Prima Recensione e Durata di ATS

Questo articolo è stato pubblicato più di 15 anni fa e fa riferimento a notizie molto datate e pubblicate probabilmente su una precedente versione di questo sito; è pertanto possibile incorrere in problemi di visualizzazione di testi e/o immagini e in link che puntano a pagine non più esistenti o spostate.

Ana di Phoenix-Farrel.org ha vinto le selezioni per il Listening Party di Hambourg dello scorso 16 Agosto ed è riuscita, tra appunti presi sul momento e ricordi strizzati al massimo a fornirci una prima veloce recensione dell’album che gli è stato fatto ascoltare per intero e tramite cuffie.

Ci fa notare che è stato difficile riconoscere il passaggio da una traccia all’altra [ed infatti confrontando le descrizioni con la tracklist, confermata in via quasi ufficiale dal sito giapponese tower.jp, sembra proprio che ci siano degli errori nella scansione in traccie .ndt] visto che nessuno li avvisava del cambio o dei titoli, ed essendo un Concept Album è legittimo aspettarsi che il sound sia molto uniforme e ben mescolato, quindi non vi aspettate precisione da questo punto di vista, così come ricordate che si tratta di un SINGOLO ascolto, pochino per giudicare o ricordare un album, per cui prendete questa recensione molto con le pinze e solo a livello descrittivo generale e personale.

1. The Requiem [2:01]

Si può chiaramente dire che si tratti di un viaggio attraverso un atmosfera apocalittica ed inizia con un suono misterioso, simile a qualcosa di alieno e cresce in una base di tastiere. Questa traccia include un coro ed una voce femminile che canta “Don’t save us everyone, we are broken people living under loaded gun” e si conclude con un discorso originale ed editato digitalmente di Oppenheimer.

2. The Radiance [0:57]

Il secondo pezzo inizia con una batteria simile ad un battito cardiaco seguita da una chitarra dal suono elettro/pop e Mike che canta. Le tastiere suonano come elettronica mescolata ad elementi Jazz e successivamente le voci intonano “I’m loosing what I don’t deserve” e le chitarre sfumano via lasciando solo sentire tastiere e Mike in sottofondo.

3. Burning in the Skies [4:13]

Inizia con un ruomore di grilli e bombe in sottofondo e successivamente possiamo ascoltare una fanfara di marcia di soldati africani. C’è una pausa improvvisa nella canzone ed una chitarra pesantemente distorta irrompe (mai sentito Brad suonare una chitarra così heavy) ed un ritmo pesantemente rap vi si aggiunge sopra.

I’m not a robot, I’m not a monkey” rappa Mike e per la prima volta in assoluto possiamo sentire (per ben 2 volte nella canzone) Mike dire motherf**** e successivamente una parte perfetta per essere cantata dal pubblico in concerto (oooohhh nel ritmo sopra un beat molto pesante, come soldati che si preparano alla guerra).

Si conclude con Chester che canta “When they come for me, I’ll be gone” e quindi la stessa fanfara africana dell’inizio (include anche della musica orientale).

4. Empty Spaces [0:18]

Inizia con il Piano e Mike e Chester che cantano Ooohhh. Il genere mi ricorda un Rock classico simile ai Soundgarden. Chester canta “You say you’re not gonna fight because no one’s gonna fight for you” e su questo pezzo (oltre che nell’intero album) possiamo sentire archi sintetizzati ed una base di batteria molto veloce come nei pezzi precedenti.

Hold on to the weight of the world” è uno dei messaggi principali del pezzo.

5. When They Come for Me [4:53]

Mike e Chester cantano in un altra lingua (o in Inglese riverso) e sono seguiti da una distorsione di chitarra ed un beat di batteria in stile WID. Cresce lentamente e finisce in uno spazio vuoto.

6. Robot Boy [4:28]

Un intro di chitarra ruvida (ripetuto 4 volte) seguito da una singola nota di tastiera e Mike che rappa in stile Reggae ma comunque intonato con le chitarre nella base. Un altra pausa giunge quando la canzone si va a calmare e Chester canta “Waiting for the end to come“. Un suono da ballata sopraggiunge e tutta la canzone assume un ritmo sostenuto (in stile spiaggia californiana). Questo è un pezzo che è possibile ballare molto bene in un club.

7. Jornada del Muerto [1:34]

Inizia con un organo sintetizzato ed è sottolineato da un veloce rullare di batteria. La canzone ricorda il Pop degli anni 80 con tastiere sintetizzate economiche ma la cosa più scioccante è stato sentire Chester rappare in questa canzone in modo molto veloce e tremendo. E quando pensiamo che la canzone sia puramente POP con Chester che rappa ecco arrivare il ritornello fatto da urli tremendamente sguaiati (quelli menzionati da Mike in un’intervista, in cui Chester sembra stia perdendo la ragione).

Questo pezzo è decisamente terribile e disturbante a causa del rappato molto pop di Chester che non si adatta a tutti quegli urli folli ed è sicuramente il peggiore dell’album per questo motivo.

8. Waiting for the End [3:51]

Quando irrompe la chitarra, ricorda molto una canzone elettronica e rock, quasi trash come quelle di Marylin Manson ed il beat sembra quasi di tipo dubstep. La canzone è molto veloce e viene calmata dalla voce di Mike soffice e candida che intona “calm down” e si conclude con un altro cantato di Mike e Chester insieme.

9. Blackout [4:39]

Saltiamo la descrizione di questa canzone, ovviamente assorbita nelle altre: a questo punto appare infatti ovvio che abbiamo toppato la tracklist durante l’ascolto a causa dello scorrere delle canzoni come un unico grande viaggio, difficilmente divisibile in traccie. Non fate affidamento quindi sull’associazione canzone-descrizione nei pezzi precedenti.

10. Wretches and Kings [4:10]

Inizia con un discorso al pubblico (chiaramente risalente all’epoca della Seconda Guerra Mondiale).
La chitarra suona veramente strana e lo stile dei beat è simile alla intro di Lying from You, suonata dal vivo nel 2009. Mike rappa in questa canzone e Chester canta con una voce molto sporca (simile agli Skindred) ed è un’altra canzone perfetta da far cantare al pubblico. Joe è molto presente in questa traccia.

11. Wisdom, Justice, and Love [1:38]

Un’introduzione molto triste di tastiere con un discorso storico di Martin Luther King. Una voce maschile sconosciuta dice: “La fine è vicina” e lentamente si trasforma, con degli effetti, in una voce maligna.
Alla fine si sente Martin Luther King pronunciare le parole “Wisdom“, “Justice” e “War“.

12. Iridescent [4:56]

Inizia (di nuovo) con il pianoforte al quale si affianca Mike cantando con voce triste (molto emozionale).
Chester si unisce a Mike e i beat sono simili alla canzone ‘Marching on’ di One Republic. Ricorda una ballad pop (simile a Shadow of the day). La canzone finisce con un coro eseguito dall’intera band.

13. Fallout [1:23]

Ricorda la canzone “Buddha For Mary” dei 30 Seconds to Mars. Inizia con una voce distorta.

14. The Catalyst [5:39]

A questo punto la conosciamo già molto bene.

15. The Messenger [3:01]

Molto simile alla canzone “Hero” dei Rise Against. Chitarra acustica con Chester che canta When you feel you’re alone, your instinct tells you to run“. Ho notato che la voce di Chester è divenuta più arrabbiata. Il pianoforte segue la chitarra acustica e Chester ripete “Back home, where live / love keeps you blind“.

 

Mi dispiace molto di non ricordare tutto molto bene e di avere fatto un casino all’inizio ma è stato davvero difficile ascoltare attentamente ogni volta che una canzone veniva riprodotta.

A proposito delle chitarre

La chitarra è perlopiù in sottofondo, ed ha applicati un sacco di effetti (flanger, distorsioni) ma suona totalmente differente da MtM, HT e Meteora. Qualche volta l’intero beat si ferma e si riesce a sentire solo la chitarra.

A proposito del cantato

In questo album si potrebbe dire che Mike è il cantante principale e Chester solo una seconda voce. Perchè la maggiorparte del tempo cantano le canzoni insieme (30% autotune) e in una sola canzone Chester canta da solo.

A proposito dell’album

Questo album è perlopiù un disco dei Fort Minor in collaborazione con i Linkin Park. Le percussioni sembrano essere tutte elettroniche e hip-hop style. C’è molta varietà per quanto riguarda le percussioni (per es. bushdrums) e, come ho detto prima, Mike è molto più presente di Chester.
Chester urla solo un paio di volte.

Il mio giudizio personale

Questo album mi ha fatto totalmente andare fuori di testa. Non suona affatto come un disco dei Linkin Park. Se si ascoltano attentamente tutti i remix che Mike ha fatto (ed anche le intro live di What I’ve Done con l’ambulanza e di Lying from You) si potrebbero comparare quegli stili con il nuovo album.

I Linkin Park rischiano molto con questa direzione totalmente nuova e diversa; i fans o la ameranno o la odieranno.

A me è piaciuto un sacco. Contiene così tanti generi musicali che non si può dire quale sia quello generale. Suona come: Soundgarden, Muse, Metric, 30 Seconds To Mars, Rise Against, Dr.Dre, Eminem, Pendulum, Dubstep, Elettronica, ecc.

Spero che questa recensione non vi abbia confuso troppo. E’ davvero davvero difficile descrivere il nuovo album e non posso compararlo a nessuno stile musicale specifico.

Durata del disco

47:41 (secondo tower.jp, non confermato), comunque 50 minuti circa.

Grazie ad Ana ed a LPassociation