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	<title>Altro Archivi - LINKIN PARK ITALIA</title>
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	<title>Altro Archivi - LINKIN PARK ITALIA</title>
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	<item>
		<title>In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 14:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno di due mesi fa è uscita <strong>"In the End"</strong>, prima biografia (non ufficiale) italiana di <strong>Chester Bennington</strong>. Il libro, scritto da <strong>Rosanna Costantino</strong> e pubblicato da <strong>Gli Scrittori Della Porta Accanto</strong>, ripercorre la vita e la carriera del cantante, mettendone in luce le varie caratteristiche e raccontando diversi retroscena. Oltre a ciò, è presente una sezione finale che riflette sulla depressione e gli altri disturbi psicologici, richiamando l’importanza di una corretta informazione su questo tipo di malattie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/">In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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<p>Meno di due mesi fa è uscita <strong>&#8220;In the End&#8221;</strong>, prima biografia (non ufficiale) italiana di <strong>Chester Bennington</strong>. Il libro, scritto da <strong>Rosanna Costantino</strong> e pubblicato da <strong>Gli Scrittori Della Porta Accanto</strong>, ripercorre la vita e la carriera del cantante, mettendone in luce le varie caratteristiche e raccontando diversi retroscena. Oltre a ciò, è presente una sezione finale che riflette sulla depressione e gli altri disturbi psicologici, richiamando l’importanza di una corretta informazione su questo tipo di malattie.</p>



<p>Come dichiarato dalla stessa autrice nelle stesse pagine del libro la biografia è frutto, oltre che del bisogno di esteriorizzare ed elaborare il lutto (che, inutile nasconderlo, ha colpito tutti i fan di Chester), di una minuziosa opera di ricerca e documentazione. Le informazioni provengono infatti da innumerevoli fonti e interviste pubblicate del corso degli anni (sia a Chester che a familiari, amici e compagni di band) e per la prima volta sono state raccolte in un unico testo in italiano per una lettura che può senza dubbio intrattenere il fan più navigato come quello novizio.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="1400" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover.jpg" alt="in the end" class="wp-image-3533" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover.jpg 1000w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-549x768.jpg 549w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-771x1080.jpg 771w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2021/04/InTheEndBiografiaCover-768x1075.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Partendo dalla difficile infanzia di Bennington, attraverso le violenze subite e le dipendenze, il libro illustra come il cantante sia stato capace a distinguersi fin dall’adolescenza, accumulando esperienze su esperienze anche con ragazzi più grandi grazie all’attitudine, alla voglia di rivalsa e alla sua ugola miracolata. Il testo concentra (a ragione) diversi capitoli sui primi passi di Chester nel mondo della musica, ed è forse questa la parte che può risultare più interessante al fan medio dei <strong>Linkin Park</strong>, in quanto in genere meno conosciuta. L’inizio della passione per la musica, i primi concerti da spettatore, i primi passi del mondo della musica con i <strong>Grey Daze</strong>: tutti questi aspetti vengono ripercorsi e raccontati con puntualità, così come l’occasione d’oro di entrare nei Linkin Park, quando ormai si era quasi rassegnato a vivere una vita normale dopo lo scioglimento dei Grey Daze, e il difficile periodo di scrittura di <strong>Hybrid Theory</strong>, stimolante dal punto di vista artistico quanto complicato dal punto di vista pratico. Una storia di passione e redenzione che non può lasciare indifferenti.</p>



<p>La parte centrale della biografia si concentra invece sulla carriera dei Linkin Park e sugli innumerevoli progetti paralleli di Chester (Dead By Sunrise, Stone Temple Pilots, Camp Freddy ecc), raccontando la nascita dei vari album e descrivendone il sound, le ragioni e i singoli pezzi con le stesse parole di Bennington e compagni. In parallelo viene analizzata la vita privata del cantante e la continua lotta contro i propri disturbi, nello stesso modo onesto e razionale con cui lui stesso si era convinto a parlarne. Il testo prosegue poi raccontando i tristi momenti della sua scomparsa e ripercorrendo le reazioni di fan e musicisti di tutto il mondo, uniti nel cordoglio e nella celebrazione di un punto di riferimento per la musica e non solo.&nbsp;</p>



<p>Forse ancora più importanza rivestono gli ultimi capitoli, nei quali, oltre a raccontare il percorso musicale terapeutico di <strong>Mike Shinoda</strong> degli ultimi anni, fatto di album e concerti, l’autrice si focalizza sul grosso problema dei disturbi psicologici, illustrando anche l’enorme lavoro che negli ultimi anni sta portando avanti <strong>Talinda</strong>, moglie di Chester.&nbsp;</p>



<p>Ringraziando <a href="https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/" target="_blank" rel="noopener">Gli Scrittori Della Porta Accanto</a> e Rosanna, facciamo i complimenti per questa pubblicazione che, come già detto, rimane sicuramente consigliata per tutti i fan dei Linkin Park (e non solo): i meno esperti potranno scoprire moltissimi retroscena, mentre per gli altri rimarrà comunque una lettura piacevole ed emozionante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/in-the-end-una-biografia-non-ufficiale-di-chester-bennington/">In The End: una biografia non ufficiale di Chester Bennington</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista esclusiva a Jim Louvau</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 15:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare in esclusiva Jim Louvau - musicista, fotografo e amico di lunga data di Chester - dopo la pubblicazione del nostro articolo riguardante la mostra fotografica svoltasi a Burbank il 20 marzo, in onore del compleanno del cantante. Ecco cosa ci ha raccontato!</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/">Intervista esclusiva a Jim Louvau</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h3 style="text-align: center;">&#8212;&#8211; ENGLISH VERSION BELOW &#8212;&#8211;</h3>
<p>Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare in esclusiva <strong>Jim Louvau</strong> &#8211; musicista, fotografo e amico di lunga data di <strong>Chester</strong> &#8211; dopo la pubblicazione del <a href="https://www.linkinpark.it/news/altro/jim-louvau-rende-omaggio-a-chester-con-una-mostra-fotografica/" target="_blank" rel="noopener">nostro articolo</a> riguardante la mostra fotografica svoltasi a Burbank il 20 marzo, in onore del compleanno del cantante.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Jim è stato così gentile da rispondere ad alcune curiosità che avevamo, ecco cosa ci ha raccontato!</p>
<p> </p>
<p><strong>Ciao Jim, grazie mille per la tua disponibilità a rispondere alle nostre domande e benvenuto su Linkin Park Italia. Prima facevi il musicista. Come è nata la passione per la fotografia?</strong></p>
<p><em>Sono ancora un musicista attivo, sono il frontman di una band metal che si chiama There Is No Us. Facciamo musica molto aggressiva e mi aiuta a tirare fuori l’energia che altrimenti terrei repressa. Sono entrato nel mondo della fotografia grazie al mio amore per la musica: ai concerti, invece di comprare magliette come tutti, volevo catturare l’energia e le sensazioni dello show senza dovermi preoccupare di vestire e lavare qualcosa continuamente per i due anni successivi.</em></p>
<p><strong>Il giorno del compleanno di Chester hai organizzato una mostra fotografica in suo onore, per celebrarlo. Con quale criterio hai scelto le foto?</strong></p>
<p><em>Ho tantissime foto di Chester, fatte sia sul palco che agli shooting per molti anni, quindi mi sono dovuto affidare all’istinto, scegliendo le foto che mi eccitavano di più. Volevo anche includere materiale che sapevo che sarebbe interessato ai fan. Inoltre ho voluto inserire anche qualcosa riguardo le sue campagne di beneficenza. Il restituire era importante per lui.</em></p>
<p><strong>Durante la mostra hai incontrato centinaia di fan venuti per celebrare Chester. Hai un ricordo più bello di quel giorno o c’è qualcosa che ti ha colpito in particolare?</strong></p>
<p><em>I fan sono stati fantastici e prima della mostra ero un po’ nervoso sulle loro reazioni perché alcune foto sono davvero grandi e realistiche. Sapevo che sarebbe stato emozionante per tutti, ma ho fatto del mio meglio per mettere le persone a proprio agio e per rendere l’evento una celebrazione della sua vita. Ho raccontato degli aneddoti a quelli che chiedevano qualcosa riguardo alcune foto nello specifico, mentre loro mi hanno raccontato di quando hanno incontrato Chester. È stato emozionante vedere alcuni fan con le mie foto tatuate sui loro corpi. Una persona ne aveva uno sul braccio fatto proprio quel giorno e aveva ancora la plastica sopra.</em></p>
<p><strong>Se dovessi descrivere Chester con tre foto, quali sarebbero?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3435" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%201.jpg" border="0" alt="" width="333" height="500" /></p>
<p><em>Questo è il Chester che conoscevo meglio. Il suo sorriso e la sua personalità risplendono in questa foto.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3438" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%202.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="600" height="400" /></p>
<p><em>Questo è il lato concentrato e malinconico di Chester. Questa foto è diventata iconica ed una delle sue foto più riconoscibili tra tutte quelle che gli sono state fatte.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3437" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%203.jpg" border="0" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><em>Questo è il lato “animale da palcoscenico” di Chester. È sempre stata la sua caratterista da performer che preferivo.</em></p>
<p><strong>Con la tua macchina fotografica sei riuscito a catturare e rendere eterni tanti attimi della vita di Chester. C’è un’emozione, un aspetto o un tratto di lui che amavi particolarmente fotografare?</strong></p>
<p><em>Per tutti gli anni in cui abbiamo fatto foto insieme, sinceramente non pensavo moltissimo all’immagine mentre ci lavoravamo. Si trattava più del fare foto ad un mio amico, che tra l’altro mi prendeva sempre in giro dicendo “Non capisco come mai ti piaccia farmi così tante foto, visto che ho solo due espressioni”. Il che era anche vero quando si trattava di ritratti, ma sapevo di poter catturare diversi suoi lati continuando a scattare. Scherzavamo così tanto durante gli shooting che era difficile estrapolare una sensazione seria.</em></p>
<p><strong>Raccontaci qual è la cosa più divertente successa ad uno shooting con Chester!</strong></p>
<p><em>Non posso raccontarvi la cosa più divertente successa durante uno shooting, anche se ho un video di quello che è successo [ride, ndr]. Posso però raccontare una storia divertente successa durante un concerto. Ogni volta che Chester mi vedeva fare foto o anche solo nel pubblico, veniva sempre vicino a fare facce divertenti, oppure mi indicava nella folla. A Phoenix, nel 2011, io e mia moglie eravamo nel pubblico, lontano dal palco e durante “Crawling” Chester ci ha indicato e salutato, ma poi ha dimenticato di iniziare a cantare la seconda strofa!</em></p>
<p><strong>Sappiamo che parte del ricavato della mostra è stato devoluto a 320 Change Direction e per questo ci teniamo a ringraziarti. Secondo te in che modo la fotografia potrebbe aiutare nella lotta allo stigma?</strong></p>
<p><em>Voglio continuare a raccogliere fondi per 320 Changes Direction nel futuro con mostre (se ne avrò la possibilità) e stampe perché, dopo la scomparsa di Chester, moltissime persone che ignoravano l’importanza della sensibilizzazione sul benessere mentale ora capiscono che è un problema serio. Se questo fa la differenza anche solo per una persona, allora è un grande passo avanti. Creare arte in ogni campo può combattere la depressione e altre malattie simili. Molti grandi artisti del passato e del presente sono anime torturate e la creatività è uno strumento per combattere questi demoni.</em></p>
<p><strong>Dalle tue ultime dichiarazioni hai parlato di replicare la tua mostra. Stai concretamente pensando di fare una mostra itinerante in giro per il mondo oppure hai mai pensato di farne il libro fotografico?</strong></p>
<p><em>Questa è una domanda che mi fanno quasi ogni giorno da quando ho annunciato la mostra a Los Angeles. Sono aperto all’idea di farne altre perchè so quanto significhi per i fan e mi darebbe anche la possibilità di raccogliere più denaro. Queste mostre non sono semplici da organizzare e trasportare foto così grandi senza danneggiarle è ancora più difficile. Detto questo vorrei farne qualcun’altra negli Stati Uniti quest’anno e poi continuare. So che anche i fan d’oltreoceano vorrebbero vedere la mostra, quindi forse bisognerebbe trovare un luogo abbastanza centrale come location. Prima di pensare ad un libro voglio esplorare la possibilità di fare più mostre.</em></p>
<p> </p>
<h3 style="text-align: center;">&#8212;&#8211; ENGLISH VERSION &#8212;&#8211;</h3>
<p>We had the pleasure to have a exclusive chat with <strong>Jim Louvau</strong> &#8211; musician, photographer and lifelong friend of <strong>Chester</strong> &#8211; after we published our article regarding the photo exhibit he did in Burbank on March 20th, to celebrate Chester’s 43rd birthday.</p>
<p>Jim was kind enough to answer to our questions, here you can find what he told us!</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Hi Jim, welcome to Linkin Park Italia! First of all, thank you for your courtesy to answer our questions. You used to be a musician. How did you get into photography?</strong></p>
<p><em style="font-size: 12.16px;">I am actually still an active musician and I front a metal band called There Is No Us. It&#8217;s very aggressive and helps me get out pent up energy. I got into photography because of my love for music, instead of buying a t-shirt from a concert like everyone else I wanted to capture the energy and vibe of a show and not have to worry about wearing it out of two years worth of washes.</em></p>
<p><strong>On Chester’s birthday you organized a photo exhibit in his honor, to celebrate his life. What criteria you chose to pick up the pictures to showcase?</strong></p>
<p><em>I have so many photos of Chester from working with him on and off the stage for so many years that I basically just had to go with my instinct right away with images that excited me. I also wanted to include some stuff that I knew fans have shown interest in. I did, however, want to include some of the charity work that he did as well. Giving back was important to him.</em></p>
<p><strong>During the exhibition you met hundreds of fans who came to honor Chester. Which is your favorite memory of that day or is there something that highly impressed you?</strong></p>
<p><em>The fans were great and beforehand I was honestly a little nervous of how they&#8217;d react to the exhibit because some of these images were so huge and life-like. I knew it would be emotional for everyone attending but I tried to do my best to make people feel comfortable and make the events a celebration of his life. I shared stories with people who asked about specific photos and fans shared stories with me whether they had met Chester or not everyone had a great memory to share. I was really taken back when fans would show up with tattoos of my photos on their bodies, there was one fan who had just gotten one of my photos tattoed on his arm that day and it still had plastic on it.</em></p>
<p><strong>If you had to describe Chester through three photographs, what would they be?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3435" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%201.jpg" border="0" alt="" width="333" height="500" /></p>
<p><em>This is the Chester that I knew the most, his smile and personality shine through in this image.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3438" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%202.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="600" height="400" /></p>
<p><em>This is the focused yet melancholy side of Chester. This photo has now become iconic and is one of the most recognizable photos ever taken of him. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3437" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/04/Chester%20by%20Jim%203.jpg" border="0" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><em>This is the beast mode side of Chester on stage, this was always my favorite characteristic of him as a performer.</em></p>
<p><strong>With your camera you have been able to catch and perpetuate a lot of moments of Chester’s life. Is there an emotion, one thing or one trait of him that you loved to capture the most?</strong></p>
<p><em>Over the years that we made these photographs together, I honestly didn&#8217;t put a ton of thought into what the images as we created them. It was more just me taking photos of my friend, he did, however, use to joke with me saying &#8220;I don&#8217;t know why you like taking photos of me you know I only have two looks.&#8221; Which was kind of true when it came to portraits but I knew if I just kept snapping away I could capture a different side of him. We joked around so often when we did photoshoots that it was hard to get a serious vibe from him.</em></p>
<p><strong>Tell us the funniest thing that happened during a shooting with Chester, please!</strong></p>
<p><em>I can&#8217;t share the funniest story during a shoot but I do have a video of it haha. I do have a funny story about a live show that I can share. Whenever Chester would see my shooting or even in the crowd he would always come over and make a funny face at me or point at me in the crowd. In 2011 in Phoenix, my wife and I were standing pretty far back in the crowd and during &#8220;Crawling&#8221; Chester pointed at us and said hello then he forgot to come in during the second verse.</em></p>
<p><strong>We know that part of the proceeds from your photo exhibit have been devolved to 320 Changes Direction, and we would like to thank you for that. According to you, how photography could help to fight the mental health stigma?</strong></p>
<p><em>I plan to continue raising money for 320 Changes Direction through possible future exhibits and prints because in light of Chester&#8217;s passing a large part of the population who didn&#8217;t know the importance of mental health awareness now understands it&#8217;s a real issue. If it makes a difference for even one person that&#8217;s a huge step in the right direction. Creating art in any medium can help fight depression and mental illness, some of the greatest artists past and present are toured souls and creativity is a tool to fight those demons.</em></p>
<p><strong>From your most recent statements you talked about doing a few more of this photo exhibit. Are you seriously thinking about making it a travelling exhibition around the world or have you ever thought about making a photo book of it?</strong></p>
<p><em>This is a question that I got almost every day since I announce the Los Angeles exhibits. I am open to the idea of doing more as I know how much it means to the fans and it also gives me a chance to raise more money. These shows aren&#8217;t easy to put together and getting these massive photographs from place to place and keeping them from getting damaged is even harder. With that said I&#8217;d like to do a couple more in the states this year and go from there. I know the fans overseas would love to see the exhibit as well so maybe looking into a centralized location to do it might be something to look into. Let&#8217;s get through these exhibits before we explore a book idea. </em></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-esclusiva-a-jim-louvau/">Intervista esclusiva a Jim Louvau</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 07:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Talinda, oltre ad Anna, è stata recentemente intervistata su Inner Space, riguardo la scomparsa di Chester e il modo di affrontare la perdita. Potete trovare qui la traduzione del podcast.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/">Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche <strong>Talinda</strong>, oltre ad <a href="https://www.linkinpark.it/news/altro/anna-shinoda-intervistata-su-inner-space/" target="_blank" rel="noopener">Anna Shinoda</a>, è stata recentemente intervistata su <strong>Inner Space</strong> dalla Dott.ssa <strong>Barbara Van Dahlen</strong>, riguardo la scomparsa di <strong>Chester</strong> e il modo di affrontare la perdita. Potete trovare il podcast <a href="https://open.spotify.com/show/5opz4LaKjvynxZxqZK2Et4#_=_" target="_blank" style="font-size: 12.16px;" rel="noopener">qui</a> (nell&#8217;episodio intitolato &#8220;Entertainment &amp; Emotional Well-Being&#8221;) e la traduzione dell&#8217;intervista di seguito.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Sono qui con la mia amica Talinda Bennington per parlare di come si sia connessa con i fan di Chester a seguito della sua morte per suicidio, di come condividere la sua storia con loro e con il mondo intero abbia aiutato altri che soffrivano e di come abbia aiutato lei stessa a star meglio.</strong></p>
<p><strong>Facciamo un passo indietro al 2017 – puoi raccontare di come tu stessi cercando un partner, cosa che ha portato alla nostra conoscenza attraverso amici in comune? Torniamo indietro a quella dura estate&#8230;</strong></p>
<p><em>Assolutamente. È parte della storia, quindi&#8230; Nel luglio del 2017 mio marito si è tolto la vita. È stato del tutto inaspettato e l’ha fatto in un momento in cui tutti noi pensavamo che stesse bene. Mi ha lasciata con dei bambini molto piccoli. Ben presto mi sono resa conto di dover trovare un modo per spiegare loro la morte del padre, un modo che non fosse pieno di vergogna, che non fosse imbarazzante e, soprattutto, che gli facesse capire che non è stata colpa loro. Quindi ho iniziato a provare ad inserirmi nel mondo della salute mentale, a vedere quali organizzazioni ci fossero in giro, pensavo che forse ne avrei potuta fondare una, ed è così che mi sono imbattuta in Give An Hour e Change Direction. Ho immediatamente capito che avevamo la stessa visione e ho voluto unirmi.</em></p>
<p><strong>Voglio tornare un attimo su quel che hai detto per i nostri ascoltatori, c’è un aspetto di questa storia di cui io e te abbiamo già parlato e che per me è molto importante. In quei primi tempi in cui tu e la tua famiglia stavate affrontando un dolore enorme, hai avuto una forza davvero grande nel prenderti cura dei tuoi bambini, nell’assicurarti che fossero protetti dalle crudeltà della nostra società riguardo la morte di una persona cara per suicidio. Puoi riflettere su questo, sul perché e sul come, o forse non c’era un perché, forse è stato istintivo capire che era molto importante per loro e per la nostra società, visto che sei una madre fantastica. Come è successo?</strong></p>
<p><em>Penso che sia stato in gran parte istintivo, per proteggerli. Sapevo che non avevano bisogno di protezione solo per qualche mese. Pensavo a quando i bambini andranno alle superiori, a quando il papà sarà scomparso da 10 anni e loro dovranno raccontare quella storia, come la racconteranno? E sapevo che Chester non avrebbe mai voluto lasciarci alcun peso, in particolare uno disonorevole, e sapevo che lui non ha scelto di morire perché voleva ferirci o perché è stato egoista &#8211; era malato. Ho pensato che questo può essere spiegato ad altre persone, che possono comprendere la salute mentale, il benessere mentale e il prendersi cura di se stessi, e questo diminuirà la vergogna, aprirà il dialogo e creerà una condizione più favorevole per dire ‘sto soffrendo’ o ‘non mi sento felice’, o qualunque cosa sia, e anche per loro, tra dieci anni, per dire ‘sono triste perché mi manca mio padre’. Troppo spesso le famiglie che hanno perso qualcuno per suicidio non ne parlano più, è come se quella persona non fosse mai esistita. Non avrei mai permesso che accadesse.</em></p>
<p><strong>Vorrei anche che tu condividessi quel che hai visto online, quasi immediatamente, con le persone che seguivano i Linkin Park, che seguivano te, e che nei primi giorni, settimane, mesi, soffrivano per la morte di Chester. Ovviamente la tua famiglia in maniera più intensa, ma i fan hanno accusato il colpo in maniera diversa. Parla di quello che hai visto e cosa hai contribuito a fare, perché è il riflesso di quello che hai appena detto a proposito del potere di aiutare gli altri.</strong></p>
<p><em>Dopo la sua morte, ero su Twitter, di notte, perché non riuscivo a dormire. Ricevevo messaggi dai fan che dicevano di non sapere come andare avanti senza di lui e cose del genere, messaggi su messaggi di persone che dicevano di non farcela, e sapevo, dentro me, che non era quel che Chester avrebbe voluto, amava i suoi fan. Sapevo anche, però, che non avrei potuto aiutare gli altri da me, perché io stessa me la cavavo a stento. Ho iniziato a ritwittare i tweet delle persone che dicevano di soffrire, e ho usato l’hashtag #LPFamily, chiedendo alla famiglia di sollevare ed offrire parole di amore e supporto alle persone che avevano scritto quei tweet. E la cosa è decollata, Twitter è stato uno spazio per aiutare e per guarire aiutando. È così che è iniziata. </em></p>
<p><strong>Adesso è passato un anno e mezzo e questo succede ancora, e lo so perché mi è capitato di essere con te quando hai raccontato che qualcuno aveva condiviso qualcosa e che tu abbia capovolto la situazione, e adesso lo fanno tra di loro. Cosa pensi, qual è stata scintilla che è scoccata quando hai deciso che avresti inseguito e imparato cosa sarebbe stato utile e hai capito che ti stava aiutando e hai visto persone nella community aiutarsi a vicenda. Cosa credi sia successo?</strong></p>
<p><em>Penso sia la risposta al cambiamento di questo problema che abbiamo, di star male di nascosto. Credo che aiuti a cambiare direzione, a cambiare la cultura che riguarda la salute mentale. Penso che è questa la risposta, perché credo che se noi tutti ascoltassimo, e possiamo imparare ad ascoltare, e condividessimo, potremmo farlo nel nostro cerchio. E da lì la cosa potrebbe espandersi ed andare avanti.</em></p>
<p><strong>È capitato ad entrambe di vivere quest’esperienza, in giro, ad un evento o ad un dibattito. Tu racconti la tua storia, io racconto la mia storia, spieghiamo perché facciamo questo lavoro e perché facciamo quel che stiamo facendo, e le persone vengono e vogliono condividere, vogliono essere ascoltati, vogliono solo che tu li ascolti, ed è una cosa davvero importante, non è così? </strong></p>
<p><em>Lo è davvero, è molto importante. Non dimentico mai che potrei essere la persona a cui raccontano queste cose per la prima volta, quindi, quando ascolto quelle storie che a volte possono essere difficili da ascoltare e possono colpirmi particolarmente, in quei momenti provo ad essere presente per la persona con cui sto parlando, la ascolto, cerco di ricordarlo e quando la conversazione finisce, la lascio lì. </em></p>
<p><strong>Prima di parlare del lavoro che stiamo facendo, cos’hai visto fuori, nel mondo? E non intendo ai nostri eventi in cui spesso parliamo con persone che sono già sulla nostra stessa linea, ma ad esempio durante quest’evento che abbiamo fatto, la 5 miglia, diverse persone sono venute a dirmi di non averne mai parlato con nessuno prima, quindi, molte delle persone che hanno partecipato, non erano già parte di questa conversazione. Ma quando sei fuori nel mondo, e non ad uno dei nostri eventi o ad un evento che si focalizza sul benessere emotivo e mentale, come rispondono le persone o come parlano del suicidio, della depressione, dell’ansia? Cosa hai visto, come siamo messi?</strong></p>
<p><em>Ci sono persone che me ne hanno parlato e sempre negli stessi termini. Erano grati del fatto che si fosse aperta la conversazione, mi hanno raccontato storie riguardo le persone che hanno perso e hanno condiviso i loro pensieri. Nel mio mondo, penso che vada meglio. Nelle scuole, nelle community, mi è stato chiesto di parlare a diverse cerimonie, quindi penso che stiamo andando avanti. </em></p>
<p><strong>E come pensi che riusciremo a capire di aver raggiunto il nostro obiettivo, della serie ‘ok, il cambiamento culturale è avvenuto!’. Come ce ne accorgeremo, che ne pensi?</strong></p>
<p><em>È una bella domanda. Penso che vedremo annunci nazionali, penso ci sarà una checklist quando si va dal dottore, penso che le aziende includeranno un maggiore supporto emotivo…</em></p>
<p><strong>E insegneremo il benessere emotivo ai bambini a scuola! Quindi ci sono cose che possiamo osservare, e le persone possono partecipare in tanti modi. Penso che spesso le persone ti guardino e pensino ‘wow, è così forte, coraggiosa, è fantastica’, il che è tutto vero, tra l’altro. Ma io so, in quanto tua amica, che è passato un anno e mezzo da quando hai perso Chester. E non è sempre facile.</strong></p>
<p><em>No, certo che no.</em></p>
<p><strong>E non va sempre tutto bene.</strong></p>
<p><em>No, no. Non è sempre facile e non va sempre tutto bene. Quel che faccio è concedermi lo spazio per non star bene. Ho un bel sistema di supporto di cui tu stessa fai parte, per quando le cose si fanno difficili per me, per rendermi conto delle situazioni che potrebbero turbarmi, per mantenermi al sicuro emotivamente. Sto attenta ai miei bambini, per la loro sicurezza emotiva. Fa tutto parte del pacchetto. </em></p>
<p><strong>Sono davvero orgogliosa della mia amica Talinda, per il modo in cui onora Chester, suo marito, e per aver aperto un dialogo per molti. È anche una madre fantastica che sta aiutando i propri figli ad imparare ad essere aperti riguardo il loro stato emotivo.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/intervista-a-talinda-bennington-su-inner-space/">Intervista a Talinda Bennington su Inner Space</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Anna Shinoda intervistata su Inner Space</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/anna-shinoda-intervistata-su-inner-space/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 15:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/anna-shinoda-intervistata-su-inner-space/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un podcast chiamato #InnerSpace, Anna Shinoda ha raccontato come prendersi cura del proprio io e come ha scoperto della tragedia di Chester Bennington. Ecco la traduzione dell’intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/anna-shinoda-intervistata-su-inner-space/">Anna Shinoda intervistata su Inner Space</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">In un <strong>podcast online</strong> uscito lunedì 1 aprile e chiamato <strong>#InnerSpace</strong>, <strong>Anna Shinoda</strong> racconta alla Dott.ssa Barbara Van Dahlen (fondatrice di Give An Hour e sostenitrice di Change Direction, ndr) come prendersi cura del proprio io e come ha scoperto della tragedia di <strong>Chester Bennington</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovate qui sotto la traduzione dell’intervista ad Anna rilasciata nell’episodio Art As Therapy (disponibile <a href="https://open.spotify.com/episode/0zLXb9UwPJk3LNuIY2jN9p" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), mentre in fondo all&#8217;articolo trovate la trascrizione in inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*Disclaimer: se siete ancora particolarmente sensibili alla morte di Chester vi consigliamo di saltare la seconda risposta*</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chester era uno dei miei migliori amici così come lo era di mio marito, Mike Shinoda dei Linkin Park. E Mike e Chester erano i 2 cantanti della band oltre che amici incredibilmente stretti. Abbiamo fatto&#8230; è abbastanza strano dire che abbiamo fatto tutto con Chester e Talinda, ma l’abbiamo fatto. Quando eravamo in giro stavamo sempre nello stesso hotel perché eravamo grandi amici, come i nostri figli. Prendevamo sempre la stessa macchina per andare agli show; se i ragazzi erano in tour lontano allora andavamo col jet, Mike e Chester viaggiavano sempre sullo stesso jet quindi, specialmente quando eravamo in tour insieme, non lo so&#8230; trascorrevamo con loro almeno 14 ore al giorno!</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna</strong> aggiunge successivamente <strong>su Twitter</strong>: <em>14 ore al giorno o forse un po’ di meno. Ma almeno 10. Una giornata di show tipo insieme era: colazione o pranzo, incontro per l’allenamento, viaggio alla venue. I ragazzi andavano al meet &amp; greet o a fare interviste, mentre io e Talinda restavamo in camerino. Poi cena, prove, show, viaggio di ritorno in hotel. Durante i giorni di pausa qualche volta organizzavamo una grande cena fuori o facevamo i turisti in giro per la città. I giorni degli show, se noi ragazze non andavamo al locale, era perchè probabilmente stavamo in giro ad esplorare la città con i nostri figli perchè eravamo tutti amici molto stretti. Mi mancano un sacco quei tempi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quei due erano spassosi insieme. Le loro personalità si completavano a vicenda. Ho sparato il numero 14 ma questo accadeva solo durante le giornate di lungo viaggio. E’ più facile una media di 10 ore. Finito il tour, non vivevamo così tanto vicini, ci vedevamo molto di meno di persona.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le viene anche chiesto se trascorrevano il tempo insieme solo loro 4 o anche col resto della band, e Anna risponde:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo! Nell’intervista stavo parlando specificatamente di Chester e Mike, ma eravamo tutti amici e i nostri figli hanno tutti più o meno la stessa età, amano stare insieme. Credo che una parte di quella magia fosse quanto tutti ci prendevamo cura degli altri, nonostante le nostre differenti personalità. Inoltre, così non dipingo una situazione non realistica: 18 anni, 6 ragazzi, 6 ragazze e un gruppo di bambini. Un sacco di possibilità di amicizia, un sacco di occasioni diverse per stare insieme, un sacco di tempo speso con le nostre famiglie o da soli. Ognuno aveva la propria amicizia unica con l’altro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quanti anni tutto questo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oddio, uhm. Dunque, ho incontrato Mike nel 1998, di fatto prima che Chester entrasse nella band che alla fine diventò Linkin Park e&#8230; Chester penso arrivò nel ‘99 e quindi sono quasi 20 anni, quasi 20 anni… e ci sono state molte occasioni in cui ci siamo preoccupati per Chester, aveva problemi di dipendenza e c’era sempre molto di cui preoccuparsi ma quando morì il 20 luglio 2017, non eravamo preoccupati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dov’eri tu? So dove si trovava Talinda (Bennington, ndr) in quel momento. Ma dove eravate tu e Mike?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uhm dunque Mike era… Doveva fare un servizio fotografico con i ragazzi della band quel giorno. E quindi andò allo shooting e io lasciai i nostri figli al campo estivo, perché era estate, e tornai a casa e mi sedetti in realtà &#8211; mi piace giocare ai videogames quindi semplicemente mi andai a sedere nel mio ufficio per giocare un po’ a Skyrim sul mio Nintendo Switch e ricevetti un messaggio da Heidi che è la moglie di Joe, ed era un messaggio strano. Diceva “Sono così devastata” e chiesi “Che succede?” e lei non rispose, dopo sentii la porta del nostro garage chiudersi. E arrivò Mike e io dissi “Ho appena ricevuto un messaggio strano da Heidi, cosa sta succedendo?” e lui mi disse “Vieni su” e me lo disse nella nostra camera. E uhm… lui era… quando me lo disse, tutto ciò a cui riuscii a pensare in quel momento fu… pensare a Chester come uno dei nostri migliori amici e pensai “Oh mio dio.. uno dei nostri migliori amici se n’è andato”. Iniziai il processo di cosa questo avesse significato per la mia vita solo molto tempo dopo. Io e Mike abbiamo iniziato a frequentarci quando avevo 20 anni. Quindi, tutto ciò che conoscevo riguardava la sua band. Ci siamo sposati perché quella settimana di maggio era quella in cui la band sarebbe stata off quell’anno, sai [ride], abbiamo pianificato di avere figli quando sapevamo sarebbe stato un buon momento per lui di prendersi del tempo libero, di non essere in tour così che lui potesse stare con i nostri figli quando erano appena nati, quindi la nostra intera vita era praticamente scandita in base a ciò che i Linkin Park stavano facendo e improvvisamente non solo un nostro caro amico se n’era andato, ma anche tutto il resto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo succedeva un anno e mezzo fa, quando Chester morì. Come stai adesso, cosa sta facendo la tua famiglia e come ripensi a quel periodo per la tua famiglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando Chester è morto, tutto si è fermato. Perchè mio marito era improvvisamente disoccupato &#8211; non lavorava. Dovevano andare in tour, ovviamente quel tour venne subito cancellato (il One More Light tour in America, ndr). Hanno fatto quello show in tributo a Chester che è stato uno spettacolo importante penso sia per loro che per la fanbase. Ma il 2017, per me, Mike e la nostra famiglia, finì per essere solo un momento di riflessione… uhm, i Linkin Park sono andati avanti così velocemente, per così tanto tempo. E all’improvviso hanno dovuto fermarsi &#8211; è stata praticamente la prima volta in 20 anni che hanno dovuto davvero interrompere tutto e pensare “ok, bene… e adesso?”. Quindi, per il resto di quell’anno, Mike ha messo le sue emozioni e i suoi sentimenti in quell’album che è diventato Post Traumatic e io, che sono una scrittrice ma non riuscivo a concentrarmi, ero in una fase avida e quando stavo per ritrovare un equilibrio, mia madre morì, a novembre. Quindi non riuscivo a concentrarmi su nient’altro che scrivere, voglio dire, scrivere mi aiuta. Non è solo qualcosa che faccio perchè mi piace ma perché è una cosa che ho dentro ed è parte di me.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E questo è un buon punto per fermarci e dire che non scrivi soltanto per te, ma sei anche una scrittrice, un’autrice. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, lo sono.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ok, parliamo di questo, perchè questa è un’importante parte di chi sei che significa molto per te ma è anche importante ciò che stai dando al mondo e che ci ha portate ad iniziare un lavoro insieme. Parlaci della scrittura e di quando hai iniziato e hai pubblicato il tuo libro, poi vediamo dove questo discorso ci porta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dunque, mi è sempre piaciuto scrivere, quando ti chiedono “cosa ti piaceva fare da bambina”, quella era una delle cose che amavo. Non avevo tantissimi amici, ero la più piccola di sette figli in una famiglia davvero caotica. Avevo un fratello che faceva dentro e fuori di prigione, e io spesso leggevo per fuggire da tutto ciò che mi succedeva attorno, oppure scrivevo. Trascorrevo le mie estati con un taccuino, riempiendolo di storie, e mi piacerebbe ancora avere quel quaderno, comunque! Quello non ce l’ho più ma ho ancora delle storie che ho scritto, che mia madre aveva conservato, è stata carina. Dopo andai a lezione di scrittura solo per divertirmi e mi dicevo “wow, interssante!” e così ho iniziato il percorso della scrittura, nel 2003. Mi ci è voluto dal 2003 al 2014 per pubblicare il mio primo libro. È stato un lungo percorso ma ce l’ho fatta. E dopo ho provato a lavorare su un romanzo specifico dopo che uscì il primo, che parla di una ragazza che ha un fratello che fa dentro e fuori di prigione, e non l’ho scritto perché volevo scrivere una biografia ma perchè volevo prendere i miei sentimenti e metterli in un libro. Perciò ho fatto così, ho dato tutti i miei sentimenti al mio personaggio principale, ed è stato grande perché ho potuto renderla più forte e più potente, e ho potuto farle avere conversazioni che io non avevo mai avuto nella vita reale ed è stato bello essere in grado di elaborare ciò che era successo nella mia vita reale ma tramite una storia di finzione, su un’altra ragazza che aveva un fratello che faceva dentro e fuori di prigione, e quella ragazza non ero io, e quel fratello non era mio fratello, ma i sentimenti erano gli stessi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quel libro è stato di grande successo e prima con me hai condiviso l’impatto che questo ha avuto sulle persone, i giovani adulti, perchè il tuo genere tecnicamente è per lettori adolescenti, è questo su cui ti sei concentrata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì è corretto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricevi molte email e prima hai condiviso la storia di una persona che ti ha scritto. Se ti va, puoi condividere quella storia? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando ricevo lettere, qualche volta qualcuno me le dà al firma copie, altri le portano a Mike ai suoi show “puoi per favore dare questa ad Anna?” e io le conservo. E la più potente di tutte le lettere che ho è quella di una ragazza che dorme col mio libro sotto al suo cuscino. E questo perché lo ha detto ed era la prima volta che si era sentita compresa da qualcuno e non si sentiva in colpa &#8211; il libro riguarda molto le relazioni con queste dinamiche familiari, ed era la prima volta nella sua vita in cui si sentiva così “Non devo vergognarmi se non sto bene con ciò che succede alla mia famiglia” e, voglio dire, che cosa incredibile il fatto che ciò che ho scritto per aiutare me stessa ad elaborare certe cose, ha finito per essere il libro che questa donna tiene sotto al suo cuscino la notte e quando si sente ansiosa o turbata, apre il libro e rilegge le sue pagine preferite.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È incredibilmente formidabile e toccante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio dire, quando l’ho letto, ero così esterrefatta perché non avrei mai potuto immaginare che qualcosa che avevo scritto potesse avere quel tipo di impatto nella vita di qualcun altro. E ho ricevuto altre lettere simili a questa, di persone che dicevano di aver comprato il mio libro e di sentirsi capiti dopo averlo letto, e questo è molto speciale, è stupendo. Quando ho scritto “Learning Not To Drawn”, non stavo pensando che stavo scrivendo un libro sulla salute mentale. A quel tempo avevo iniziato il mio percorso di salute mentale, stavo facendo una terapia cercando di capire le mie cose e la mia famiglia, mio fratello e il trauma infantile e tutte quelle cose, insomma me stessa. Sapevo che la terapia era importante per me ma non stavo scrivendo un libro che avrebbe dovuto aiutare qualcuno con la propria salute mentale ma alla fine è venuto fuori un libro che la gente trova d’aiuto, che è bellissimo e fantastico. Prima stavamo facendo colazione e stavamo parlando di tutti quei libri che ho letto e ho amato quando ho detto “queste persone non stavano pensando di scrivere un libro sulla salute mentale e probabilmente non sapranno mai che hanno scritto un libro che funziona.”. Perché stanno solo scrivendo un libro onesto, una storia onesta che non va di pari passo con questi strani stereotipi che ci sono in giro sulle malattie mentali. Per esempio, stavo facendo il giudice in un contest di scrittura in cui gli autori stavano cercando di ottenere un finanziamento per portare avanti la loro scrittura. Era tutta letteratura per giovani adulti e lessi circa 215 pezzi e di questi, più di 100 avevano una trama che parlava di suicidio. Ma quando ho letto nel dettaglio le storie, mi sono accorta che stavano solo usando il suicidio come come filone narrativo. Ho fatto questo l’anno scorso, dopo che ero passata attraverso tutto ciò che avevo passato, ed è stato subito ovvio per me che chi aveva scritto quelle storie, lo avesse fatto perché inserire un suicidio nella loro storia l’avrebbe resa più eccitante o più vendibile. Ed era ovvio che non avevano mai vissuto quell’esperienza prima, che non erano mai passati attraverso quella situazione prima. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E ho il sospetto che quegli autori non solo non siano mai passati attraverso qualcosa di simile, ma probabilmente non abbiano nemmeno idea dell’impatto che potrebbe avere nel lettore scrivere qualcosa che non è autentico o pensato con attenzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Assolutamente. E penso che sia perché, sai, le persone non vulnerabili possono guardare qualcosa, osservare qualcosa e gli scivola addosso, continuano ad andare avanti senza problemi. Sono una grande sostenitrice della libertà di espressione quindi, sì, queste storie possono esistere ma se esistono davvero là fuori dobbiamo assicurarci che le persone capiscano l’impatto che possono avere su chi è vulnerabile. Se qualcuno già ha istinti suicidi o sta pensando al suicidio, e legge o vede qualcosa che può incentivarlo, stiamo parlando di una questione di vita o di morte. Quindi io cerco sempre di provare a focalizzarmi su come possiamo cambiare la cultura sulla salute mentale in un modo positivo? Non voglio dire “non scrivete più questi libri, non pubblicateli più”, ma voglio dire fatelo e accertatevi che siate attenti e se sapeste, forse non pubblichereste quel libro, o forse andreste comunque avanti, ma penso che un sacco di gente semplicemente non sappia quale impatto potrebbe avere.</em></p>
<p> </p>
<h3 style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- ENGLISH VERSION &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</h3>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chester was one of my closest friends and he was also my husband’s, Mike Shinoda in Linkin Park, and Mike and Chester were the two vocalist of Linkin Park and incredibly tight friends. We did – it’s kinda weird to say like we did everything with Chester and Talinda, but we did, when we were out on the road we always stayed at the same hotel because we were tight and our kids were tight. We always took the same cars to the venue, if the guys were doing out touring so we would go by jet, Mike and Chester were always on the same jet and so, especially when we were on tour, we were on tour with them – I don’t know, we were together with them for fourteen hours a day!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>For how many years?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oh Gosh, uhm. So, I met Mike in 1998, which was actually before Chester joined the band that eventually became Linkin Park and so, Chester I think joined in ’99 and so that’s almost twenty years, almost twenty years.. and there have been plenty of times through other relationships with Chester where we’ve been worried about him, he had addiction problems and there was a lot to be worried about but we weren’t worried when he died on July, 20th of 2017.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Where were you? I know where Talinda was at the time. Where were you and Mike?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uhm so Mike was uhm.. he was supposed to have a photoshoot with the guys from the band that day. And so he went to the photoshoot and I had dropped my kids off at camp, cause it was during summertime, and I came home and I actually had just sat down – I love playing video games so I had just sat down in my office to play a little Skyrim on my Nintendo Switch and I got a text from Heidi who is Joe’s wife, and it was a weird text. She said ‘I’m so devastated’ and I said ‘what’s going on?’ and she didn’t answer and then I heard our garage door close. And Mike came in and I said ‘I just got this weird text from Heidi, what is going on?’ and he said ‘come upstairs’ and he told me in our room. And uhm.. and he was.. when he told me, all my thoughts could be at that moment was… thinking of Chester as one of our closest friends and thinking “oh my God… one of our closest friend’s gone”. It wasn’t until much later that I really started to process what this meant for my life. For everything, for the fact that, you know, Linkin Park had been.. Mike and I started dating when I was 20 years old. So, everything I knew was surrounding his band. We got married because that was the week in May that the band could have off that year, you know [ride], we planned our kids kind of around when it was a good time for him to take time off, to be off tour so that he could be with our kids when they were first born, so our whole life was kind of dictated according to what Linkin Park was doing and suddenly not only was one of our friends gone, but also all of that.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>That was now a year and a half ago, that Chester died. How are you doing, how is your family doing and how do you now think about that time for your family?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>When Chester died, everything just stopped. Because, my husband was suddenly out of work – he was out of work. They were supposed to do a tour, that tour was obviously cancelled, they did do the tribute show for Chester which was an important show I think for them to do and also for the fan base. But 2017 kind of, for Mike and I and our family, ended up being just a time of reflection and trying… uhm, Linkin Park had been going forward so quickly, for so long. And the suddenly having a stop put on that – that’s kind of the first time in 20 years to really stop and thinking like “ok, well.. now what?”. So for the rest of that year, Mike was putting his emotions and his feeling into his album that became Post Traumatic, and I, I am a writer, but I couldn’t focus, I was in this greedy phase and just as I stared getting my focus back, my mother passed away, in November. So, I couldn’t focus on anything large but writing, I mean, writing helps me. It’s not just something that I do because I like doing it but it is a core part of me.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>And this is a good spot to stop and say, not only do you write for you, but you are a published author.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Yes I am.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>So talk about that, because that is a really important part of who you are and clearly both does something for you that Is very important but also what you’re giving to the world is very important and has lead us to start to do some work together. So talk about the writing and when that begun for you and your published work and then we’ll see where we go from there.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>So, I always have enjoyed writing, when they say ‘what did you love to do as a kid’, that was the thing I did. I didn’t have a ton of friends, I was the youngest of seven children in a very chaotic family. I had a brother in and out of prison, and I oftentimes was either reading to kind of escape from everything that was going on, or I was writing. I would spent my summers with a notebook, just filling the notebook with stories, and I wish I still had that notebook, by the way! I don’t still own that notebook, but I do still have a few stories that I wrote, that my mom kept, so that was nice. And then I took writing class just for fun and I was “ohhh, what’s this?” and that kind of got me on the path for writing, and that was in 2003. And then it took me, from 2003 until 2014, for my first book to actually be published. So it was a long road, but I got there. And then I have been trying to work on a specific novel after the first one came out, and the first one is a novel about a girl who has a brother in and out of prison, and I wrote it because I did wanna write a momoire but I wanted to take my feeling and put it into a book. So I did that, I gave all my feelings to my main character, it was great cause I could make her stronger, and more powerful, and I could have her have the conversations I would never have in real life and it felt great being able to process what had gone on in my life through a fictional story, about another girl who had a brother in and out of prison, and the girl wasn’t me, and the brother isn’t my brother, but the feelings are parallel.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>And the book has been very successful, and you shared something with me earlier, the impact that has had on the people, the young adults, because your genre, technically, is for young adult readers, that’s the space that you focused on.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>That’s correct.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>If you would, can you share that one story? You get emails from lots of – and you shared the story about this one person that wrote to you.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>When I get letters, sometimes someone would bring me letters to like a signing, some of them brought letters to Mike, at one of his shows “can you please give this to Anna?” and I keep them. And the most powerful of all the letters that I have is there’s a girl who sleeps with my book under her pillow. And it’s because she read it and it was the first time that she felt like somebody understood her and she didn’t have to feel guilty about – the book is a lot about to be in a relationship with this family dynamics, and it’s the first time in her life where she felt “I don’t have to feel ashamed that I’m not ok with what happened to my family” and, I mean, what and incredible thing to have something that I wrote in a way to help myself process things, ended up being the book that this woman keeps under her pillow at night and when she’s feeling anxious or upset, she has her favourite pages and she opens the book and she reads her favourite passages.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>That’s incredibly powerful and touching.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I mean, when I read that, I was so blown away by it because I could have never imagined that something I wrote would have that type of impact on anybody’s life. And I’ve got some other letters, similar to those, about people saying they got my book and they felt understood after reading it and that’s so special, it’s so wonderful.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>And it’s so to the core of this work that you and I are now doing together, that you came up with this beautiful idea that we – because my platform and yours could create a bit of guidance and eventually recognition for authors that are getting it right and I suspect that young woman who wrote to you, she resonated with your book because you got it right, because the story fit and she could feel it and respond to it and now hopefully together we will create something that helps other people recognise “here’s a book that get’s it right”, and weather they want it for themselves or they want it as a gift, I think that’s another amazing gift that you are giving to your community.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Thank you. When I wrote Learning not to drawn, I wasn’t thinkin that I was writing a mental health book. At the time I had begin my mental health journey, I was going to therapy, kind of trying to figure out my stuff and my family, my brother and childhood trauma and all these different things and myself, just how I &#8211; . So I knew that therapy was an important thing for me but I wasn’t setting out to write a book that would help anybody with their mental health but it turned out that I did write a book that people are finding helpful which is wonderful and fantastic and earlier we were having breakfast and we were talking about all these books that &#8211; I’ve read and I’ve loved where I’m saying ‘these people are not setting out to write mental health books, and probably they don’t even know that’ve written a book that gets it right. Because they’re just writing an honest book, and honest story that doesn’t go along the lines of these weird stereotypes that are out there about mental illness. For example, I was judging a writing contest and it’s new writers that are trying to get a grant in order to pursue their writing. It was all young adults literature and I read through 215 entries and out of these entries over a hundred had a plot about suicide. But when I read the actual entry I was finding that they were just using suicide as a plot line. It was immediately obvious to me, since I had just been through everything that I have been through, cause I did this last year, it was immediately obvious that the people who were writing it, were writing it because they felt that putting a suicide in their story would make it more exciting or more sellable. And it was obvious that they hadn’t been through that before, they hadn’t lived in that space before.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>And I suspect that those authors not only they have not gone through something like that themselves, they probably don’t have the idea the impact that writing something that was not authentic or carefully thought of could have on the reader.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Absolutely. And I think it’s because, you know, for somebody who isn’t vulnerable, they can watch something, see something and it can just wash over them and they keep going on their day and everything is fine. and I’m a big proponent for free speech so, my thing is yeah, those stories can exist out there, but if they are going to exist out there we need to make sure that people understand what the impact can do to somebody who is vulnerable and so if somebody is already feeling suicidal or has suicidal ideations and they read or see something that can be just the thing that tips them, and there we’re talking about literally a matter of life and death. So I always try and focus on how can we change this mental health culture in positive ways? I don’t wanna say ‘stop writing those books, stop publishing those books’, but I do wanna say do those things and make sure that you are being a condescend of it and careful and if you know, maybe you won’t publish it, maybe you’ll still go forward with it, but I think that a lot of people just don’t know and they don’t know their impact can be.</em></p>
<p> </p>
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		<title>Jim Louvau rende omaggio a Chester con una mostra fotografica</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/jim-louvau-rende-omaggio-a-chester-con-una-mostra-fotografica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 17:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In quello che sarebbe stato il 43esimo compleanno di Chester Bennington, l’amico e fotografo Jim Louvau ha organizzato una mostra fotografica per celebrare il cantante. Ecco i dettagli.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In quello che sarebbe stato il 43esimo compleanno di <strong>Chester Bennington</strong>, l’amico e fotografo <strong>Jim Louvau</strong> ha organizzato una mostra fotografica per celebrare il cantante, alla Black Sheep Gallery di <strong>Burbank</strong> &#8211; California.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Alla fine degli anni ‘90, Jim e Chester si incontrano una sera a Phoenix, quando entrambe le loro band si ritrovano a suonare sullo stesso palco del The Mason Jar. I due diventano ben presto amici e Chester inizia da subito ad amare il talento di Jim, sia musicale che artistico. Così Jim si ritrova ben presto a scattare <strong>fotografie</strong> a Chester durante le sue performance live, dopo l’esplosione planetaria dei <strong>Linkin Park</strong> con <strong>Hybrid Theory</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2019 Jim ha voluto ricordare il suo amico con questo evento speciale durante il quale i fans hanno potuto ammirare immagini fenomenali scattate negli anni, durante la lunga carriera di Chester. Jim aveva previsto di lasciare aperta la mostra soltanto per un giorno ma, visto il sold out praticamente immediato, ha deciso di estenderla per una seconda giornata. Anche perché parte dei ricavati dei biglietti di ingresso sono stati devoluti all’associazione per la prevenzione al suicidio <strong>320 Changes Direction</strong>, capitanata da <strong>Talinda Bennington</strong>, la moglie di Chester. Centinaia sono stati i fans accorsi all’esposizione che è stata accompagnata da un DJ che ha suonato canzoni dei Linkin Park per tutti i presenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3420" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/03/Chester_mostra_Jim.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="450" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“La cosa migliore di tutto questo è che tutte le fotografie sono dei ricordi”</em> &#8211; dichiara <strong>Jim</strong> mentre riguarda i ritratti scattati all’amico. Uno dei suoi preferiti è stato collocato proprio di fianco all’ingresso della galleria: è uno dei più recenti primi piani di Chester, frutto dell’ultimo shooting dei due prima della sua morte. <em>“In questa foto mi sembra come se fossimo in mezzo al nulla”</em>, dice Jim.<em> “Sembra come se fosse assorto nei pensieri ma, al tempo stesso, come se stesse per sorriderti. E’ un po’ malinconico ma anche risoluto. Questo è il vero Chester”</em>.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte citazioni: LA Daily News</em></p>
<p> </p>
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		<title>Talinda e la sorella di Chester: &#8220;La depressione non ha un volto&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/talinda-e-la-sorella-di-chester-la-depressione-non-ha-un-volto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 17:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/talinda-e-la-sorella-di-chester-la-depressione-non-ha-un-volto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Talinda e Tobi (sorella di Chester) hanno partecipato ad un video per sensibilizzare ancora più persone verso argomenti come la depressione. Potete guardarlo e leggere cosa hanno detto nell'articolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/talinda-e-la-sorella-di-chester-la-depressione-non-ha-un-volto/">Talinda e la sorella di Chester: &#8220;La depressione non ha un volto&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Talinda e Tobi (sorella di Chester) hanno partecipato ad un video per sensibilizzare ancora più persone verso argomenti come la depressione. Potete trovare sotto il video la traduzione di quanto detto.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/videos/talinda_fuckdepression.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-left">Talinda: La depressione non ha un volto. Mio marito, quando è morto, era al suo apice. Era nella sua forma migliore. Non sembrava uno che avesse pensieri suicidi. Non sembrava, “sembrava”, depresso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giorni prima di togliersi la vita, tutti credevano che il front man dei Linkin Park fosse felice</h3>



<p>Talinda: Non ricordo le ore e i giorni successivi alla sua morte. È tutto confuso per me.</p>



<p>Tobi (sorella di Chester): Il mio favoloso fratello se n&#8217;era andato. È stato il più forte colpo che avessi mai provato nella mia vita. Sembrava semplicemente come se non mi meritassi di respirare perché lui non avrebbe più respirato.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chester ha combattuto la depressione e la dipendenza per molta della sua vita adulta. Molto spesso ha incluso queste battaglie nella sua musica</h3>



<p>Talinda: Chester era la sua musica tanto quanto tutto il resto. Lui era le sue canzoni. Era le sue poesie. Quella era la sua via di fuga. Riversava ogni emozione su quel palco e ha usato lo stesso microfono per 9 anni. E ce l&#8217;ho a casa. I miei figli possono parlarci dentro quando hanno bisogno di sentirsi vicini al loro papà. Quando tocchi il microfono, quando lo tieni in mano, puoi sentirlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due mesi prima che Chester si togliesse la vita, i Linkin Park avevano pubblicato il loro settimo album</h3>



<p>Tobi: Era così elettrizzato dal nuovo album. Aveva condiviso con noi alcune canzoni. Sembrava così pieno di vita.&nbsp;</p>



<p>Talinda: Aveva combattuto con gli istinti suicidi per anni, anche prima che ci incontrassimo. E io ne ero al corrente. Tuttavia, quando ci ha lasciati è stato completamente inaspettato.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">La polizia ha trovato il corpo di Chester nella sua casa di Los Angeles il 20 luglio</h3>



<p>Tobi: Non l&#8217;ho visto arrivare. Non me lo aspettavo, non c&#8217;erano state anticipazioni. E ricordo solamente che mi sentivo così vuota. E non mi ero mai sentita così tanto vuota e senza speranza.&nbsp;Mi sentivo come se non mi meritassi mai più di vedere il sole sorgere ancora perché lui non lo avrebbe visto di nuovo.&nbsp;Non c&#8217;è modo per superarlo. La realtà cambia.&nbsp;</p>



<p>Talinda: Ho iniziato a comunicare con la gente su Twitter. Loro si rivolgevano a me, i fans, centinaia, si sentivano senza speranze. Loro stessi volevano farsi del male. E io mi sentivo inutile perché non avevo l’ampiezza emotiva per aiutarli. Quindi ho incominciato a ritwittare i loro tweet e chiedere ad altri della community di Twitter di tirarsi su a vicenda, di offrire supporto.&nbsp;Questo mi ha aiutata ad attraversare alcuni dei miei momenti più bui.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">La linea nazionale prevenzione al suicidio ha ricevuto il 14% in più di telefonate il giorno che la notizia della morte di Chester è stata resa pubblica</h3>



<p>Talinda: Non voglio che la sua morte sia stata vana. Abbiamo una famiglia allargata con 7 figli in totale. Tutti dovrebbero poter guardare indietro alla morte del loro padre un giorno e non voglio che sia soltanto un&#8217;altra tragedia di una rockstar finita male.&nbsp;Il modo in cui capirebbero che non è stata colpa loro è comprendere la malattia mentale. Capire di prendersi cura della loro salute mentale.&nbsp;Voglio anche che loro si guardino indietro dicendo, la morte di mio papà è stata un punto di svolta. Ha innescato un movimento. È servita a qualcosa.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Talinda ha co-fondato 320 Changes Direction, una campagna per sensibilizzare sui problemi della salute mentale</h3>



<p>Talinda: Quello che veramente voglio far passare è che anche se potresti pensare che qualcuno stia bene e che sembri passarla bene o tu puoi sembrare star bene e stai cercando di mostrare che va tutto bene, è ok non essere ok ed è ok dover lavorare ogni giorno su questo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">La campagna per cambiare direzione ha l&#8217;obiettivo di far riconoscere a tutti i 5 segnali</h3>



<p>Talinda: Ci sono 5 segni che la campagna Change Direction ha identificato, segnali universali, che la maggior parte delle persone mostra. Tra questi ci sono il cambio della personalità, agitazione, ritiro, sconforto e calo nella cura di sé stessi.&nbsp;E questo può esserci in diversa misura.&nbsp;Se noti qualcuno che ami comportarsi diversamente, tendi la mano, chiedi se sta bene, offri supporto.&nbsp;</p>



<p>Tobi: Mi piacerebbe che il mondo capisse che tutti abbiamo salute mentale. In varia misura, in base al momento in cui ci troviamo. Ma non ci dovrebbe essere tabù riguardo le parole “salute mentale”.&nbsp;E senza questo tabù penso che la vergogna e l’omertà se ne andrebbero via, sparirebbero. È questa omertà che ci sta uccidendo.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Fonte: Now This</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Architects of Change: Talinda parla di Chester e del benessere psicologico</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/architects-of-change-talinda-parla-di-chester-e-del-benessere-psicologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 16:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.16px;">Talinda Bennington è stata ospite della giornalista Maria Shriver e ha parlato della campagna 320 Changes Direction e dell'importanza della salute psicologica.</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> </p>
<p><strong>Talinda Bennington</strong> e <strong>Barbara Van Dahlen</strong> (fondatrice di Give an Hour) sono state ospiti della giornalista Maria Shriver e hanno parlato in live su facebook della loro campagna <strong>320 Changes Direction</strong> e dell&#8217;importanza della salute psicologica.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/MariaShriver/videos/10160782755485455/" target="_blank" rel="noopener">Qui</a> potete vedere e ascoltare l’intera conversazione.</p>
<p>Di seguito, invece, potete leggere il riassunto.</p>
<p> </p>
<p><strong>Maria:</strong> Siamo qui con Talinda e Barbara, due persone che stanno lavorando duramente per spingere l’umanità verso un futuro migliore, facendo in modo che la salute mentale diventi un discorso quotidiano con i nostri figli, genitori, compagni, fratelli ecc.<br />Prima di tutto, Talinda, come state tu e la tua famiglia?</p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Talinda:</strong> Stiamo bene. E’ un qualcosa che va giorno per giorno, ma abbiamo un supporto davvero incredibile da familiari ed amici, il che è meraviglioso. E’ dura sai, ma ne parliamo costantemente ed è questo che conta davvero.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> So che la tua speranza è proprio questa, rendere queste conversazioni un qualcosa da avere tutti i giorni a tavolino. Ed è un qualcosa che prima non c’era a casa tua. Secondo te come mai, tuo marito, una persona così famosa che si esibiva davanti a folle enormi, non ne parlava a casa?</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Talinda:</strong> Penso che eravamo solo vittime del nostro tempo. E ciò che intendo è che la nostra cultura riguardo la salute mentale, è basata sulla vergogna e la paura, quindi un qualcosa di cui non parliamo. A mio marito non piaceva parlarne, ma lo faceva. Esprimeva se stesso attraverso la musica, si apriva durante le interviste.. ma a casa, nelle cose di tutti giorni, era come se non andasse bene il fatto di non sentirsi molto bene. E non è un qualcosa che sentivamo noi nei suoi confronti, ma era semplicemente il modo in cui lui si sentiva.<br /></span>Ad esempio, prima mi hai chiesto come stavo, e io ho dovuto prendere un respiro profondo, per ricordarmi di rispondere onestamente e non solo con “va tutto bene”. E questo, è un qualcosa che dentro di me sta cambiando.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> Penso che tu sia stata molto coraggiosa, quando hai condiviso con il mondo il video girato poche ore prima, di tuo marito che gioca e sorride, scrivendo “così è come la salute mentale sembra: qualcuno che ride, gioca, si diverte e poche ore dopo si toglie la vita”. So che state lavorando insieme e unendo le vostre voci riguardo i 5 segnali sulla salute mentale, che tutti  noi dovremmo conoscere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Barbara:</strong> Sì, si conoscono i sintomi di un infarto o di un ictus, ma fino ad ora non c’è mai stata una salute pubblica che dicesse “impariamo a conoscere i segnali di qualcuno che soffre emotivamente”. Non si tratta di diagnosi o etichette, è un qualcosa di davvero ampio e il motivo è che fa parte della condizione umana, così come la salute fisica. Parlando dei segnali sono:</span></p>
<p>1. Cambiamento della personalità, comportarsi diversamente dal solito;</p>
<p>2. Agitazione, ansia o rabbia;</p>
<p>3. Ritirarsi, ad esempio dalle proprie interazioni sociali;</p>
<p>4. Poca cura di se stessi: mangiare troppo, mangiare troppo poco, guidare troppo veloce, bere troppo etc..</p>
<p>5. Sentirsi senza speranza, disperarsi;</p>
<p>E il punto è che questi segnali possono essere applicati ad una vasta gamma di problemi. Ciò che vogliamo è che le persone raggiungano l’altro e dicano “Ho notato questo, come ti senti davvero? Ti voglio bene e sono preoccupato.”</p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Talinda:</strong> Sì, sono decisamente convinta che conoscere questi segnali e parlarne possa aiutare. La salute mentale di Chester è un qualcosa che io non ho capito e non ho compreso neanche la mia, fino a quando non ho iniziato questo viaggio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> Cosa pensi che sarebbe cambiato? Saresti stata in grado di iniziare una conversazione con tua marito che sarebbe andata più a fondo?</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Talinda:</strong> Mi piace pensarla così, ma non posso saperlo. Ciò che posso dirti è che adesso ne parliamo in casa e sta diventando sempre più normale.” Se ad esempio sto guardando le foto di Chester o cose simili e inizio a diventare nervosa, spesso mio figlio di 12 anni mi dice tipo “mamma, hai bisogno di staccare un po’.”</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> Se qualcuno si sente solo cosa può fare o chi può chiamare?</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Barbara:</strong> Si siete in preda ad una crisi, se vi sentite soli e non potete parlarne con nessuno perché vi vergognate, il che è assolutamente normale e davvero comune, chiamate Crisis Text Line. <br /></span>Potete trovare tutte le informazioni sul sito GiveAnHour.org o ChangeDirection.org e funziona tutto tramite messaggi. È un servizio fantastico, disponibile per tutti 24 ore su 24.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> Come ha cambiato la tua vita diventare un’attivista in questo campo? Ti ha aiutato?</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Talinda:</strong> Assolutamente, mi ha aiutato al cento per cento. Mi ha cambiato la vita perché una delle più grandi motivazioni che mi ha spinto a farlo, è che non voglio che la morte di mio marito sia invana. <br /></span>Se la sua morte può salvare anche solo una vita, per me, e cosa più importante per i miei figli, avrebbe un po’ più di senso.<br />Mio marito ha avuto una vita bellissima, la sua musica parlava da sè e lo fa ancora adesso, era una persona meravigliosa ed era il miglior padre, il miglior marito e l’amico migliore&#8230; e mi spezzerebbe il cuore se dovesse essere ricordato solo per il modo in cui è morto. Sentivo che dovevo fare qualcosa per cambiare questo, volevo che venisse ricordato anche per aver dato inizio ad un movimento.<br /><span style="font-size: 12.16px;">Ad Ottobre saremo a Londra, ci saranno 3 giorni di conversazione e l’ultima sera ci sarà un concerto speciale in cui dei professionisti saliranno sul palco spiegando ciò di cui stiamo parlando e inviteranno chiunque avesse voglia, a salire sul palco, per raccontare la propria storia. <br /></span>Bisogna sempre ricordare che fa tutto parte della condizione umana e siamo tutti insieme in questo.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px;"><strong>Maria:</strong> Mi piacerebbe parlare ancora e spero che avremo altre occasioni per farlo. </span>Continuate per questa strada, perché è davvero importante quello che offrite alle persone e sono sicura che abbiate salvato più di una sola vita. E di sicuro, rendereste orgoglioso Chester. </p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/architects-of-change-talinda-parla-di-chester-e-del-benessere-psicologico/">Architects of Change: Talinda parla di Chester e del benessere psicologico</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<title>Daron Malakian: &#8220;Chester era il tipo di persona che ti sollevava il morale anche se eri di cattivo umore&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/daron-malakian-chester-era-il-tipo-di-persona-che-ti-sollevava-il-morale-anche-se-eri-di-cattivo-umore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 17:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/daron-malakian-chester-era-il-tipo-di-persona-che-ti-sollevava-il-morale-anche-se-eri-di-cattivo-umore/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione di un'intervista concessa a Rolling Stone, il chitarrista e cantante dei System of a Down ha speso anche alcune parole riguardo a Chester e alla collaborazione con i Linkin Park in Rebellion.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/daron-malakian-chester-era-il-tipo-di-persona-che-ti-sollevava-il-morale-anche-se-eri-di-cattivo-umore/">Daron Malakian: &#8220;Chester era il tipo di persona che ti sollevava il morale anche se eri di cattivo umore&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Daron Malakian, chitarrista e cantante dei System of a Down, nel corso di un&#8217;intervista concessa a Rolling Stone riguardo al recente ritorno del suo side-project Scars on Broadway, ha speso anche alcune parole riguardo a Chester e alla passata collaborazione con i Linkin Park che ha portato alla creazione di <em>Rebellion</em>.</p>
<p>Vi riportiamo di seguito l&#8217;estratto.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Rolling Stone: Parlando dei Linkin Park, ti sei unito recentemente alla band per il tributo a Chester Bennington. È stato difficile per te?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Daron Malakian: È stato strano, perché la voce di Chester era in riproduzione come voce di sottofondo durante la canzone [Rebellion], attraverso i monitor. È stato emozionante per i suoi colleghi. Quando stavamo provando, ricordo che loro mi dicevano che quando sentivano la sua voce in playback mentre stavano suonando su una traccia pre-registrata era emozionante.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Mi è piaciuto molto lavorare con quei ragazzi a <em>Rebellion</em>. Quanto accaduto a Chester è stato scioccante perché non me lo sarei mai aspettato da lui. Era il tipo di persona che ti sollevava il morale anche se eri di cattivo umore. Ma quella canzone era stata divertente da realizzare e penso che abbia anch&#8217;essa qualche influenza dei System. Ogni volta che scrivo con i Linkin Park oppure la mia roba con gli Scars, quello stile caratteristico è sempre presente.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Potete leggere l&#8217;intervista completa direttamente <a href="https://www.rollingstone.com/music/features/system-of-a-down-guitarist-on-new-solo-music-w519377" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/altre-news/daron-malakian-chester-era-il-tipo-di-persona-che-ti-sollevava-il-morale-anche-se-eri-di-cattivo-umore/">Daron Malakian: &#8220;Chester era il tipo di persona che ti sollevava il morale anche se eri di cattivo umore&#8221;</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chester guest star all&#8217;E3 2016 per &#8220;Let It Die In Los Angeles&#8221;</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/chester-guest-star-all-e3-2016-per-let-it-die-in-los-angeles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Galdieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 15:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/altro/chester-guest-star-all-e3-2016-per-let-it-die-in-los-angeles/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un tripudio di star del panorama rock mondiale all'E3 2016 in favore dell'uscita di "Let It Die In Los Angeles"; sul palco Chester Bennington e gli esponenti dei più grandi artisti e rock band di fama internazionale tra cui Ozzy Osbourne e Guns N' Roses, quando rock e gaming si fondono in un binomio perfetto.</p>
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<p>Se è vero che fin dagli albori della storia del gaming <strong>l&#8217;accoppiata &#8220;videogioco-soundtrack&#8221; è stata un binomio che ha determinato la nascita di pietre miliari del settore videoludico</strong> è altrettanto vero che proprio la musica ha saputo prepotentemente imporsi all&#8217;interno di questo settore, tanto che sempre più di frequente non è la musica che si adatta al gioco, bensì è proprio questo&#8217;ultimo che si adatta alla musica e viene da essa plasmato.</p>
<p>Le premesse dunque ci sono tutte, ed è proprio per questo che <strong>Chester Bennington insieme ai Saint Hellcat hanno dato spettacolo</strong> durante una festa privata organizzata per celebrare il lancio di <span style="font-size: 12.16px; line-height: 15.808px;">&#8220;Let It Die In Los Angeles &#8221; un&#8217;action-game in tema horror, uno tra i tanti titoli che annualmente vengono presentati proprio all&#8217;E3 (Electronic Entertainment Expo), la più grande manifestazione videoludica a livello mondiale che richiama come ogni anno migliaia di curiosi ed appassionati per scoprire e provare in anteprima le ultime uscite in tema di gaming e prodotti hi-tech di ogni genere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 15.808px;">L&#8217;accoppiata horror e rock si sa, ha sempre funzionato ma <strong>Chester non è stata l&#8217;unica &#8220;stella&#8221; della serata</strong>, sul palco si sono infatti avvicendati alcuni componenti delle più grandi ed influenti artisti e rock band a livello mondiale tra cui:<strong> </strong></span><strong>Robin Finck (Nine Inch Nails), Blascko (Ozzy Osbourne), Joey Castillo (Queens of the Stone Age), Gilby Clarke (Guns N &#8216; Roses) e Franky Perez.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3069" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2016/06/Let%20It%20Die%20In%20Los%20Angeles.jpg" border="0" alt="" width="572" height="381" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Non si conoscono molti dettagli della serata, vista l&#8217;esclusività di quest&#8217;ultima ma è comunque trapelata una <strong>scaletta dei brani eseguiti dallo stesso Chester:</strong> </p>
<p>&#8211; <strong>Down</strong> (Stone Temple Pilots)<br /><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8211; </span><strong style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Them Bones</strong><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> (Alice In Chains)<br /></span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8211; </span><strong style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Paradise City</strong><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> (Guns N &#8216;Roses)<br /></span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8211; </span><strong style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Hole in the Sky</strong><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> (Black Sabbath)</span></p>
<p style="text-align: right;">Fonte:<a href="http://lplive.net/forum/index.php?showtopic=12258"> LPLiv</a>e</p>
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		<title>Gli eroi musicali di Mike e Phoenix</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/altre-news/la-domanda-di-loudwire-a-mike-e-dave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michael]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 10:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span lang=""><span lang="">Qualche giorno fa è stata rilasciata una breve intervista a Mike e Dave condotta da Loudwire. Scopriamo insieme di quale argomento hanno parlato i membri della band.</span></span></p>
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<p>Pochi giorni fa il rapper<strong> Mike Shinoda</strong> e il bassista<strong> Phoenix</strong> sono stati intervistati da <strong>Loudwire.</strong> Ai nostri beniamini viene chiesto di parlare dei loro eroi musicali e i nomi che saltano fuori sono stati i<strong> Metallica</strong> e <strong>Paul McCartney.</strong></p>
<p><strong>Dopo aver parlato per un po&#8217; con il duo,</strong> è stato chiesto a Shinoda e Phoenix chi sono i più grandi gruppi musicali al mondo degli ultimi anni. <strong>Mike ha citato</strong> immediatamente i <strong>Metallica </strong>e ha parlato anche del produttore <strong>Rick Rubin.</strong></p>
<p><strong>Shinoda ha inoltre fornito qualche spiegazione in più di uno degli esercizi di Rubin che ancora oggi usa quando è in studio.<br /></strong><em>&#8220;Quando stavamo ascoltando una canzone che stavamo scrivendo, uno degli esercizi era: A cosa assomigliano queste sonorità? Ora, che cosa non possono fare quegli artisti? Che materiale manca a loro che noi abbiamo? Cosa non è il loro forte? E ora, noi possiamo farlo e aggiungerci delle cose che loro non possono aggiungere? &#8220;</em></p>
<p> <strong>Phoenix invece nomina i The Beatles, in particolar modo Paul McCartney</strong>, con il quale i Linkin Park hanno suonato ai <a href="https://www.youtube.com/watch?v=24MD-v0IgYA" target="_blank" rel="noopener">48° Annual Grammy Awards.</a> Sia Shinoda che Phoenix hanno parlato di quanto sia stato bello suonare con Sir Paul durante le prove e durante il live ed entrambi sperano in nuovi incontri con Paul in futuro.</p>
<p><span lang="">Tuttavia <strong>in entrambi i casi,</strong> sia Shinoda che Phoenix hanno elogiato lo spirito e la personalità di ognuno di questi nomi dalla quale hanno anche preso esempio nel modo di essere umili e devoti alla musica.</span></p>
<p><span lang=""><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2966" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2015/07/1401x788-56791323.jpg" border="0" alt="" width="510" height="287" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2015/07/1401x788-56791323.jpg 1401w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2015/07/1401x788-56791323-1024x576.jpg 1024w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2015/07/1401x788-56791323-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px" /></span></p>
<p><span lang="">Come dice l&#8217;intervistatore all&#8217;inizio del video, i Linkin Park hanno avuto un ruolo dominante nella scena musicale degli ultimi 15 anni. <strong>Chissà se in futuro ci saranno gruppi che</strong> alla domanda &#8220;qual è stata per voi la migliore band degli ultimi anni&#8221; <strong>citeranno la band californiana.</strong> Non resta che aspettare.</span></p>
<p><span lang=""><span lang=""><strong>Potete trovare</strong> il link dell&#8217;<strong>intervista</strong> originale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=1m2EYQ2FC3E" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;interno dell&#8217;articolo.</a></span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span lang=""><span lang=""><span lang=""><a href="http://loudwire.com/" target="_blank" rel="noopener">Fonte:loudwire.com</a></span></span></span></em></p>
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