#8220;<em>Non so davvero cosa faremo e come lo faremo</em>&#8220;, dice, senza tralasciare incertezza. &#8220;<em>So che amo ancora la musica, so che amo ancora i cinque ragazzi</em>&#8220;, dice, &#8220;<em>noi cinque ci vediamo ancora, passiamo ancora del tempo insieme, ci piace ancora essere tra di noi.</em>&#8220;</p>
<p>La band ha affrontato mesi di speculazioni sui loro prossimi passi, sia dai fan che dai media, che cercano di capire se ci sarà un prossimo capitolo per i Linkin Park e come potrebbe essere. La mentalità del bassista non sta solo rispettando il processo, ma si sta anche assicurando che ciò che verrà sia una scelta organica. &#8220;<em>Non sento di voler andare &#8216;in pensione&#8217;, qualunque cosa significhi</em>&#8220;, dichiara, &#8220;<em>so che voglio fare qualcosa ad un certo punto in futuro, ma non ho fretta di fare qualcosa solo per farla.</em>&#8221; Farrell afferma che l&#8217;ostacolo principale che la band deve affrontare è quello di farsi un&#8217;idea dell&#8217;enorme numero di potenziali risultati e di come questi potrebbero diventare realtà. È una sfida scoraggiante decidere come andare avanti senza la presenza di Bennington, una figura simile al Freddie Mercury e al Kurt Cobain di questo millennio.</p>
<p>&#8220;<em>Se si farà, non so come sarà</em>&#8220;, ammette Phoenix, &#8220;<em>penso che ci siano un sacco di possibilità diverse su cosa possiamo fare e su come possiamo farlo, ma non so altro.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: <a href="https://www.rocknvino.com/home/2019/5/14/rnv-42-linkin-park-bassist-dave-phoenix-farrell-amp-lp-tour-chef-gray-rollin" target="_blank" rel="noopener">Rockn&#8217;Vino</a></em></p>
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		<title>Intervista a Joe: &#8220;Stiamo parlando di tornare a fare musica insieme&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-joe-stiamo-parlando-di-tornare-a-fare-musica-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 15:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-joe-stiamo-parlando-di-tornare-a-fare-musica-insieme/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recentemente Joe è stato intervistato da una tv coreana e, tra le altre cose, ha parlato anche di un eventuale ritorno dei Linkin Park e di una mostra fotografica sulla band che si terrà a fine maggio. Ecco la traduzione dell'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-joe-stiamo-parlando-di-tornare-a-fare-musica-insieme/">Intervista a Joe: &#8220;Stiamo parlando di tornare a fare musica insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Recentemente <strong>Joe</strong> è stato intervistato da una tv coreana e, tra le altre cose, ha parlato anche di un eventuale ritorno dei <strong>Linkin Park</strong> e di una <strong>mostra fotografica</strong> sulla band che si terrà a tra aprile e maggio in Cina. Ecco la traduzione dell&#8217;intervista.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>I Linkin Park sono famosi per il loro repertorio sperimentale ed iconico, i cui generi variano dal nu-metal, al rock e all&#8217;elettronica. Dal loro debutto nel 2000, Joe Hahn, il dj della band, ha diretto numerosi video, come quelli di &#8220;Faint&#8221;, &#8220;In The End&#8221; e &#8220;Numb&#8221;. Inoltre, la reputazione dei Linkin Park come gruppo innovativo, è dovuta alle loro trasformazioni, dai famosi scream del vocalist Chester Bennington allo stile hip-hop, ai campionamenti e all&#8217;innovativa produzione di video musicali.</p>
<p>Tuttavia, nel luglio del 2017, Bennington si è tolto la vita ed i fan di tutto il mondo hanno pianto la scomparsa di un&#8217;icona. Nell&#8217;ottobre dello stesso anno, la band ha tenuto uno spettacolo in tributo al compianto cantante, che è stata la loro ultima esibizione fino ad oggi. Nei mesi successivi, alcuni dei membri sono andati avanti nel creare dei propri progetti solisti. Mike Shinoda, co-vocalist, chitarrista e compositore, ha pubblicato un album da solista, Post Traumatic, che lo ha poi portato in tour in 13 paesi con 64 spettacoli. Il bassista David &#8216;Phoenix&#8217; Farrell, ha creato un podcast a tema golf chiamato Member Guest, che ha visto ospiti come Matt Sanders degli Avenged Sevenfold, Tré Cool dei Green Day e più volte lo stesso Shinoda dei Linkin Park.</p>
<p>Nel frattempo Joseph Hahn, dj e samplist, ha creato il video musicale per il singolo &#8220;Waste It On Me&#8221;, realizzato l&#8217;anno scorso dai BTS insieme al famoso dj Steve Aoki, che ha lavorato con Linkin Park diverse volte per brani come A Light That Never Comes e Darker Than Blood. Hahn si è unito come giudice nel programma Superband della rete televisiva JTBC, ed è stato intervistato a Sangam-dong, Mapo-gu, Seoul l&#8217;11 novembre.</p>
<p><em>&#8220;Parlo coreano da soli tre anni, quindi perdonami se inizio a parlare in inglese&#8221;</em>, ha detto ridendo.</p>
<p><strong>Quante volte sei stato in Corea?</strong></p>
<p><em>Vengo spesso in Corea. Sono venuto l&#8217;anno scorso. Le mie radici sono in Corea, è un luogo che cambia molto velocemente ed offre ogni genere di possibilità ed opportunità. Guardo alla Corea per nuova musica, film e nuove tecnologie.</em></p>
<p><strong>Nelle scorse interviste con Yonhap News, hai detto che ti piacerebbe andare nella DMZ [zona demilitarizzata coreana].</strong></p>
<p><em>Ci sono stato, sono andato nel quartiere l&#8217;anno scorso, non ricordo il nome esatto, ma penso che fosse probabilmente sul fiume Imjin. Sono salito sull&#8217;osservatorio per vedere le montagne del nord, le fattorie e gli edifici. Sono sempre stato interessato alla Corea del Nord. Quando ho visitato Israele, ho avuto sensazioni simili, il popolo lì mi è sembrato abituato ai conflitti con i paesi limitrofi. Vivere in un&#8217;area particolare potrebbe non essere l&#8217;unica cosa da temere. La vita va comunque avanti. Spero che un giorno possa arrivare un futuro positivo sulla penisola. Non è necessariamente un problema politico. A prescindere se le due Coree siano unificate o meno, spero che potremo aiutare le persone dall&#8217;altra parte. È una questione di pari possibilità. Posso viaggiare liberamente e vedere cose interessanti in TV, ma quelli dall&#8217;altra parte non hanno scelta.</em></p>
<p><strong>Lo scorso anno, il vertice Sud-Nord è stato una questione importante nella penisola coreana . Ho visto molte notizie a riguardo.</strong></p>
<p><em>Sorprendentemente, ero a Seoul il giorno in cui si è tenuto il summit inter-coreano. La nostra generazione non ha mai pensato che una tale conversazione potesse essere possibile. Ma c&#8217;è stata una tale conversazione, ed entrambe le parti si sono incontrate di persona. Penso sia stato un inizio davvero audace.</em></p>
<p><strong>Tornando ai Linkin Park. Sono sicuro che sia davvero difficile, ma puoi dirmi come ti sei sentito quando hai saputo di Chester?</strong></p>
<p><em>Era il nostro migliore amico. Mi manca. I ragazzi si stanno prendendo cura di loro stessi e delle loro famiglie, ognuno sta affrontando a suo modo i problemi. E&#8230; ora la band ha iniziato a parlare di fare nuova musica insieme.</em></p>
<p><strong>I Linkin Park torneranno?</strong></p>
<p><em>Forse entro 10 anni? (Ride) Potrebbe volerci meno, ma non voglio fissare una data scadenza. Vogliamo solo concentrarci sul presente e parlare della musica, non stiamo discutendo di piani nel dettaglio. Voglio tornare a quei giorni in cui facevo musica in un magazzino.</em></p>
<p><strong>Se farete nuova musica, chi sostituirà la voce di Chester? State prendendo in considerazione l&#8217;assunzione di una persona esterna o di uno degli altri membri?</strong></p>
<p><em>Tutte le possibilità sono plausibili.</em></p>
<p><strong>Mi è stato detto che stai preparando una mostra fotografica per i Linkin Park.</strong></p>
<p><em>Proprio così. Durante il nostro ultimo tour, ho preso la macchina fotografica e ho scattato foto agli altri membri. Mentre mi esibivo, ho scattato foto a tutti i ragazzi, come una specie di capsula del tempo. Sarà visibile a Pechino, in Cina e a Shanghai, tre città dal 27 aprile al 3 maggio. Mi piacerebbe portarla in Corea, ma non ho ancora trovato un posto adeguato.</em></p>
<p><strong>Sei il primo musicista coreano-americano a vincere nella categoria popular music dei Grammy Awards. Come ti sei sentito a febbraio quando il gruppo K-Pop BTS è salito sul Red Carpet dei Grammy come vincitore?</strong></p>
<p><em>Ero geloso. (Ride) In termini di talento, scrittura e capacità compositive, la Corea al momento è la migliore. La nascita di una boy band stabile è un messaggio al mondo che la Corea sa creare musica incredibile. I BTS riescono a parlare al mondo su diversi livelli. Rispetto i BTS come i miei compagni di classe, non con mio fratello o sorella. Sono una squadra che ha trovato i propri colori. Come per loro, spero che più gruppi K-pop possano per fare musica per i fan di tutto il mondo. È anche possibile fare album in inglese o in altre lingue. Prendiamo come esempio la musica latina. La musica latina è diventata musica mainstream ed ha un&#8217;enorme fanbase. Nel mondo, la popolazione asiatica supera il popolazione latina, quindi è tutto possibile.</em></p>
<p><strong>Come è nato il video musicale &#8220;Waste It On Me&#8221;?</strong></p>
<p><em>C&#8217;è stato un periodo in cui i BTS venivano pesantemente pubblicizzati a Los Angeles. Molti personaggi famosi dell&#8217;industria musicale sono andati allo showcase dei BTS, tra cui il manager di Steve Aoki, il quale ha presentato Steve ai BTS, e Steve ha detto di aver visto in loro un astro nascente. Quindi, da &#8216;Mike Drop&#8217; a &#8216;Waste It On Me&#8217;, abbiamo iniziato a lavorare insieme. Poi è uscito il film &#8216;Crazy Rich Asians&#8217;, è stato un grande successo. È una rappresentazione molto importante per le persone orientali. Steve è giapponese-americano e io sono un coreano-americano, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato adatto. Purtroppo, in quel momento i BTS non erano disponibili per girare video musicali. Allora ho intervistato il comico coreano Ken Jung, attori asiatici di Hollywood e scrittori influenti. È diventato una specie di video musicale di un festival per gli asiatici.</em></p>
<p><strong>Quindi sei un dj, un artista, un regista di video musicali, un regista di film. Qual è la forza traiante tra vari campi?</strong></p>
<p><em>In realtà, diventare un musicista è stato un incidente quasi casuale nella mia vita. Ho sempre amato la musica, ma non ho mai seriamente considerato di far parte di una rock band o di diventare un dj conosciuto a livello globale. Al college ho preso la laurea in arte ed ho sempre amato fumetti ed illustrazioni, il che mi ha portato ad essere un &#8220;narratore visuale&#8221;. A volte penso con la vista, a volte attraverso l&#8217;udito. Le attività musicali sono fonte d&#8217;ispirazione per l&#8217;arte visiva e viceversa.</em></p>
<p><strong>Dopo l&#8217;apparizione in Superband, pensi di fare altro nell&#8217;intrattenimento coreano?</strong></p>
<p><em>Certo che voglio. Non mi interessano le attività pubblicitarie, ma non le eviterò se ne avrò un&#8217;opportunità. È stato inaspettato per me, tanto tempo fa, entrare a far parte dei Linkin Park. Voglio incontrare brave persone ed imparare cose nuove.</em></p>
<p><strong>L&#8217;episodio pilota di Superband ha fatto il suo debutto venerdì alle 9pm su JTBC, ed è un progetto che Hahn ha sempre voluto fare, esprimendo alte aspettative per lo spettacolo.</strong></p>
<p><em>Ho sempre voluto venire ad esibirmi qui. Quando ho ricevuto la chiamata per partecipare a questo show, ho pensato che fosse perfetto con il mio background nel mondo della musica.</em></p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Thanks to: <a href="https://linkinparkfcw.wixsite.com/lpfanclubworldwide/post/joe-hahn-interview-for-jtbc?fbclid=IwAR3RctS4Pu3Scek2FnTIT3v63ppNfYDLKZ10s5PYzhzHFrD_gn57cL_-1DY" target="_blank" rel="noopener">LPFanClubWorldwide</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/intervista-a-joe-stiamo-parlando-di-tornare-a-fare-musica-insieme/">Intervista a Joe: &#8220;Stiamo parlando di tornare a fare musica insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista esclusiva a Jim Louvau</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 15:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare in esclusiva Jim Louvau - musicista, fotografo e amico di lunga data di Chester - dopo la pubblicazione del nostro articolo riguardante la mostra fotografica svoltasi a Burbank il 20 marzo, in onore del compleanno del cantante. Ecco cosa ci ha raccontato!</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/">Intervista esclusiva a Jim Louvau</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h3 style="text-align: center;">&#8212;&#8211; ENGLISH VERSION BELOW &#8212;&#8211;</h3>
<p>Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare in esclusiva <strong>Jim Louvau</strong> &#8211; musicista, fotografo e amico di lunga data di <strong>Chester</strong> &#8211; dopo la pubblicazione del <a href="https://www.linkinpark.it/news/altro/jim-louvau-rende-omaggio-a-chester-con-una-mostra-fotografica/" target="_blank" rel="noopener">nostro articolo</a> riguardante la mostra fotografica svoltasi a Burbank il 20 marzo, in onore del compleanno del cantante.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Jim è stato così gentile da rispondere ad alcune curiosità che avevamo, ecco cosa ci ha raccontato!</p>
<p> </p>
<p><strong>Ciao Jim, grazie mille per la tua disponibilità a rispondere alle nostre domande e benvenuto su Linkin Park Italia. Prima facevi il musicista. Come è nata la passione per la fotografia?</strong></p>
<p><em>Sono ancora un musicista attivo, sono il frontman di una band metal che si chiama There Is No Us. Facciamo musica molto aggressiva e mi aiuta a tirare fuori l’energia che altrimenti terrei repressa. Sono entrato nel mondo della fotografia grazie al mio amore per la musica: ai concerti, invece di comprare magliette come tutti, volevo catturare l’energia e le sensazioni dello show senza dovermi preoccupare di vestire e lavare qualcosa continuamente per i due anni successivi.</em></p>
<p><strong>Il giorno del compleanno di Chester hai organizzato una mostra fotografica in suo onore, per celebrarlo. Con quale criterio hai scelto le foto?</strong></p>
<p><em>Ho tantissime foto di Chester, fatte sia sul palco che agli shooting per molti anni, quindi mi sono dovuto affidare all’istinto, scegliendo le foto che mi eccitavano di più. Volevo anche includere materiale che sapevo che sarebbe interessato ai fan. Inoltre ho voluto inserire anche qualcosa riguardo le sue campagne di beneficenza. Il restituire era importante per lui.</em></p>
<p><strong>Durante la mostra hai incontrato centinaia di fan venuti per celebrare Chester. Hai un ricordo più bello di quel giorno o c’è qualcosa che ti ha colpito in particolare?</strong></p>
<p><em>I fan sono stati fantastici e prima della mostra ero un po’ nervoso sulle loro reazioni perché alcune foto sono davvero grandi e realistiche. Sapevo che sarebbe stato emozionante per tutti, ma ho fatto del mio meglio per mettere le persone a proprio agio e per rendere l’evento una celebrazione della sua vita. Ho raccontato degli aneddoti a quelli che chiedevano qualcosa riguardo alcune foto nello specifico, mentre loro mi hanno raccontato di quando hanno incontrato Chester. È stato emozionante vedere alcuni fan con le mie foto tatuate sui loro corpi. Una persona ne aveva uno sul braccio fatto proprio quel giorno e aveva ancora la plastica sopra.</em></p>
<p><strong>Se dovessi descrivere Chester con tre foto, quali sarebbero?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3435" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%201.jpg" border="0" alt="" width="333" height="500" /></p>
<p><em>Questo è il Chester che conoscevo meglio. Il suo sorriso e la sua personalità risplendono in questa foto.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3438" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%202.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="600" height="400" /></p>
<p><em>Questo è il lato concentrato e malinconico di Chester. Questa foto è diventata iconica ed una delle sue foto più riconoscibili tra tutte quelle che gli sono state fatte.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3437" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%203.jpg" border="0" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><em>Questo è il lato “animale da palcoscenico” di Chester. È sempre stata la sua caratterista da performer che preferivo.</em></p>
<p><strong>Con la tua macchina fotografica sei riuscito a catturare e rendere eterni tanti attimi della vita di Chester. C’è un’emozione, un aspetto o un tratto di lui che amavi particolarmente fotografare?</strong></p>
<p><em>Per tutti gli anni in cui abbiamo fatto foto insieme, sinceramente non pensavo moltissimo all’immagine mentre ci lavoravamo. Si trattava più del fare foto ad un mio amico, che tra l’altro mi prendeva sempre in giro dicendo “Non capisco come mai ti piaccia farmi così tante foto, visto che ho solo due espressioni”. Il che era anche vero quando si trattava di ritratti, ma sapevo di poter catturare diversi suoi lati continuando a scattare. Scherzavamo così tanto durante gli shooting che era difficile estrapolare una sensazione seria.</em></p>
<p><strong>Raccontaci qual è la cosa più divertente successa ad uno shooting con Chester!</strong></p>
<p><em>Non posso raccontarvi la cosa più divertente successa durante uno shooting, anche se ho un video di quello che è successo [ride, ndr]. Posso però raccontare una storia divertente successa durante un concerto. Ogni volta che Chester mi vedeva fare foto o anche solo nel pubblico, veniva sempre vicino a fare facce divertenti, oppure mi indicava nella folla. A Phoenix, nel 2011, io e mia moglie eravamo nel pubblico, lontano dal palco e durante “Crawling” Chester ci ha indicato e salutato, ma poi ha dimenticato di iniziare a cantare la seconda strofa!</em></p>
<p><strong>Sappiamo che parte del ricavato della mostra è stato devoluto a 320 Change Direction e per questo ci teniamo a ringraziarti. Secondo te in che modo la fotografia potrebbe aiutare nella lotta allo stigma?</strong></p>
<p><em>Voglio continuare a raccogliere fondi per 320 Changes Direction nel futuro con mostre (se ne avrò la possibilità) e stampe perché, dopo la scomparsa di Chester, moltissime persone che ignoravano l’importanza della sensibilizzazione sul benessere mentale ora capiscono che è un problema serio. Se questo fa la differenza anche solo per una persona, allora è un grande passo avanti. Creare arte in ogni campo può combattere la depressione e altre malattie simili. Molti grandi artisti del passato e del presente sono anime torturate e la creatività è uno strumento per combattere questi demoni.</em></p>
<p><strong>Dalle tue ultime dichiarazioni hai parlato di replicare la tua mostra. Stai concretamente pensando di fare una mostra itinerante in giro per il mondo oppure hai mai pensato di farne il libro fotografico?</strong></p>
<p><em>Questa è una domanda che mi fanno quasi ogni giorno da quando ho annunciato la mostra a Los Angeles. Sono aperto all’idea di farne altre perchè so quanto significhi per i fan e mi darebbe anche la possibilità di raccogliere più denaro. Queste mostre non sono semplici da organizzare e trasportare foto così grandi senza danneggiarle è ancora più difficile. Detto questo vorrei farne qualcun’altra negli Stati Uniti quest’anno e poi continuare. So che anche i fan d’oltreoceano vorrebbero vedere la mostra, quindi forse bisognerebbe trovare un luogo abbastanza centrale come location. Prima di pensare ad un libro voglio esplorare la possibilità di fare più mostre.</em></p>
<p> </p>
<h3 style="text-align: center;">&#8212;&#8211; ENGLISH VERSION &#8212;&#8211;</h3>
<p>We had the pleasure to have a exclusive chat with <strong>Jim Louvau</strong> &#8211; musician, photographer and lifelong friend of <strong>Chester</strong> &#8211; after we published our article regarding the photo exhibit he did in Burbank on March 20th, to celebrate Chester’s 43rd birthday.</p>
<p>Jim was kind enough to answer to our questions, here you can find what he told us!</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Hi Jim, welcome to Linkin Park Italia! First of all, thank you for your courtesy to answer our questions. You used to be a musician. How did you get into photography?</strong></p>
<p><em style="font-size: 12.16px;">I am actually still an active musician and I front a metal band called There Is No Us. It&#8217;s very aggressive and helps me get out pent up energy. I got into photography because of my love for music, instead of buying a t-shirt from a concert like everyone else I wanted to capture the energy and vibe of a show and not have to worry about wearing it out of two years worth of washes.</em></p>
<p><strong>On Chester’s birthday you organized a photo exhibit in his honor, to celebrate his life. What criteria you chose to pick up the pictures to showcase?</strong></p>
<p><em>I have so many photos of Chester from working with him on and off the stage for so many years that I basically just had to go with my instinct right away with images that excited me. I also wanted to include some stuff that I knew fans have shown interest in. I did, however, want to include some of the charity work that he did as well. Giving back was important to him.</em></p>
<p><strong>During the exhibition you met hundreds of fans who came to honor Chester. Which is your favorite memory of that day or is there something that highly impressed you?</strong></p>
<p><em>The fans were great and beforehand I was honestly a little nervous of how they&#8217;d react to the exhibit because some of these images were so huge and life-like. I knew it would be emotional for everyone attending but I tried to do my best to make people feel comfortable and make the events a celebration of his life. I shared stories with people who asked about specific photos and fans shared stories with me whether they had met Chester or not everyone had a great memory to share. I was really taken back when fans would show up with tattoos of my photos on their bodies, there was one fan who had just gotten one of my photos tattoed on his arm that day and it still had plastic on it.</em></p>
<p><strong>If you had to describe Chester through three photographs, what would they be?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3435" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%201.jpg" border="0" alt="" width="333" height="500" /></p>
<p><em>This is the Chester that I knew the most, his smile and personality shine through in this image.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3438" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%202.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="600" height="400" /></p>
<p><em>This is the focused yet melancholy side of Chester. This photo has now become iconic and is one of the most recognizable photos ever taken of him. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3437" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%203.jpg" border="0" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><em>This is the beast mode side of Chester on stage, this was always my favorite characteristic of him as a performer.</em></p>
<p><strong>With your camera you have been able to catch and perpetuate a lot of moments of Chester’s life. Is there an emotion, one thing or one trait of him that you loved to capture the most?</strong></p>
<p><em>Over the years that we made these photographs together, I honestly didn&#8217;t put a ton of thought into what the images as we created them. It was more just me taking photos of my friend, he did, however, use to joke with me saying &#8220;I don&#8217;t know why you like taking photos of me you know I only have two looks.&#8221; Which was kind of true when it came to portraits but I knew if I just kept snapping away I could capture a different side of him. We joked around so often when we did photoshoots that it was hard to get a serious vibe from him.</em></p>
<p><strong>Tell us the funniest thing that happened during a shooting with Chester, please!</strong></p>
<p><em>I can&#8217;t share the funniest story during a shoot but I do have a video of it haha. I do have a funny story about a live show that I can share. Whenever Chester would see my shooting or even in the crowd he would always come over and make a funny face at me or point at me in the crowd. In 2011 in Phoenix, my wife and I were standing pretty far back in the crowd and during &#8220;Crawling&#8221; Chester pointed at us and said hello then he forgot to come in during the second verse.</em></p>
<p><strong>We know that part of the proceeds from your photo exhibit have been devolved to 320 Changes Direction, and we would like to thank you for that. According to you, how photography could help to fight the mental health stigma?</strong></p>
<p><em>I plan to continue raising money for 320 Changes Direction through possible future exhibits and prints because in light of Chester&#8217;s passing a large part of the population who didn&#8217;t know the importance of mental health awareness now understands it&#8217;s a real issue. If it makes a difference for even one person that&#8217;s a huge step in the right direction. Creating art in any medium can help fight depression and mental illness, some of the greatest artists past and present are toured souls and creativity is a tool to fight those demons.</em></p>
<p><strong>From your most recent statements you talked about doing a few more of this photo exhibit. Are you seriously thinking about making it a travelling exhibition around the world or have you ever thought about making a photo book of it?</strong></p>
<p><em>This is a question that I got almost every day since I announce the Los Angeles exhibits. I am open to the idea of doing more as I know how much it means to the fans and it also gives me a chance to raise more money. These shows aren&#8217;t easy to put together and getting these massive photographs from place to place and keeping them from getting damaged is even harder. With that said I&#8217;d like to do a couple more in the states this year and go from there. I know the fans overseas would love to see the exhibit as well so maybe looking into a centralized location to do it might be something to look into. Let&#8217;s get through these exhibits before we explore a book idea. </em></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/">Intervista esclusiva a Jim Louvau</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 07:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Talinda, oltre ad Anna, è stata recentemente intervistata su Inner Space, riguardo la scomparsa di Chester e il modo di affrontare la perdita. Potete trovare qui la traduzione del podcast.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/">Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche <strong>Talinda</strong>, oltre ad <a href="https://www.linkinpark.it/news/altro/anna-shinoda-intervistata-su-inner-space/" target="_blank" rel="noopener">Anna Shinoda</a>, è stata recentemente intervistata su <strong>Inner Space</strong> dalla Dott.ssa <strong>Barbara Van Dahlen</strong>, riguardo la scomparsa di <strong>Chester</strong> e il modo di affrontare la perdita. Potete trovare il podcast <a href="https://open.spotify.com/show/5opz4LaKjvynxZxqZK2Et4#_=_" target="_blank" style="font-size: 12.16px;" rel="noopener">qui</a> (nell&#8217;episodio intitolato &#8220;Entertainment &amp; Emotional Well-Being&#8221;) e la traduzione dell&#8217;intervista di seguito.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Sono qui con la mia amica Talinda Bennington per parlare di come si sia connessa con i fan di Chester a seguito della sua morte per suicidio, di come condividere la sua storia con loro e con il mondo intero abbia aiutato altri che soffrivano e di come abbia aiutato lei stessa a star meglio.</strong></p>
<p><strong>Facciamo un passo indietro al 2017 – puoi raccontare di come tu stessi cercando un partner, cosa che ha portato alla nostra conoscenza attraverso amici in comune? Torniamo indietro a quella dura estate&#8230;</strong></p>
<p><em>Assolutamente. È parte della storia, quindi&#8230; Nel luglio del 2017 mio marito si è tolto la vita. È stato del tutto inaspettato e l’ha fatto in un momento in cui tutti noi pensavamo che stesse bene. Mi ha lasciata con dei bambini molto piccoli. Ben presto mi sono resa conto di dover trovare un modo per spiegare loro la morte del padre, un modo che non fosse pieno di vergogna, che non fosse imbarazzante e, soprattutto, che gli facesse capire che non è stata colpa loro. Quindi ho iniziato a provare ad inserirmi nel mondo della salute mentale, a vedere quali organizzazioni ci fossero in giro, pensavo che forse ne avrei potuta fondare una, ed è così che mi sono imbattuta in Give An Hour e Change Direction. Ho immediatamente capito che avevamo la stessa visione e ho voluto unirmi.</em></p>
<p><strong>Voglio tornare un attimo su quel che hai detto per i nostri ascoltatori, c’è un aspetto di questa storia di cui io e te abbiamo già parlato e che per me è molto importante. In quei primi tempi in cui tu e la tua famiglia stavate affrontando un dolore enorme, hai avuto una forza davvero grande nel prenderti cura dei tuoi bambini, nell’assicurarti che fossero protetti dalle crudeltà della nostra società riguardo la morte di una persona cara per suicidio. Puoi riflettere su questo, sul perché e sul come, o forse non c’era un perché, forse è stato istintivo capire che era molto importante per loro e per la nostra società, visto che sei una madre fantastica. Come è successo?</strong></p>
<p><em>Penso che sia stato in gran parte istintivo, per proteggerli. Sapevo che non avevano bisogno di protezione solo per qualche mese. Pensavo a quando i bambini andranno alle superiori, a quando il papà sarà scomparso da 10 anni e loro dovranno raccontare quella storia, come la racconteranno? E sapevo che Chester non avrebbe mai voluto lasciarci alcun peso, in particolare uno disonorevole, e sapevo che lui non ha scelto di morire perché voleva ferirci o perché è stato egoista &#8211; era malato. Ho pensato che questo può essere spiegato ad altre persone, che possono comprendere la salute mentale, il benessere mentale e il prendersi cura di se stessi, e questo diminuirà la vergogna, aprirà il dialogo e creerà una condizione più favorevole per dire ‘sto soffrendo’ o ‘non mi sento felice’, o qualunque cosa sia, e anche per loro, tra dieci anni, per dire ‘sono triste perché mi manca mio padre’. Troppo spesso le famiglie che hanno perso qualcuno per suicidio non ne parlano più, è come se quella persona non fosse mai esistita. Non avrei mai permesso che accadesse.</em></p>
<p><strong>Vorrei anche che tu condividessi quel che hai visto online, quasi immediatamente, con le persone che seguivano i Linkin Park, che seguivano te, e che nei primi giorni, settimane, mesi, soffrivano per la morte di Chester. Ovviamente la tua famiglia in maniera più intensa, ma i fan hanno accusato il colpo in maniera diversa. Parla di quello che hai visto e cosa hai contribuito a fare, perché è il riflesso di quello che hai appena detto a proposito del potere di aiutare gli altri.</strong></p>
<p><em>Dopo la sua morte, ero su Twitter, di notte, perché non riuscivo a dormire. Ricevevo messaggi dai fan che dicevano di non sapere come andare avanti senza di lui e cose del genere, messaggi su messaggi di persone che dicevano di non farcela, e sapevo, dentro me, che non era quel che Chester avrebbe voluto, amava i suoi fan. Sapevo anche, però, che non avrei potuto aiutare gli altri da me, perché io stessa me la cavavo a stento. Ho iniziato a ritwittare i tweet delle persone che dicevano di soffrire, e ho usato l’hashtag #LPFamily, chiedendo alla famiglia di sollevare ed offrire parole di amore e supporto alle persone che avevano scritto quei tweet. E la cosa è decollata, Twitter è stato uno spazio per aiutare e per guarire aiutando. È così che è iniziata. </em></p>
<p><strong>Adesso è passato un anno e mezzo e questo succede ancora, e lo so perché mi è capitato di essere con te quando hai raccontato che qualcuno aveva condiviso qualcosa e che tu abbia capovolto la situazione, e adesso lo fanno tra di loro. Cosa pensi, qual è stata scintilla che è scoccata quando hai deciso che avresti inseguito e imparato cosa sarebbe stato utile e hai capito che ti stava aiutando e hai visto persone nella community aiutarsi a vicenda. Cosa credi sia successo?</strong></p>
<p><em>Penso sia la risposta al cambiamento di questo problema che abbiamo, di star male di nascosto. Credo che aiuti a cambiare direzione, a cambiare la cultura che riguarda la salute mentale. Penso che è questa la risposta, perché credo che se noi tutti ascoltassimo, e possiamo imparare ad ascoltare, e condividessimo, potremmo farlo nel nostro cerchio. E da lì la cosa potrebbe espandersi ed andare avanti.</em></p>
<p><strong>È capitato ad entrambe di vivere quest’esperienza, in giro, ad un evento o ad un dibattito. Tu racconti la tua storia, io racconto la mia storia, spieghiamo perché facciamo questo lavoro e perché facciamo quel che stiamo facendo, e le persone vengono e vogliono condividere, vogliono essere ascoltati, vogliono solo che tu li ascolti, ed è una cosa davvero importante, non è così? </strong></p>
<p><em>Lo è davvero, è molto importante. Non dimentico mai che potrei essere la persona a cui raccontano queste cose per la prima volta, quindi, quando ascolto quelle storie che a volte possono essere difficili da ascoltare e possono colpirmi particolarmente, in quei momenti provo ad essere presente per la persona con cui sto parlando, la ascolto, cerco di ricordarlo e quando la conversazione finisce, la lascio lì. </em></p>
<p><strong>Prima di parlare del lavoro che stiamo facendo, cos’hai visto fuori, nel mondo? E non intendo ai nostri eventi in cui spesso parliamo con persone che sono già sulla nostra stessa linea, ma ad esempio durante quest’evento che abbiamo fatto, la 5 miglia, diverse persone sono venute a dirmi di non averne mai parlato con nessuno prima, quindi, molte delle persone che hanno partecipato, non erano già parte di questa conversazione. Ma quando sei fuori nel mondo, e non ad uno dei nostri eventi o ad un evento che si focalizza sul benessere emotivo e mentale, come rispondono le persone o come parlano del suicidio, della depressione, dell’ansia? Cosa hai visto, come siamo messi?</strong></p>
<p><em>Ci sono persone che me ne hanno parlato e sempre negli stessi termini. Erano grati del fatto che si fosse aperta la conversazione, mi hanno raccontato storie riguardo le persone che hanno perso e hanno condiviso i loro pensieri. Nel mio mondo, penso che vada meglio. Nelle scuole, nelle community, mi è stato chiesto di parlare a diverse cerimonie, quindi penso che stiamo andando avanti. </em></p>
<p><strong>E come pensi che riusciremo a capire di aver raggiunto il nostro obiettivo, della serie ‘ok, il cambiamento culturale è avvenuto!’. Come ce ne accorgeremo, che ne pensi?</strong></p>
<p><em>È una bella domanda. Penso che vedremo annunci nazionali, penso ci sarà una checklist quando si va dal dottore, penso che le aziende includeranno un maggiore supporto emotivo…</em></p>
<p><strong>E insegneremo il benessere emotivo ai bambini a scuola! Quindi ci sono cose che possiamo osservare, e le persone possono partecipare in tanti modi. Penso che spesso le persone ti guardino e pensino ‘wow, è così forte, coraggiosa, è fantastica’, il che è tutto vero, tra l’altro. Ma io so, in quanto tua amica, che è passato un anno e mezzo da quando hai perso Chester. E non è sempre facile.</strong></p>
<p><em>No, certo che no.</em></p>
<p><strong>E non va sempre tutto bene.</strong></p>
<p><em>No, no. Non è sempre facile e non va sempre tutto bene. Quel che faccio è concedermi lo spazio per non star bene. Ho un bel sistema di supporto di cui tu stessa fai parte, per quando le cose si fanno difficili per me, per rendermi conto delle situazioni che potrebbero turbarmi, per mantenermi al sicuro emotivamente. Sto attenta ai miei bambini, per la loro sicurezza emotiva. Fa tutto parte del pacchetto. </em></p>
<p><strong>Sono davvero orgogliosa della mia amica Talinda, per il modo in cui onora Chester, suo marito, e per aver aperto un dialogo per molti. È anche una madre fantastica che sta aiutando i propri figli ad imparare ad essere aperti riguardo il loro stato emotivo.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/">Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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