Riguardo alla Bilboard TV and Film Conference svoltasi il 25 e 26 Ottobre a Hollywood, Examiner.com ha scritto un articolo dal panel di Out of the Band and Onto the Screen, in cui sono fatte delle domande sia a Joe Trapanese che a Mike riguardo alla score di The Raid, film a cui stanno attualmente lavorando.
Qui di seguito l’articolo tradotto per voi:
Dopo aver introdotto i membri del panel, una delle prime domande chieste a Robert Kraft è stata: “Quanto è diverso comporre per un film rispetto allo scrivere una canzone per il proprio gruppo o per se stessi?”. Joe Trapanese ha risposto: “Non vuoi che niente sia troppo schiacciante o troppo impressionante perché stai manipolando la verità… Sto sempre cercando di convincere gli editori e i direttori a tirarsi indietro. La musica deve essere utilizzata solo per muovere la storia con sé – non è che debba essere per forza un personaggio… Ho trovato che (lavorando su film indiani) il budget è molto più ristretto e si può ottenere molto di più dal meno – meno pezzi – ed essere più sorpresi del fatto che un pianoforte e un violoncello possano quasi sembrare tanto grandi quanto un’orchestra di sette elementi nel suo spazio infinito”. E sulla scia di questa osservazione percettiva, Robert Kraft ha detto che “a volte il silenzio è il più grande rumore si potrebbe fare”.
Anche un’altra domanda ha avuto a che fare con il processo di editing: come si fa a decidere quali pezzi da tenere e quali da tagliare? Mike Shinoda ha risposto a questa domanda con un aneddoto di quando era a scuola presso il Centro d’arte di Pasadena. Ha dichiarato: “La nostra esperienza a scuola era che dovevamo andare a parlare [di fronte a tutti] con un dipinto, e la classe, formata da circa trenta persone, doveva mettere ogni proprio pezzo sul tavolo e, fondamentalmente, gli alunni dovevano raccontarsi l’un l’altro perché pensavano che i loro dipinti fossero orribili per ore, e nel corso corso degli anni in cui si fa una simile cosa, alla fine la si fa bene. Diventi veramente bravo a essere in grado di accettare le critiche e a darle, e a lasciare il tuo ego alla porta e semplicemente buttarti ed essere produttivo. Se si lavora con persone che sono solo disinteressate credo sia un problema molto più grande, ma finché si è tutti nella stessa squadra, si possono avere quel tipo di conversazioni in cui si può dire a qualcuno ‘guarda, lascerò stare tutte queste cose – io credo di più in questa’. Allora la gente sarà un po’ più ricettiva”. A questo Robert Kraft ha risposto,”tu avrai un grande futuro come compositore cinematografico con questo atteggiamento, perché è l’essenza dell’essere un tale compositore.” E Mike ha risposto: “È così che funziona la nostra band. Abbiamo sei ragazzi che lo fanno. Ogni lunedì ci riuniamo con i nostri risultati. Questo è il motivo per cui ci è necessario più di un anno per fare un disco. Stiamo uccidendo una dopo l’altra idee su idee e ne stiamo costruendo di nuove basate su altro. Anche se ad uno del nostro gruppo non piace un passaggio per un motivo o per un altro ci impegniamo a capire quale sia il motivo per cui non ci si riconosce. E noi lo rispetteremo per questo, anche se non si occupa di scrivere le parti di cui stiamo parlando – che siano esse le parti vocali, o qualsiasi altra cosa – perché la sua opinione è potenzialmente un sesto dei nostri fan, quindi dobbiamo rispettarla, e cercare di farla funzionare.
Qui potete trovare l’intero articolo.
Riguardo a questa conferenza stampa, si possono anche trovare dei video caricati da utenti di YouTube e filmati durante l’evento. Qui di seguito per voi ci sono due video caricati dall’utente tubeyoucaliron. Nel primo vediamo Mike rispondere ad una domanda riguardo al comporre per un film, mentre nel secondo lo vediamo parlare degli aspetti generali del creare musica.
Thanks to: mikeshinodaclan
