Sentito il nuovo album, lo abbiamo pensato tutti. Alcuni l’avevano detto anche prima che uscisse. A thousand suns è destinato a rompere definitivamente a metà il fanbase dei Linkin Park, tra coloro che lasciano e coloro che si adattano con convinzione.
Tante parole sono state spese, dal nostro staff, da voi utenti e soprattutto dalla band a riguardo: un recente articolo di Associated press, del quale vi proponiamo la traduzione integrale, raccoglie alcuni interessanti punti di vista. A voi.
Il giorno dopo il rilascio dell’ultimo album dei Linkin Park, il loro cantante leader, Chester Bennington, si collega ad iTunes per controllare qualche recensione. Anche se le risposte non sono tutte positive, gli piace quello che legge.
“Stavolta è come se o lo amassero al punto da dargli cinque stelle, o lo odiassero…al punto di tirarcelo dietro”, dice Bennington. “Ed è una gran cosa”
Anche se c’è ancora dell’heavy metal fuso con l’hip hop in “A thousand suns”, ci sono anche momenti psichedelici, strumentali, che sono una vera e propria partenza per i rap rockers di Los Angeles.
Mike Shinoda dice che “Suns” è un album che “chiede un sacco di attenzione alla gente”.
“E’ più un’esperienza di 48 minuti che una collezione di singoli”, dice Shinoda, il lirico del gruppo.
“Abbiamo provato a creare un album che ci trasportasse via per un po’…ed abbiamo voluto che la gente venisse in questo viaggio”, aggiunge Bennington. “E’ tipo una droga musicale”.
Il nuovo sound non è stato intenzionale per i ragazzi. Dicono che durante la creazione di “Minutes to midnight”, nel 2007, decisero di prendere una direzione diversa dai loro primi due album: lo sforzo da molti dischi di platino “Meteora”, anno 2003, ed il loro debutto da 10 milioni di copie vendute, “Hybrid theory”, anno 2000.
Ma prima di creare “Suns”, i sei si sono impegnati per la musica del loro videogioco “Linkin Park revenge”, un’app per iPhone. Rick Rubin, che ha co-prodotto il nuovo album e “Minutes to midnight”, dice che creare musica per il gioco è stato il “passo iniziale” per il nuovo sound della band.
“Fu interessante come nacque, perchè non sapevano nemmeno di stare lavorando su un album…fu come se prendesse vita da solo”, dice Rubin. “Poi ne parlammo, e dicemmo che, insomma, se è questa la musica che vi appassiona, è giusto che si vada in questa direzione”.
Il produttore veterano dice anche un nuovo approccio è stata la cosa migliore per la band.
“Spopolarono verso la fine dell’onda lunga del movimento rap rock…ed in seguito, quando la quasi totalità del mondo della musica alternativa cambiò direzione da quella strada, si trovarono in una situazione piuttosto pericolosa”, dice Rubin. “Non avrebbero potuto continuare a fare quel tipo di musica, con la quale comunque avevano molto successo, ma…credo avrebbe avuto poca vita”.
Anche se alcuni fans potrebbero non apprezzare il nuovo disco, altri lo fanno. “Suns” ha debuttato al primo posto nella classifica dei 200 top album di Billboard, questo mese; e si ripete in Europa e Canada.
Bennington crede sia a causa del fatto che lo stile per cui la band è famoso -un mix di rap e heavy metal- è virtualmente incapace di soddisfare i loro così tanti fans.
“In quanto artisti, -fare musica- è un piacere del tutto egoistico”, dice. “Facciamo musica per noi, musica che ci piace. Non lo facciamo per la gente…mica pensiamo “facciamo un grafico a torta dei nostri fans e capiamo quante persone stanno in ogni categoria e facciamo un album perfetto per loro”. Cioè, sarebbe assolutamente ridicolo”.
Bennington dice anche che la band è più interessata nella crescita creativa: “Ci piace sempre metterci un passo oltre, così da parlare e lavorare con la musica che stiamo facendo, e con la quale prendiamo più confidenza man mano che la sviluppiamo”.
Una delle novità artistiche di “Suns” è l’uso di discorsi politici. Ci sono interludi che prendono da un’intervista al fisico Robert Oppenheimer circa al progetto Manhattan, o dal discorso pacifista del 1967 di Martin Luther King intitolato “Dietro al Vietnam: è ora di rompere il silenzio”.
“Sentono speranza, sentono rabbia, sentono, sai, l’umanità che distrugge se stessa”, dice Shinoda riguardo ai messaggi dell’album. “Parli coi tuo amici, vedi cose al telegiornale, leggi notizie in rete e tutte queste accadono davvero, e cercavamo un modo di metterle tutte assieme”.
Shinoda dice che a causa della svolta digitale della musica dell’ultimo decennio, molti fans si aspettavano un album di singoli, non un album “album”. Dice che si volevano assicurare che i Linkin Park non seguissero quella linea.
Citando il bassista della band, Phoenix, Shinoda spiega: “Mi pare che la musica da mainstream sia, per la maggioranza, sai, così zuccherosa. E’ buona per un breve assaggio, toccata e fuga, ma non c’è sostanza, e non ne puoi mangiare tanta a meno di un bel mal di pancia”.
“Volevo qualcosa che avesse sostanza, che avesse durata”, continua Shinoda. “-Ma- stiamo capendo che un sacco di fans fanno fatica ad ascoltarlo, ed ancora meno cercano di spiegare cosa stanno sentendo”.
Ma Rubin dice che i fans si abitueranno, al tempo debito.
“L’ho fatto sentire a persone che non amano i Linkin Park, che non li hanno mai amati, e lo adorano”, dice. “Ci vorrà giusto un attimo alle persone cui piacerà perchè si rendano conto che gli piace, appunto. Sono le persone di mente aperta che sono cresciute con la band”.
Insomma, il messaggio è sempre lo stesso: se piace benissimo, se non piace non prendetelo come un torto personale ed ascoltate altro, come diceva Chester in un’altra recente intervista. La strada dei ragazzi sembra segnata, ed a molti di noi piace.
Fonte: AP su Yahoo
Grazie: LPA per la segnalazione, Hackuity per la traduzione
