Mike spiega la scelta del nome ‘Living Things’

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NME ha pubblicato un articolo in tre parti riguardante il nuovo album dei Linkin Park Living Things. Abbiamo tradotto per voi l’articolo e riassunto le cose più interessanti emerse da quest’ennesima intervista. Non vi resta che leggere!

“Penso che eravamo così interessati nell’aggiungere nuovi strumenti alla “cassetta degli attrezzi” che abbiamo dimenticato ciò che era già a nostra disposizione. Dopo aver fatto alcuni album che si focalizzavano su cose diverse, usare i vecchi attrezzi è stata una ventata di aria fresca. Non torneremo sicuramente al nostro vecchio sound, ma useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione” ha detto Mike Shinoda.

Il cantante ha poi continuato: “Abbiamo imparato tanto da tutti gli album che abbiamo fatto, quindi abbiamo considerato tutto questo e mixato tutto in un unico lavoro.”

“Abbiamo scelto il titolo Living Things perchè è molto più che un disco riguardo le persone. Riguarda molto più le interazioni personali. Negli ultimi dischi abbiamo avuto interesse per i problemi globali e sociali e c’è qualcosa del genere anche qui, ma quest’album è molto più personale.” Il cantante ha anche detto che l’album ha una varietà di stati d’animo, ma la rabbia che era una caratteristica dei primi lavori della band rimane parte del loro repertorio.

Gli è stato chiesto se ci sono nell’album dei momenti in cui il testo si fa rabbioso, ha risposto: “Lascerò decidere all’ascoltatore. Lo vedo come un album molto ‘tridimensionale’. Ci sono sicuramente momenti di urla liberatorie, ci sono altre parti dove ci si sofferma di più sul testo e la melodia e c’è del rap. C’è un buon equilibrio di tutti gli stili vocali che facciamo.”

Parlando delle influenze dell’album, ha detto: “Una cosa che mi venne in mente quando stavamo finendo l’album, era la connessione con il primo album. Per me, non si tratta di tornare indietro all’ album Hybrid Theory, ma si tratta di tornare alla band Hybrid Theory perchè ciò era descrittivo della musica che facciamo.”

“Ciò che abbiamo fatto durante il percorso di quest’album è tornare indietro e modernizzare tutto. Ora, ascoltiamo ancora più stili di musica e i nostri gusti sono diventati ancora più profondi di quanto erano prima. Così ora più che mai c’è molta più roba che possiamo fare.”

Fonte: NME.com