
Un altro fan che ha partecipato ieri all’evento di pre-listening per A Thousand Suns a Los Angleles ha scritto una recensione sulla prima impressione sull’album. Si ringrazia turtleguy556 su LPA per averla condivisa.
SE NON VOLETE ROVINARVI LA SORPRESA DELL’ALBUM, NON CONTINUATE OLTRE.
Ho avuto il privilegio di venir selezionato per andare alla Warner Records ieri ed essere una delle 20 persone al di fuori dell’etichetta ad ascoltare l’album, così ho deciso di scrivere una recensione per condividere i miei pensieri. L’album è un viaggio dall’inizio alla fine. Ti coinvolge fin dai primi 10 secondi e mi sono venuti i brividi in cinque differenti momenti durante l’ascolto dell’album. Gustatevi la recensione.
- The Requiem – Grande intro con uno scuro synths sound in dissolvenza. Mike inizia con un inquietante lamento, seguito da una frase di The Catalyst, proveniente dalla voce di una bambina. La frase è pronunciata con note diverse, che trapela un misterioso sentimento. I capi della Warner ci hanno chiesto chi pensavamo che fosse la bambina, e ci siamo tutti sbagliati. Ci hanno detto che in realtà era Mike, con pesanti filtri vocali elettronici. La voce è ossessiva, comunque.
- The Radiance – Un piccolo synth che va a dissolversi nella canzone successiva, non c’è molto da recensire. E’ più un continuo della prima traccia, piuttosto che una canzone in sè.
- Burning In The Skies – Molto orecchiabile. Nel ritornello Chester canta “Swimming through the smoke of the bridges I have burned, I’m losing what I don’t deserve” Queste sono le parole che mi sono rimaste impresse dopo aver ascoltato la canzone. La traccia ha in sè un ottimo sentimento. Potrebbe diventare ulna radio song. Non è molto pesante, ma penso che alla gente piacerà.
- Empty Spaces – Intro di grilli che cantano, armi che sparano e bombe che esplodono. Le bombe si dissolvono nel beat del pezzo successivo..
- When They Come For Me – Un martellante e duro beat con rap di Mike durante tutto il pezzo. Mike finisce molte frasi con “Try to keep up motha effaaaa”
- Robot Boy – Per questa traccia mi aspettavo qualcosa di molto elettronico, a causa del nome. Tuttavia, era molto melodica con canto di Mike senza molta influenza elettronica.
- Jornada Del Muerto – Questa traccia arriva sulla scia della precedente. Suona come fosse una strumentale con una traccia vocale invertita e deformata. Qua mi sono venuti i brividi. La traccia vocale non può’ essere compresa dal testo, ma piuttosto dal tono. Dalla voce pareva esausta. Molto inquietante ad un primo impatto.
- Waiting For The End – Il capo della Warner ci ha detto che questa sarà il prossimo singolo ed ha chiesto il nostro parere sulla canzone. Mike rapa in modo molto raggae con Chester che canta in modo molto orecchiabile. Ha un grande beat, una grande vibrazione in generale. Questa è la canzone dell’album che non suona affatto come qualcosa dei Linkin Park. Veramente grande, ma molto diversa.
- Blackout – Questa è una canzone di spicco. Beats elettronici, con Chester che quasi rapa. Non lo chiamerei un vero rap, perché per certe parole carica le note, come se cantasse veloce. Dopodichè urla PESANTI, che riempiono in modo azzeccato i suoni elettronici. Chester urla BLACKOUT ed è mixato e distorto come qualcosa di simile a Reanimation, suona incredibile.
- Wretches And Kings – Questa è la canzone per cui tutti i vecchi fans hanno atteso e si sono lamentati. Questa canzone poteva state benissimo su Meteora. Chitarra pesante con molti effetti e Mike che rappa duramente sulla canzone, con Chester che canta “urlando” nel ritornello. Potrei dire che questa è la migliore canzone che i Linkin Park abbiano mai fatto. Il beat colpisce più forte di quello che puoi immaginare. Il capo della Warner ci ha fatto riascoltare la canzone, questa volta a tutto volume, sotto nostra richiesta dopo che l’album era finito. Questa canzone è da sola una buona ragione per comprare l’album. E’ come una reinvenzione dei primi due album. Sono contento però che sia l’unica traccia di questo genere, perché la rende speciale, come nient’altro nel CD.
- Wisdom, Justice, And Love – Martin Luther King parla sopra suoni distorti, e lentamente si distorce in una voce robotica.
- Iridescent – Questa suona come un grande e potente singolo da radio. Beat pesante, guidato dal piano con voce leggera e un ritornello in crescendo. Un’immensa fine con coro che canta con Chester, un gruppo di voci, possibilmente le voci dei ragazzi della band. La canzone non è pesante, ma è veramente epica, dall’inizio alla fine. Ci sta’, insomma.
- Fallout – Questa suona come se avrebbe dovuto essere intitolata Robot Boy, dato che è Mike che canta con voce robotica. La canzone ci introduce nella successiva.
- The Catalyst – Ok, un singolo che va bene come introduzione all’album, ma si adatta meglio come parte dell’album, piuttosto che canzone in sè, da sola. Appena finisce, hai come la sensazione che fosse nel posto giusto dell’album.
- The Messenger – Chitarra acustica che introduce un canto da solista di Chester, cantando come non l’ho mai sentito cantare finora. Raggiunge alcune note assolutamente incredibili. Un testo potente, riguardante gli angeli. Chester, vocalmente, non si risparmia affatto. Le note, in alcuni punti, mi hanno fatto venire i brividi. Un perfetto modo di concludere il viaggio di A Thousand Suns.
Mancano solo due settimane.
Thanks: LPA
