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	<title>Dennis Radaelli, Autore presso LINKIN PARK ITALIA</title>
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	<title>Dennis Radaelli, Autore presso LINKIN PARK ITALIA</title>
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		<title>From Zero World Tour &#8211; I resoconti di Londra e Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park Italia]]></category>
		<category><![CDATA[From Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il lancio della nuova era della band non potevamo assolutamente tirarci indietro e saltare le date del From Zero World Tour 2024. Questo che segue è il riassunto dell&#8217;esperienza vissuta in prima persona dei concerti che abbiamo assistito a Londra e a Parigi. LONDRA &#8211; 24 SETTEMBRE Accolti dal clima pungente londinese, giungiamo all&#8217;O2 [...]</p>
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<p>Con il lancio della nuova era della band non potevamo assolutamente tirarci indietro e saltare le date del From Zero World Tour 2024. Questo che segue è il riassunto dell&#8217;esperienza vissuta in prima persona dei concerti che abbiamo assistito a Londra e a Parigi.</p>



<span id="more-6115"></span>



<p class="has-text-align-center"><strong>LONDRA &#8211; 24 SETTEMBRE</strong></p>



<p>Accolti dal clima pungente londinese, giungiamo all&#8217;O2 Arena attorno all&#8217;orario di pranzo e ciò che balza immediatamente all&#8217;occhio è un grosso stand del merchandise posto al di fuori della venue, già preso d&#8217;assalto dai fan più accaniti con lo scopo di acquistare in anticipo una selezione del merch (quello completo sarebbe stato disponibile una volta aperti i cancelli).</p>



<p>Il pomeriggio viene trascorso insieme a fan e amici da tutto il mondo all&#8217;interno di uno dei tanti locali dell&#8217;O2 Arena, con l&#8217;apparizione a sorpresa di Ana [Digital Marketing di Warner nonché volto noto nella community LPU, ndr] che ci raggiunge per la premiére del video di <em>Heavy Is The Crown</em>, lanciato come secondo singolo proprio in quella giornata.</p>



<p>Con la puntualità di un orologio svizzero, alle 18:30 i cancelli vengono aperti e ci dirigiamo immediatamente verso il palco, nella sua particolare posizione centrale come visto al livestream di inizio settembre e nelle tappe successive. Nemmeno un&#8217;ora ed ecco Grandson salire sul palco introducendo se stesso e la sua band sulle note di <em>Running From My Shadow</em> [il pezzo scritto con Mike e presente nell&#8217;album <em>Post Traumatic</em> di quest&#8217;ultimo, ndr]. Il rapper/cantante è visibilmente carico e riesce a catturare l&#8217;attenzione dei presenti attraverso il suo (breve) set di dieci pezzi, passando per tracce come <em>Riptide</em> (prodotta da Mike), <em>Stigmata</em> e <em>Blood // Water</em>, con il quale si congeda.</p>



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<iframe title="grandson: Blood // Water [Live 4K] (London, United Kingdom - September 24, 2024)" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/Iujh1XvdYnQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Non passa molto tempo nella fase di cambio palco che le luci si spengono improvvisamente per far posto a un laser verticale e a un suono distorto che da il via all&#8217;<em>Inception Intro</em>, per la prima volta caratterizzato dalle strofe di <em>Iridescent </em>al posto di <em>Castle of Glass</em>, segno di possibili cambiamenti in scaletta. La band apre così le danze con <em>Somewhere I Belong</em>, dove ammiriamo una Emily molto carica. Quest&#8217;ultima sembra aver completamente smaltito la pressione iniziale avuta nello show introduttivo di inizio mese, saltellando da una parte all&#8217;altra del palco con un sorriso a dir poco contagioso. Dopo il quartetto <em>Crawling/Lying From You/Points Of Authority/New Divide</em>, Mike saluta il pubblico ringraziandolo per il caldo benvenuto alla rinnovata lineup e soprattutto per l&#8217;ottimo responso verso <em>The Emptiness Machine, </em>che viene suonata immediatamente dopo e cantata a squarciagola dai presenti.</p>



<p>Dopo una breve pausa, è <em>The Catalyst</em> a introdurre il secondo atto che ha il suo culmine con i soli di Joe e Mike, affiancati entrambi da Colin, che oltre alla batteria si cimenta in alcuni passaggi di chitarra durante <em>When They Come For Me</em>. Ma è una volta terminato il set di Mike che l O2 Arena inizia ad infiammarsi: il rapper e tuttofare della band annuncia che questa sera è il debutto assoluto del Set B, rivolgendosi a Emily di spiegare per bene cosa significasse ed ecco che quest&#8217;ultima si cimenta nello scream introduttivo di <em>Keys To The Kingdom</em>, ben accolta specialmente nel pit. Immediato è l&#8217;inizio di un mosh pit senza sosta che persiste anche nella combo <em>Given Up</em> e <em>One Step Closer</em>, proposte subito dopo.</p>



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<iframe title="Linkin Park: Keys To The Kingdom [Live 4K] (London, United Kingdom - September 24, 2024)" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/cb2aPtgcw6E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Le acque si placano e dopo un cambio palco (ora abbiamo di fronte il drum kit di Colin e la console di Joe), Mike e Emily salgono sul palco per eseguire la versione acustica ridotta di <em>Lost</em>, circondati da una pioggia di luci. Il terzo set si contraddistingue per la carrellata delle principali hit della band (in primis <em>Numb</em> e <em>In The End</em> &#8211; con Emily sul pubblico durante la seconda) ma brilla in particolar modo per una riuscitissima <em>Breaking The Habit</em> e per <em>My December</em>, anch&#8217;essa proposta in acustico ma assieme a Phoenix, Joe e Colin.</p>



<p>Il palco viene nuovamente infiammato con la sempreverde <em>Papercut</em>, seguita a ruota dalla nuovissima <em>Heavy Is The Crown</em>, ben accolta dal pubblico londinese (in special modo per il lungo scream di Emily nel bridge). Ed è ovviamente <em>Bleed It Out</em> a chiudere la scena, che si lascia consci di aver assistito a un concerto a dir poco memorabile.</p>



<p>E&#8217; innegabile l&#8217;enorme lavoro svolto dalla band e dagli addetti dietro le quinte al fine di offrire uno spettacolo così particolare e coinvolgente. Il sapiente uso di laser e visual è qualcosa che difficilmente era stato proposto dai losangelini in passato, così come la maestria nel tenere il palco per una durata complessiva di poco più di due ore, intrattenendo il pubblico dall&#8217;inizio alla fine senza intoppi.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIGI &#8211; 3 NOVEMBRE</strong></p>



<p>Atmosfera analoga quella vissuta a La Défense Arena, con un&#8217;enorme affluenza di pubblico al di fuori del palazzetto già dalle prime ore del mattino (alcuni appostato addirittura dalla sera prima nonostante le temperature).</p>



<p>La grande novità che cattura immediatamente l&#8217;attenzione una volta entrati è la disposizione del palco, tornata alla forma &#8220;classica&#8221; e non più centrale; anche la venue stessa non è da meno, con la sua elevata capienza (grossa circa il doppio della O2 Arena). A quasi capienza piena ecco giungere gli Sleep Token, scelti come opener della serata. Il gruppo mascherato londinese è protagonista di una performance senza intoppi, proponendo al pubblico un set composto da alcuni dei loro pezzi più aggressivi (<em>Vore</em> su tutti) e concludendo con l&#8217;epica <em>Take Me Back To Eden</em>, title track del loro ultimo disco datato 2023.</p>



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<iframe title="Sleep Token: Alkaline [Live 4K] (Paris, France - November 3, 2024)" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/0dvAB4jt2-M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>I Linkin Park giungono sul palco con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia ma ripagano l&#8217;attesa offrendo un set molto energico, molto più di quanto visto a Londra. La complicità del duo Emily/Mike è evidente sin dai primi minuti e non mancano alcuni simpatici siparietti dove Mike tenta di convincere Emily a parlare in francese al pubblico.</p>



<p>Se il primo atto non ha presentato particolari novità, è con il secondo che iniziano le sorprese: Emily appare con una chitarra al termine dei solo di Joe e Mike e quest&#8217;ultimo annuncia alla folla (dopo un breve discorso di ringraziamento fatto rigorosamente in francese) il debutto live assoluto di <em>Over Each Other</em>, uscito lo scorso 24 ottobre; l&#8217;esecuzione in sé è impeccabile e molto fedele alla versione studio, senza particolari stravolgimenti nella struttura. Altro piccolo cambiamento in scaletta è rappresentato da <em>Lost In The Echo</em> al posto di <em>Keys To The Kingdom</em>, eseguita in tonalità più alta rispetto alla versione studio.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Linkin Park: Over Each Other [Live Debut 4K] (Paris, France - November 3, 2024)" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/JDaATm0VfOA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Come già menzionato all&#8217;inizio, la presenza scenica della band è stata ancor più dinamica di Londra e non abbiamo fatto a meno di notare quanto fossero esaltati anche Phoenix e Alex, delle vere e proprie molle instancabili, complice la presenza di una lunga passerella centrale. Anche Joe non è stato da meno, intrattenendo e filmando i fan nei pochi pezzi in cui ha la libertà di non stare dietro alla console.</p>



<p>Il pubblico parigino ha voluto ringraziare la band attraverso un flashmob a inizio encore mostrando dei fogli recanti la frase &#8220;THANK YOU FOR THIS NEW ERA&#8221;, portando Mike a ringraziare di conseguenza per l&#8217;enorme supporto dato a lui e alla nuova formazione prima di esibirsi con le ben consolidate <em>Heavy Is The Crown</em> e <em>Bleed It Out</em>, quest&#8217;ultima arricchita da una strofa di <em>A Place For My Head</em> nel bridge esteso.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>IN CONCLUSIONE</strong></p>



<p>Tirando le somme lo show di Parigi è quello che, per mero gusto personale, prevale rispetto a quello di Londra: se quest&#8217;ultimo presentava alcuni momenti in scaletta più interessanti del primo, l&#8217;energia della band e il calore del pubblico avvertiti nella capitale francese sono stati due punti che hanno giocato a favore del risultato finale.</p>



<p>In entrambi i casi è comunque emerso il fatto che i Linkin Park, nonostante il lungo stop, hanno dimostrato di essere tornati in grande stile, rimettersi in gioco e a riportare in alto il loro nome. La speranza di rivederli anche da noi è ovviamente alta e non resta che incrociare le dita per il 2025.</p>
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		<title>Linkin Park 2025?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 07:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È difficile trascurare ciò che sta accadendo nelle ultime settimane nel mondo Linkin Park. In mezzo alle varie voci di corridoio, pochi giorni fa la nota testata statunitense Billboard ha rivelato che sembra essere in programma il tanto atteso ritorno della band sotto forma di tour con apparizioni in diversi festival da headliner che figureranno [...]</p>
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<p>È difficile trascurare ciò che sta accadendo nelle ultime settimane nel mondo Linkin Park. In mezzo alle varie voci di corridoio, pochi giorni fa la nota testata statunitense Billboard ha rivelato che sembra essere in programma il tanto atteso ritorno della band sotto forma di tour con apparizioni in diversi festival da headliner che figureranno Mike, Brad e Phoenix, oltre a una nuova cantante la cui identità non è ancora stata confermata.</p>



<p>Come sempre <a></a>raccomandiamo di monitorare i canali ufficiali della band e la nostra pagina per avere informazioni attendibili.</p>
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		<title>La storia di ogni canzone di Hybrid Theory</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/la-storia-di-ogni-canzone-di-hybrid-theory/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 16:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un'intervista concessa a Billboard, Mike e Joe hanno descritto i dodici brani di Hybrid Theory in occasione dell'imminente ventesimo anniversario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[ <p><em>&#8220;È stato un momento bizzarro, ma molto speciale&#8221;</em>. È così che <strong>Mike Shinoda</strong> dei <strong>Linkin Park</strong> descrive l&#8217;uscita dell&#8217;importante debutto della band, <strong>Hybrid Theory</strong>, <strong>uno degli album rock più venduti di tutti i tempi</strong>. Al momento dell&#8217;uscita dell&#8217;album, avvenuta il 24 ottobre 2000, i membri dei Linkin Park avevano poco più di vent&#8217;anni – <em>&#8220;solo bambini che scherzano&#8221;</em>, come Shinoda descrive affettuosamente i primi giorni del gruppo nei sobborghi di Los Angeles. Con Shinoda e Chester Bennington che condividevano il ruolo di frontman, i Linkin Park hanno offerto un&#8217;audace progressione sul filone rap rock che aveva scalato le classifiche alla fine degli anni novanta. Hanno spesso delineato i compiti di rapping e cantato tra i cantanti e bilanciare attentamente i riff hard rock del chitarrista Brad Delson con le ritmiche in stile hip hop del batterista Rob Bourdon e del DJ/programmatore Joe Hahn.</p> <p style="text-align: center;"></p> <p>Ecco i ricordi di Mike Shinoda e Joe Hahn riguardo tutte le canzoni dell&#8217;album.</p> <h3>1. Papercut</h3> <p>Mike Shinoda: Per me le due canzoni più importanti erano <em>Papercut</em> e <em>In the End</em>. <em>Papercut</em> era tutta l&#8217;identità della band racchiusa in un brano. Persino il fatto che inizia con quel ritmo, per poi andare dritto in un rap rimbalzante a doppio tempo con chitarre pesanti, il fatto che Chester stesse rappando con me nel ritornello – non puoi nemmeno sentirlo a causa del mix, sembra che sia solo lui, ma in realtà siamo entrambi. Quando si arriva al bridge, [arriva] quella voce imponente e imponente! E non siamo tornati al ritornello finale, era una struttura unica. Mi sento come se avessi controllato molti elementi in termini di ciò che la band era veramente. E sapevamo, dal momento in cui abbiamo avuto la canzone, che era necessaria come apertura dell&#8217;album.</p> <p>Joe Hahn: <em>Papercut</em> all&#8217;epoca era uno dei miei preferiti. Stavamo davvero cercando di unire gli stili e penso che l&#8217;abbiamo fatto con successo. L&#8217;idea di portare l&#8217;elemento breakbeat tipico dell&#8217;hip hop, penso che abbiamo avuto un&#8217;atmosfera piuttosto interessante quando abbiamo intrecciato i riff di chitarra con il drum break di quella canzone. L&#8217;album si chiama Hybrid Theory perché rappresenta quell&#8217;ideale.</p> <p>Shinoda: C&#8217;è stata una cosa strana con i singoli di questo album. Tecnicamente, ci sono stati tre singoli: <em>One Step Closer</em>, <em>Crawling</em> e <em>In the End</em>. E poi c&#8217;era un singolo europeo, che era <em>Papercut</em>. Il motivo era che <em>Crawling</em> andava ancora forte alla radio negli Stati Uniti d&#8217;America, ma il mercato radiofonico europeo si muoveva più velocemente, quindi avevano già bruciato due singoli e necessitavano di un terzo. [L&#8217;etichetta] fondamentalmente voleva che il tempo fosse scaduto in modo che il mercato europeo avesse un terzo singolo e poi potevamo andare in tutto il mondo con <em>In the End</em>. Mi hanno detto: &#8220;Vogliamo che tutto culmi con <em>In the End</em>&#8221; e lo slancio ha finito per funzionare in quel modo.</p> <h3>2. One Step Closer</h3> <p>Shinoda: Nella scelta di Don Gilmore come produttore eravamo piuttosto titubanti. Don aveva più di questi brani alternative radiofonici e sapevamo che avrebbe interpretato bene quella parte del nostro sound, ma non sapeva nulla di hip hop. Nulla! E ce lo ha detto quando si è incontrato con noi. Mi ha detto: &#8220;Ecco l&#8217;accordo, la parte del vostro sound a cui non posso contribuire è la parte hip hop. So che è una parte importante delle vostre cose. Ma mi piace come lo fate quindi cercherò di togliermi di mezzo in termini di beat, rap e cose del genere, lo lascerò a voi. &#8220;E noi ci siamo detti, &#8220;Va bene!&#8221; E ha funzionato alla grande, perché non sapevamo come microfonare e progettare un gruppo rock in studio. Non sapevamo come arrangiare, come multitracciare chitarra e voce nella maniera in cui suonava come ciò che ascoltavamo alla radio che amavamo. Quindi questo è tutto quello che abbiamo imparato da Don. Quando ci siamo addentrati abbiamo avuto questi effettivi punti di conflitto, poiché dal momento che era libero da parte del processo creativo in ​​termini di lasciarci dettare le condizioni su come doveva funzionare l&#8217;ibrido all&#8217;improvviso non ha potuto difenderlo definitivamente, come ad esempio quando qualcuno dell&#8217;etichetta è entrato e ha detto &#8220;Non mi piace quello che stanno facendo con questo mescolare le cose&#8221; oppure quando sono entrati e hanno detto &#8220;Non sono sicuro del rap&#8221;. Don era come &#8220;Oh, va bene, questo è quello che la band pensa suoni bene!&#8221; La lotta per il potere è diventata parte di ciò che è stato realizzare quell&#8217;album. Parte dell&#8217;intensità e della frustrazione che senti nell&#8217;album è specificamente correlata ad esso. <em>One Step Closer</em> era io e Chester che scrivevamo letteralmente su Don. Eravamo così arrabbiati con lui. La parte &#8220;Shut up&#8221; era letteralmente Chester che urlava a Don. Stavamo perdendo la testa. A quel punto del processo era una cosa come &#8220;perché non ti fidi di noi? Questo è il nostro album&#8221;. Il nostro A&amp;R non deve avere il suo fottuto nome sul fronte del CD e non deve suonare questa musica sul palco ogni giorno. Sapevamo che se mettevamo qualcosa su questo disco che non ci sarebbe piaciuto o che non sentivamo [come nostro], avremmo dovuto conviverci. Questa è la nostra carriera!</p> <p>Hahn: Mi sento come se, a quel tempo, quella fosse la nostra canzone più forte, che è diventata il primo singolo. Nel fare quel disco non siamo stati completamente compresi dall&#8217;etichetta discografica, perché c&#8217;era principalmente una categorizzazione di quale secchio ti trovi [come artista]. Essere un gruppo rock ma cercando di avere una solida base con la nostra influenza hip hop ed elettronica che portavamo nella nostra musica. I format radiofonici dell&#8217;epoca erano rock alternativo e active rock. Ricordo che l&#8217;etichetta a un certo punto ci ha chiesto di avere meno rap e meno scratch. Se si ascolta effettivamente la versione radiofonica di quella canzone da quando è stata pubblicata per la prima volta hanno rimosso gli scratch graffi sul bridge, che ho trovato un po&#8217; fastidioso e inutile.</p> <p>Shinoda: La parte &#8220;Shut up&#8221; nel bridge, so che uno dei miei punti di riferimento era &#8220;Fuck you I won&#8217;t do what you tell me&#8221; [da <em>Killing in the Name</em> dei Rage Against the Machine], e volevamo una parte del genere in una delle nostre canzoni. Eravamo in studio a scrivere e riscrivere <em>One Step Closer</em> e alla fine ci siamo arrabbiati così tanto che Chester stava solo scrivendo parole su quanto fosse arrabbiato con Don per averci fatto riscrivere merda. E alla fine ha scritto &#8220;Zitto&#8221; e io ho pensato, &#8220;E se il bridge fosse solo &#8216;Shut up&#8217;? E se fosse più semplice di qualsiasi cosa abbiamo detto finora?&#8221; Perché stavamo solo scrivendo i testi. E lui ha detto: &#8220;Penso che suonerà alla grande!&#8221; Siamo entrati e abbiamo detto a Don: &#8220;Metti <em>One Step Closer</em>, vogliamo registrare il bridge&#8221;. E lui era &#8220;Beh, dimmi di cosa si tratta&#8221;. E diciamo, &#8220;No no no, è meglio se lo registriamo. Ascoltalo nel suo concetto completo&#8221;. [ride] E Don stava saltando su e giù. Penso che alla fine abbia capito che l&#8217;intera canzone parlava di lui. Almeno in parte – non si trattava solo di lui, ma in parte era ispirato da quanto eravamo frustrati con lui.</p> <h3>3. With You</h3> <p>Hahn: Abbiamo lavorato con i Dust Brothers su questa – prima di quello, hanno fatto <em>Paul&#8217;s Boutique</em> [dei Beastie Boys], quindi erano sicuramente una parte della nostra storia della musica. Fondamentalmente ci hanno dato un mucchio di stem da un remix inutilizzato che avevano e quindi li abbiamo incorporati nella canzone. Alcuni dei suoni nell&#8217;introduzione, come quel &#8220;Dun-dun. DUN&#8221;, alcuni dei loop e dei drum break lì dentro è farina del loro sacco. Ricordo di essere stato davvero entusiasta in quel momento, lavorare con loro, perché rappresentava solo un nuovo modo di fare musica, riassemblando parti che suonavano fantastiche in qualcosa di completamente diverso. È stato divertente farlo in modo collaborativo.</p> <p>Shinoda: Mi è sempre piaciuta <em>With You</em>! Era più &#8220;del tempo&#8221;, era molto nu metal, quindi nel bene e nel male, questo è ciò di cui si trattava veramente. Mi piacciono molto le parti di Joe. Mi piace la produzione, i ritmi e le cose che ho fatto – abbiamo avuto un sacco di avanti e indietro sulla produzione.</p> <h3>4. Points of Authorty</h3> <p>Shinoda: Ci sono un paio di riferimenti su <em>Points of Authority</em> che sono interessanti. Lo scat vocale che faccio nell&#8217;introduzione è ispirata dai The Roots e Black Thought. L&#8217;ho sentito fare in <em>Illadelph Halflife</em> e ho pensato che ci fosse qualcosa di così bello in questo. E ho pensato che si sarebbe unito bene con lo scratching, quindi abbiamo fatto questo avanti e indietro con quelle cose. La linea di chitarra della canzone era originariamente completamente diversa – penso che in realtà abbiamo incluso il riff originale, la versione originale della canzone, nel nostro box set per Hybrid Theory. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che il riff di chitarra originale era davvero semplice, quindi sono entrato in Pro Tools, l&#8217;ho tagliato, ho spostato i pezzi solo per sperimentare come poteva suonare e l&#8217;ho trattato come un campionamento di un disco.</p> <p>La canzone non ha avuto l&#8217;attuale ritornello per molto tempo – abbiamo praticamente scritto quel ritornello mentre eravamo in studio con Don, perché abbiamo deciso che aveva bisogno di qualcosa di melodico ma non volevamo che fosse troppo morbido, quindi abbiamo ho optato per questa parte urlata/melodica molto semplice con due accordi.</p> <p>Hahn: Dirigo la maggior parte dei video musicali, quindi mi sono divertito molto a realizzarlo [per una versione della canzone nell&#8217;album di remix Reanimation del 2002]. Abbiamo elaborato lo storyboard dell&#8217;intero video e lavorato con un team di animatori a Los Angeles, e abbiamo detto: &#8220;Creiamo questo mondo e sarà questa gara contro questa razza e loro la stanno combattendo&#8221;. Ricordo che stavo facendo riferimento a <em>Salvate il soldato Ryan</em> e guardavo molti anime e le dinamiche delle cose che esplodevano. È stato così divertente, perché ho avuto questa folle idea e tutti mi hanno detto &#8220;Va bene! Vallo a fare!&#8221;, dandomi via libera!</p> <h3>5. Crawling</h3> <p>Shinoda: Per il video di <em>One Step Closer</em> avevamo un budget molto limitato e non avevamo mai fatto un video prima. Quindi, quando è arrivato il momento di fare un secondo video, avevamo qualche soldo in più e penso che l&#8217;etichetta sia stata davvero determinante a quel punto nell&#8217;aiutarci a trovare un buon team per fare un buon video. E Joe iniziò ad avere più fiducia nell&#8217;affermare se stesso nel processo &#8211; durante <em>Crawling</em> si immerse davvero e probabilmente imparò molto, ponendo un sacco di domande. Ma è venuto bene, il video ha avuto un ruolo importante nel far conoscere la band alle persone.</p> <p>Hahn: <em>One Step Closer</em> è una canzone piuttosto aggressiva e non ha un suono dolce, da nessun punto di vista. Quando è uscita <em>Crawling</em> [come secondo singolo], ha rappresentato un lato diverso di quel che facciamo, intrecciando qualcosa di molto intimo con un&#8217;esplosione di emozioni nel ritornello e nel bridge, e persino con un po’ di scream. Abbiamo sempre cercato di lavorare con ciò che funziona, con la musica e la dinamica delle voci di Chester e Mike. È divertente perché la prima canzone fu qualcosa di grande all&#8217;epoca e poi siamo usciti con <em>Crawling</em>, che è un lato più morbido di quello che facciamo. Penso che chi aveva l’album capì, chi non lo aveva pensò &#8220;Cos’ha in comunque questa canzone con l’altra canzone?&#8221;</p> <p>Shinoda: Abbiamo vinto un Grammy per <em>Crawling</em>, per la migliore performance hard rock e all&#8217;epoca non sapevo la differenza tra &#8220;canzone hard rock&#8221; e &#8220;performance hard rock&#8221;, visto che c’era un Grammy per entrambe. Alla fine ho pensato: &#8220;Oh, questo è un Grammy per la voce di Chester&#8221;. Voglio dire, era un pezzo fantastico, ma se vogliamo essere davvero onesti il motivo per cui abbiamo vinto quel Grammy è perché la performance di Chester in quella canzone era incredibile. È stato pazzesco! Non credo di averlo mai sentito cantare in quel modo. E quel giorno abbiamo catturato proprio quella ferocia extra nella sua voce. Di tanto in tanto arrivava con quella particolarità nella voce e sapevamo che dovevamo registrare quante più cose possibile ogni volta che accadeva. [ride] Del tipo, possiamo fare cinque canzoni in un giorno, per favore?</p> <h3>6. Runaway</h3> <p>Shinoda: <em>Runaway</em> originariamente era una canzone chiamata <em>Stick and Move</em> il cui il testo era davvero banale, ma era molto dinamica e divertente da suonare. In tutti i nostri primi concerti quella era fondamentalmente la nostra grande canzone – quando dopo un concerto parlavamo con delle persone venute per la prima volta a un nostro show, menzionavamo quella canzone. Quindi abbiamo sempre pensato che fosse una canzone importante a cui lavorare in studio. E quando alcune delle altre canzoni hanno iniziato a prendere forma ci siamo detti &#8220;Oh no, una delle nostre migliori canzoni ora è una delle nostre peggiori canzoni&#8221;. Pensavamo di avere questo gioiello e ora sta diventando una specie di disastro.</p> <p>Abbiamo completamente smontato e riscritto la canzone. Abbiamo mantenuto gli accordi e alcuni groove di batteria, abbiamo aggiunto un po’ di nuove cose e riscritto tutto il testo ed è diventata <em>Runaway</em>.</p> <p>Hahn: C&#8217;era sicuramente questa cosa che facevamo di continuo, cercando di padroneggiare le strutture della canzone. Passavamo dalle pause al raggiungimento del climax per poi ritornare alla pausa. Questa canzone rappresentava quella formula che abbiamo affinato prima di iniziare a esplorare modi diversi di scrivere canzoni. Se la scomponi, è molto più semplice di alcuni brani successivi.</p> <p>Shinoda: <em>Runaway</em> è divertente, perché alcune persone pensano che fosse un singolo dall&#8217;album, ma è solo perché qualche stazione radiofonica ha iniziato a passarla senza che noi la promuovessimo come canzone o facessimo un video. Era un momento in cui tutti erano così innamorati dell&#8217;album e della band che semplicemente passavano dei pezzi dell’album. Era incredibile.</p> <h3>7. By Myself</h3> <p>Hahn: Anche questa è una delle canzoni che ci siamo portati dietro [dalle prime demo]. Ricordo che era questa cosa da-tranquilla-a-rumorosa, un vibe davvero fantastico, andava da un sussurro al prenderti per la maglietta. Penso che avesse molta convinzione e quando la suonavamo dal vivo creava quell&#8217;atmosfera per cui le persone andavano su di giri solo ascoltandola.</p> <p>Shinoda: <em>By Myself</em> fu il nostro tentativo di fare le strofe molto morbide e ogni altra parte della canzone con suoni più cattivi e rumorosi possibili. E quindi attingeva più da Nine Inch Nails e Ministry che da alcune cose più nu metal. Ricordo di aver lavorato alle demo per questa canzone nel mio appartamento a Glendale, nella zona di Los Angeles, e il mio vicino mi odiava. Le pareti erano sottilissime, Chester urlava il ritornello, e devono aver pensato che stessimo uccidendo qualcuno. Entrambi gridavamo e io dicevo: &#8220;No, PIÙ FORTE!&#8221; [ride] E i miei vicini praticamente davano colpi sul muro ogni sera alle 22:00 per dirci che era ora di andare a letto. E quindi registravamo fino alle 22 e poi si sentivano dei colpi sul muro. Avevamo le cuffie, facevamo le nostre cose, e loro prendevano letteralmente a pugni il muro cercando di attirare la nostra attenzione e dirci di fare silenzio.</p> <p>Hahn: L&#8217;album è pieno di questi momenti come quello in cui Mike dice &#8220;By Myself&#8221; e Chester &#8220;MYSELLLLLF!&#8221; Questo è ciò che era magico di Mike e Chester come frontmen, partner e co-cantanti: avere momenti tipo Jekyll e Hyde. Due cantanti che insieme potevano fare cose del genere ci hanno davvero distinti da tutti gli altri.</p> <h3>8. In the End</h3> <p>Shinoda: Avevamo un sacco di canzoni che ci piacevano molto ma sapevamo di aver bisogno di altro, una canzone che fosse di un livello successivo. Stavo vivendo questo momento in cui sapevo di averla ma dovevo trovarla. Mi sono rinchiuso nella nostra sala prove su Hollywood e Vine, quando su Hollywood e Vine c’erano tossicodipendenti e prostitute ovunque, quindi non volevi entrare e uscire da lì. Una volta credo fossero le 19, sono andato lì, ho chiuso a chiave la porta e ci ho passato la notte. Non c’erano finestre o altro, non sapevo che ora del giorno fosse. Ho scritto tutta la notte e al mattino avevo <em>In the End</em>. Il nostro batterista Rob è stato il primo ad arrivare quel pomeriggio, l&#8217;ho suonata per lui e si è illuminato. Ha detto qualcosa tipo: &#8220;Stavo sognando, immaginando che avessimo bisogno di una canzone melodica che ci portasse al livello successivo, in cui il ritornello fosse qualcosa di indiscutibile. Questa è la canzone. Hai scritto la canzone che immaginavo.&#8221; Quindi quella è stata la prima approvazione, e poi tutti quelli per cui l’abbiamo suonata hanno mostrato un entusiasmo simile.</p> <p>Hahn: Sapevamo di aver bisogno di più melodia. Sapevamo di dover completare quello che stavamo facendo. Le persone non vogliono sentirsi urlare contro per un album intero &#8211; beh, alcune persone lo vogliono. Ma tutto, dalle melodie al loop del piano&#8230; scriviamo molta musica, e per ogni album ci sono probabilmente almeno un centinaio di idee di canzoni, a volte il doppio. E a volte ci sono questi momenti magici in cui tutti gli elementi si uniscono perfettamente allo stesso tempo. Questo è uno di quei momenti da &#8220;eureka&#8221;.</p> <p>Shinoda: L&#8217;unica parte in cui abbiamo avuto un sacco di problemi sono state le mie strofe. Quelli originali andavano bene, ma il nostro talent scout all&#8217;epoca era un ragazzo insicuro in generale e continuava a chiedere a chiunque cosa ne pensasse delle strofe rap della canzone. Li suonava e diceva: &#8220;Non sono giusti, non credi?&#8221; che era come invitare a cogliere qualcosa di sbagliato. È stato lui a suggerire che io non rappassi nella band, di essere solo il tastierista o altro. Per fortuna i ragazzi e Chester in particolare sono venuti in mio soccorso in quel caso.</p> <h3>9. A Place for My Head</h3> <p>Shinoda: Il primo nome di <em>A Place for My Head</em> era <em>Esaul</em> ed è stata una delle prime canzoni a nascere – forse era addirittura nel primo demo che avevo fatto con Mark Wakefield, quando la band era composta solo da noi due. Ha avuto molte modifiche prima di arrivare alla versione dell’album, ma è sempre stata una delle nostre preferite. Credo che quando l’abbiamo registrata in studio era uno di quei momenti in cui la canzone ci piaceva già, ma registrandola è venuta fuori ancora più energia e alla fine è diventata la canzone che chiudeva sempre i nostri show (quella o <em>One Step Closer</em>).</p> <p>Hahn: Per un periodo abbiamo fatto queste canzoni molto pesanti, che avrebbero invogliato la gente a pogare. Penso che fosse il nostro obiettivo: in qualche modo volevamo far convergere questi sentimenti di frustrazione e tensione sia dal punto di vista musicale che dei testi, come se riempissi completamente una bottiglia di emozioni e dopo averla chiusa la scuotessi fino a farla esplodere. Penso che questa canzone spieghi molto bene questo concetto.</p> <h3>10. Forgotten</h3> <p>Shinoda: <em>Forgotten</em> è l’altra canzone che avevo scritto inizialmente con Mark. All’epoca si chiamava <em>Rhinestone</em>. Entrambe queste demo sono su Hybrid Theory 20, abbiamo avuto l’approvazione di Mark per metterle con la sua voce e tutto il resto.</p> <p>Hahn: All’epoca stavamo mettendo insieme pezzi che combaciassero. Quando sento questa canzone, sento gli ingredienti, come uno chef che mangia un piatto e si rende conto di tutti gli ingredienti che ci sono dentro e come siano messi in modo semplice, ma elegante. È stato bello riuscire ad arrivare alla fine al prodotto che avevamo esattamente in mente.</p> <p>Shinoda: Un appunto, per Hybrid Theory 20 non abbiamo mixato o re-mixato nessuna canzone. Ci sono solo dei master delle cassette originali. La gente ci chiede spesso se faremo un remaster, ma quel tipo di tecnologia non è cambiata tanto da quando è uscito l’album a ora. Ricordo che mentre ci stavamo lavorando dicevo a tutti: “In auto ho un impianto con subwoofer e amplificatore, voglio che questo album possa essere messo subito dopo Timbaland e Dr. Dre e deve spaccare come quelli. Da questo punto di vista deve assomigliare ad un disco rap.”  </p> <h3>11. Cure For The Itch</h3> <p>Hahn: Mike ha avuto questa idea molto bella per la base, gli archi che si sentono nella canzone. Ci piaceva molto, ma non era una canzone. Ho detto “Perché non ci facciamo un beat e un’intro su cui posso scratchare?” Abbiamo pensato a renderlo un viaggio in musica e preso più ispirazione dal lato DJ. È un buona pausa in mezzo all’intensità dell’album.</p> <p>Shinoda: A me e a Joe piacevano tantissimo Aphex Twin, DJ Shadow e un sacco di musica elettronica e trip-hop che stava uscendo in quel periodo. A quell’epoca la community dei DJ si stava avvicinando alla nostra e spesso durante i DJ sets succedevano cose divertenti, che ci facevano sorridere. Questo è anche il motivo per cui <em>Cure for the Itch</em> è così leggera. Volevamo dare più spazio a Joe in questa traccia. Pensavamo che fosse divertente per lui e che sarebbe piaciuto ai fan, quindi questa traccia è un’esperienza di Joe.</p> <h3>12. Pushing Me Away</h3> <p>Shinoda: <em>Pushing Me Away</em> è nata perché eravamo contenti di come era venuta <em>Crawling</em>, quindi abbiamo detto: “Facciamo un’altra canzone melodica!”</p> <p>Hahn: Questa è un’altra delle “ballate”. Alcuni anni fa l’abbiamo rimessa in scaletta in versione acustica, perché non era un singolo ma ci piace davvero molto. Credo che sia molto emozionante per tutti i fan che amano Hybrid Theory.</p> <p style="text-align: right;"><em>Fonte: <a href="https://www.billboard.com/articles/columns/rock/9460473/linkin-park-hybrid-theory-20th-anniversary-track-by-track/" target="_blank" rel="noopener">Billboard</a></em><br /><em>Traduzione: Dennis Radaelli, Selene Rossi, Mattia Schiavone</em></p><p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/la-storia-di-ogni-canzone-di-hybrid-theory/">La storia di ogni canzone di Hybrid Theory</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#HybridTheory20: She Couldn&#8217;t è il primo estratto</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-she-couldn-t/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 17:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-she-couldn-t/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La famosa demo scoperta nel 2009 viene pubblicata ufficialmente come primo estratto dalla riedizione di Hybrid Theory.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-she-couldn-t/">#HybridTheory20: She Couldn&#8217;t è il primo estratto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Freschi dell&#8217;<a href="https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/hybrid-theory-20th-anniversary-edition/" target="_blank" rel="noopener">annuncio</a> delle nuove edizioni per celebrare il ventennale dall&#8217;uscita di Hybrid Theory, i Linkin Park hanno reso disponibile come primo estratto <strong>She Couldn&#8217;t</strong>!</p>



<p class="has-text-align-left">Come <a href="https://www.linkinpark.it/discografia/collaborazioni-e-inediti/she-couldnt/" target="_blank" rel="noopener">ben sappiamo</a>, si tratta di una demo originariamente scoperta nell&#8217;estate del 2009 all&#8217;interno di un demo intitolato <strong>Hybrid Theory 8-track Demo</strong> che colpì la fanbase a causa delle <strong>sonorità completamente atipiche</strong> per quel periodo. Se i pezzi del periodo di Hybrid Theory erano prevalentemente nu metal, questa canzone risulta un po&#8217; più elaborata, con un <strong>sound</strong> più <strong>soft</strong>, un <strong>cantato</strong> prevalentemente <strong>melodico</strong> da parte di Chester e un&#8217;estesa sezione strumentale che occupa la seconda metà della traccia, il tutto per una durata di oltre 5 minuti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="She Couldn&#039;t (Official Audio) - Linkin Park" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/OplU67FMw5U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="has-text-align-left">La ragione per la quale non è mai stata inserita nell&#8217;album non è mai stata rivelata pubblicamente, ma l&#8217;ipotesi più plausibile è data dalla presenza di un campionamento della canzone&nbsp;<em>B-Boy Document &#8217;99</em>&nbsp;di Mos Def, Mad Skillz e High and Mighty.</p>



<p class="has-text-align-left"><em>She Couldn&#8217;t</em> è ora disponibile per l&#8217;ascolto e per il download attraverso <a href="http://lprk.co/ht20" target="_blank" rel="noopener">questo indirizzo</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybridtheory20-she-couldn-t/">#HybridTheory20: She Couldn&#8217;t è il primo estratto</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
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		<item>
		<title>Hybrid Theory 20th Anniversary Edition</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybrid-theory-20th-anniversary-edition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 06:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linkin Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/linkin-park/hybrid-theory-20th-anniversary-edition/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hybrid Theory (20th Anniversary Edition) uscirà il 9 ottobre e conterrà l'album originale, le b-side dei vari singoli dell'epoca, Reanimation e tanto altro!</p>
<p>L'articolo <a href="https://linkinpark.it/news/linkin-park/hybrid-theory-20th-anniversary-edition/">Hybrid Theory 20th Anniversary Edition</a> proviene da <a href="https://linkinpark.it">LINKIN PARK ITALIA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A quasi tre anni di distanza di One More Light Live, ultima pubblicazione ufficiale a nome Linkin Park, la band ha annunciato ufficialmente <strong>Hybrid Theory (20th Anniversary Edition)</strong> per il 9 ottobre!</p>
<p>La riedizione sarà disponibile in tre edizioni differenti e conterrà svariato materiale inedito sia dal punto di vista musicale che da quello visivo. Di seguito le versioni disponibili:</p>
<h2>Deluxe Edition &#8211; $ 20</h2>
</p>
<p>Si tratta di un digipak composto dall&#8217;album originale e dalle b-side e rarità pubblicate in precedenza nei vari CD singoli usciti tra il 2001 e il 2002.</p>
<h2>Deluxe Vinyl Box Set &#8211; $ 60</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3510" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20deluxe.jpg" border="0" width="300" height="300" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20deluxe.jpg 800w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20deluxe-768x768.jpg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20deluxe-512x512.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un cofanetto costituito dai vinili di <strong>Hybrid Theory</strong>, <strong>Reanimation</strong> e <strong>B-Side Rarities</strong>.</p>
<h2>Super Deluxe Edition &#8211; $ 200</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3511" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20superdeluxe.jpg" border="0" width="300" height="300" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20superdeluxe.jpg 800w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20superdeluxe-768x768.jpg 768w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/08/HT20superdeluxe-512x512.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Questo box set è sicuramente l&#8217;edizione più interessante (e costosa) del lotto. Di seguito vi riportiamo il contenuto:</p>
<ul>
<li><strong>Vinile 1 – Hybrid Theory</strong></li>
<li><strong>Vinile 2/3 – Reanimation</strong></li>
<li><strong>Vinile 4 – Hybrd Theory EP</strong></li>
<li><strong>CD 1 – Hybrid Theory</strong></li>
<li><strong>CD 2 – Reanimation</strong></li>
<li><strong>CD 3 – B-Side Rarities</strong></li>
<li><strong>CD 4 – LPU Rarities</strong></li>
<li><strong>CD 5 – Forgotten Demos</strong></li>
<li><strong>DVD 1 – Frat Party at the Pankake Festival</strong></li>
<li><strong>DVD 2 – Projekt: Revolution 2002 &amp; The Sequel to the DVD with the Worst Name We&#8217;ve Ever Come Up With</strong></li>
<li><strong>DVD 3 – The Fillmore 2001 &amp; Rock Am Ring 2001</strong></li>
<li><strong>Replica della musicassetta dello street team con 2 tracce</strong></li>
<li><strong>Libro di 80 pagine</strong></li>
<li><strong>Replica del laminato del Projekt Revolution </strong></li>
</ul>
<h2>TRACKLIST COMPLETA</h2>
<h3>HYBRID THEORY</h3>
<ol>
<li>Papercut</li>
<li>One Step Closer</li>
<li>With You</li>
<li>Points of Authority</li>
<li>Crawling</li>
<li>Runaway</li>
<li>By Myself</li>
<li>In the End</li>
<li>A Place for My Head</li>
<li>Forgotten</li>
<li>Cure for the Itch</li>
<li>Pushing Me Away</li>
</ol>
<h3>B-SIDE RARITIES</h3>
<ol>
<li>One Step Closer (Rock Mix)</li>
<li>It&#8217;s Goin&#8217; Down (The X-Ecutioners feat. Mike Shinoda and Mr. Hahn)</li>
<li>Papercut (Live from the BBC)</li>
<li>In the End (Live BBC Radio One)</li>
<li>Points of Authority (Live BBC Radio One)</li>
<li>High Voltage</li>
<li>Step Up (1999 Demo)</li>
<li>My December</li>
<li>A Place for My Head (Live at Docklands Arena, London)</li>
<li>Points of Authority (Live at Docklands Arena, London)</li>
<li>Papercut (Live at Docklands Arena, London)</li>
<li>Buy Myself (Marilyn Manson Remix)</li>
</ol>
<h3>REANIMATION [solo edizione deluxe e super deluxe]</h3>
<ol>
<li>Opening</li>
<li>Pts.of.Athrty (Jay Gordon)</li>
<li>Enth E Nd (Kutmasta Kurt feat. Motion Man)</li>
<li>[Chali]</li>
<li>Frgt/10 (Alchemist feat. Chali 2na)</li>
<li>P5hng Me A*wy (Mike Shinoda feat. Stephen Richards)</li>
<li>Plc.4 Mie Hæd (Amp Live feat. Zion)</li>
<li>X-Ecutioner Style (feat. Black Thought)</li>
<li>H! Vltg3 (Evidence feat. Pharoahe Monch and DJ Babu)</li>
<li>[Riff Raff]</li>
<li>Wth&gt;You (Chairman Hahn feat. Aceyalone)</li>
<li>Ntr\mssion</li>
<li>Ppr:kut (Cheapshot and Jubacca Reanimation feat. Rasco and Planet Asia)</li>
<li>Rnw@y (Backyard Bangers feat. Phoenix Orion)</li>
<li>My&lt;Dsmbr (Mickey P. feat. Kelli Ali)</li>
<li>[Stef]</li>
<li>By_Myslf (Josh Abraham and Mike Shinoda)</li>
<li>Kyur4 th Ich (Chairman Hahn)</li>
<li>1Stp Klosr (The Humble Brothers feat. Jonathan Davis)</li>
<li>Krwlng (Mike Shinoda feat. Aaron Lewis)</li>
</ol>
<h3>HYBRID THEORY EP [vinile; solo edizione super deluxe]</h3>
<ol>
<li>Carousel</li>
<li>Technique (Short)</li>
<li>Step Up</li>
<li>And One</li>
<li>High Voltage</li>
<li>Part of Me</li>
</ol>
<h3>LPU RARITIES [CD; solo edizione super deluxe]</h3>
<ol>
<li>In the End (Demo) – tratta da LPU11</li>
<li>Dedicated (1999 Demo) – tratta da LPU2</li>
<li>With You (Live at Docklands Arena, London) – tratta da LPU2</li>
<li>High Voltage (Live at Docklands Arena, London) – tratta da LPU2</li>
<li>Points of Authority (Demo) – tratta da LPU12</li>
<li>Stick and Move (&#8220;Runaway&#8221; Demo 1998) – tratta da LPU9</li>
<li>Esaul (&#8220;A Place for My Head&#8221; Demo) – tratta da LPU11</li>
<li>Oh No (&#8220;Points of Authority&#8221; Demo) – tratta da LPUX</li>
<li>Slip (1998 Unreleased Hybrid Theory Demo) – tratta da LPU11</li>
<li>Grr (1999 Demo) – tratta da LPU15</li>
<li>So Far Away (Unreleased 1998) – tratta da LPU12</li>
<li>Coal (Unreleased Demo 1997) – tratta da LPUX</li>
<li>Forgotten (Demo) – tratta da LPU12</li>
<li>Sad (&#8220;By Myself&#8221; Demo 1999) – tratta da LPU9</li>
<li>Hurry (1999 Demo) – tratta da LPU15</li>
<li>Blue (1998 Unreleased Hybrid Theory Demo) – tratta da LPU11</li>
<li>Chair (1999 &#8220;Part of Me&#8221; Demo) – tratta da LPU15</li>
<li>Pts.of.Athrty (Crystal Method Remix) – tratta da LPU2</li>
</ol>
<h3>FORGOTTEN DEMOS [CD; solo edizione super deluxe]</h3>
<ol>
<li>Dialate (Xero Demo)</li>
<li>Pictureboard (Demo)</li>
<li>She Couldn&#8217;t (Demo)</li>
<li>Could Have Been</li>
<li>Reading My Eyes (Xero Demo)</li>
<li>Rhinestone (Xero Demo)</li>
<li>Esaul (Xero Demo)</li>
<li>Stick N Move (Demo)</li>
<li>Carousel (Demo)</li>
<li>Points of Authority (Demo)</li>
<li>Crawling (Demo)</li>
<li>SuperXero (By Myself Demo)</li>
</ol>
<h3>SAMPLER [musicassetta; solo edizione super deluxe]</h3>
<ol>
<li>One Step Closer</li>
<li>With You</li>
</ol>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#HybridTheory20: ripara il vecchio computer dei Linkin Park</title>
		<link>https://linkinpark.it/news/hybridtheory20-ripara-il-vecchio-computer-dei-linkin-park/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 05:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/news/hybridtheory20-ripara-il-vecchio-computer-dei-linkin-park/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sito web della band si è aggiornato... tornando indietro nel tempo! Ci stiamo finalmente avvicinando a qualcosa per i vent'anni di Hybrid Theory?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È il caso di dirlo: novità in vista in casa Linkin Park! Il <a href="https://www.linkinpark.com/" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale</a> si è aggiornato con una grafica che ci riporta indietro nei primi anni 2000, ma risulta parzialmente compromesso e incompleto.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Niente di allarmante per nostra fortuna: attraverso i vari indizi nascosti nelle varie directory è possibile scovare qualche piccolo indizio in grado di condurci a ciò che sembra essere qualcosa di grande atto a celebrare i vent&#8217;anni dalla pubblicazione di Hybrid Theory. </p>
<p> </p>
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		<title>Dropped Frames Vol. 2 esce venerdì!</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/dropped-frames-vol-2-esce-venerdi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 05:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/dropped-frames-vol-2-esce-venerdi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuovamente in occasione di una diretta su Twitch, Mike ha rivelato a sorpresa l'uscita del secondo volume di Dropped Frames, previsto tra pochi giorni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel corso della diretta tenuta questa sera Mike ci ha reso partecipi di una piccola ma <strong>importante sorpresa</strong> relativa al secondo volume di Dropped Frames. Durante una breve pausa ha iniziato a riordinare il proprio desktop, lasciando in bella vista <strong>tre cartelle</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;">Stando alle classiche politiche del marketing discografico è altamente probabile che avremo tra le mani il nuovo album <strong>questo venerdì</strong>. Non ci resta che aspettare di scoprire come sarà la copertina e la relativa tracklist, quest&#8217;ultima capace di contenere potenzialmente la seconda parte di <em>Challening</em> incisa con Dan Mayo.</p>
<h3 style="text-align: center;">AGGIORNAMENTO DEL 29/07</h3>
<p style="text-align: left;">La copertina e la tracklist ufficiale sono appena state rivelate da Mike sui principali social network!</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3505" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/07/droppedframesvol2.jpg" border="0" width="350" height="350" srcset="https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/07/droppedframesvol2.jpg 640w, https://linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/07/droppedframesvol2-512x512.jpg 512w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<ol>
<li>Transitions</li>
<li>Crystalina</li>
<li>Julio&#8217;s Revenge</li>
<li>Isolation Bird (feat. Money Mark)</li>
<li>Side Scrolling</li>
<li>Dungeon Crawler</li>
<li>Dog Whistles</li>
<li>Astral (<span style="font-size: 12.16px;">feat. </span>Elise Trouw)</li>
<li>Sunset Drive</li>
<li>Channeling Pt. 2 (<span style="font-size: 12.16px;">feat. </span>Dan Mayo)</li>
<li>King Paprika</li>
<li>Party Meow </li>
</ol>
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		<title>Dropped Frames Vol. 1 esce il 10 luglio!</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/dropped-frames-vol-1-esce-il-10-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 05:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/dropped-frames-vol-1-esce-il-10-luglio/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo album di Mike conterrà undici tracce strumentali e la tanto attesa versione finale di Open Door.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo i vari indizi che Mike ci ha regalato durante le sue numerosissime dirette su Twitch, lo stesso artista ha ufficialmente rivelato che il nuovo album si intitolerà <strong>Dropped Frames Vol. 1</strong> e che uscirà sotto la Kenji Kobayashi Records il prossimo <strong>10 luglio</strong>!</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Il disco non è altro che una selezione di alcuni dei brani che Mike ha composto durante le livestream di Twitch dietro richiesta dei fan sulla piattaforma. I vari pezzi spazieranno da sonorità pop e hip hop ad altre decisamente meno consone, caratterizzati (tra i tanti) da campionamenti di flauti, suoni dei GameBoy o musiche ispirate al mondo di Bollywood. Al momento l&#8217;uscirà sarà <strong>soltanto disponibile</strong> per il <strong>download digitale</strong> e sulle principali piattaforme di <strong>streaming</strong>, ma non è da escludere una futura uscita fisica.</p>
<p>La tracklist è la seguente:</p>
<ol>
<li>Open Door</li>
<li>Super Galaxtica</li>
<li>Duckbot</li>
<li>Cupcake Cake</li>
<li>El Rey Demonio</li>
<li>Doodle Buzz</li>
<li>Channeling Pt. I (feat. Dan Mayo)</li>
<li>Osiris</li>
<li>Babble Bobble</li>
<li>Session McSessionface</li>
<li>Neon Crickets</li>
<li>Booty Down</li>
</ol>
<p>In attesa della pubblicazione completa, oggi sono usciti non una ma ben tre canzoni: <strong>Open Door</strong>, <strong>Super Galaxtica</strong> e <strong>Osiris</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" title="Open Door (Official Audio)  - Mike Shinoda" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/6VBwEeUkFrQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" title="Super Galaxtica (Official Audio)  - Mike Shinoda" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/AZL2R86Lva8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" title="Osiris (Official Audio)  - Mike Shinoda" width="1020" height="574" src="https://www.youtube.com/embed/icCqmzSTTME?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Kerrang!: la vita di Chester prima dei Linkin Park</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/kerrang-la-vita-di-chester-prima-dei-linkin-park/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 11:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Side projects]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.linkinpark.it/discografia/side-projects/kerrang-la-vita-di-chester-prima-dei-linkin-park/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo numero di Kerrang! di marzo, da noi tradotto, viene narrata la storia di Chester prima dei Linkin Park da parte degli amici e dei familiari, oltre che dei Grey Daze.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Il nuovo numero di Kerrang! di marzo è dedicato a uno speciale sulla storia di Chester prima dei Linkin Park attraverso un racconto da parte degli amici e dei familiari, oltre che dei Grey Daze.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo tradotto per voi l&#8217;intero articolo. Buona lettura.</p>
<h2 style="text-align: center;">UNA VITA MENO ORDINARIA</h2>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Gli anni nei Linkin Park di <strong>Chester Bennington</strong> sono parte della leggenda. Ma la sua non è una storia iniziata con Hybrid Theory. Per la prima volta famiglia, amici e primi compagni di band hanno parlato di una parte del suo percorso mai documentata prima, condividendo storie e fotografie che offrono al mondo una maggiore comprensione del ragazzo che sarebbe poi diventato l’uomo che ha toccato milioni di vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Un padre sta ricordando gli anni dell&#8217;adolescenza del figlio venuto a mancare. Un capitolo nella vita di un adolescente magrolino che sarà familiare a milioni di genitori: quella volta che il loro figlio passò settimane, mesi, persino anni <strong>inseguendo il sogno di diventare una rockstar</strong> insieme ai suoi amici; la speranza di un contratto discografico – solo uno – e di viaggiare da una parte all&#8217;altra del globo in supporto del loro album multiplatino. &#8220;Può darsi&#8221;, dice un tipico padre. &#8220;Fa&#8217; i compiti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lee Bennington</strong>, però, non era &#8220;la maggior parte dei padri&#8221;. Neanche suo figlio era &#8220;la maggior parte dei ragazzi&#8221;. Chester Bennington <strong>era sulla strada per realizzare la sua ambizione</strong> di diventare uno dei cantanti più iconici di una generazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto afferma Lee, ex detective della polizia, suo figlio non aveva soltanto il talento per il canto mentre cresceva a Phoenix, la capitale dell&#8217;Arizona e una delle più grandi città d’America. Certo, aveva una gran voce già in giovane età, ma <strong>aveva anche altri doni</strong>. &#8220;Era un ragazzo davvero intelligente e un atleta; avrebbe potuto essere una star dell&#8217;atletica leggera ai tempi&#8221;, ricorda Lee. &#8220;Era un corridore incredibile. Durante il primo anno di superiori andai a guardarlo in una corsa da 10km. Partiva su un sentiero tra le montagne. Io guardavo la pista dove c&#8217;era il traguardo ed eccolo lì, tutto solo. Aveva lasciato dietro tutti. Il resto dei corridori era così lontano avrebbero dovuto prendere un taxi per raggiungerlo. Correva le 10km in tutta la zona. Sarebbe potuto diventare da Olimpiadi se avesse continuato.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Aveva anche una memoria fotografica. Il primo anno di superiori vinse il primo premio in un contest canoro. Viveva con la madre allora [a seguito del divorzio della coppia], quindi non avevo molti contatti con lui, ma aveva una piccola rock band alle superiori che suonava nel campus. E poi ha conosciuto Sean Dowdell.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Se il nome vi è familiare è perché <strong>Sean Dowdell</strong> fu la forza trainante dietro il gruppo di Phoenix <strong>Sean Dowdell and His Friends?</strong>. Il quartetto sarebbe poi diventato i <strong>Grey Daze</strong>, la prima band di Chester Bennington, in cui allora figuravano J<strong>onathan Krause</strong> al basso e <strong>Jason Barnes</strong> alla chitarra. I Grey Daze pubblicarono il loro album di debutto, Wake Me, nel 1994; il successivo, …No Sun Today, fu pubblicato nel 1997, questa volta con <strong>Mace Beyers</strong> al basso e <strong>Bobby Benish</strong> alla chitarra, prima che il gruppo si separasse drasticamente un anno dopo. Ad oggi è programmata la pubblicazione di <strong>Amends</strong>, una selezione ri-registrata del loro materiale degli anni 90, sebbene questa è una versione aggiornata con un twist: a seguito della sua morte per suicidio nel 2017, la parte cantata originale di Chester è rimasta intoccata. Alimentato da pesanti chitarre grunge e con la partecipazione di artisti del calibro di <strong>James &#8220;Munky&#8221; Shaffer</strong> dei Korn e <strong>Page Hamilton</strong> degli Helmet, l’album adesso fa da capsula del tempo del nu-metal; un eco di una voce in via di sviluppo a un passo dalla grandiosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3492" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/04/ChesterBenningtonKerrang2.jpg" border="0" alt="chester bennigton" style="margin: 10px; float: left;" width="304" height="359" />&#8220;Quando ho sentito Chester fare scream per la prima volta gli ho detto &#8216;come farai a tenere la tua voce cantando così?'&#8221; dice Lee dei primi tentativi di suo figlio di essere il frontman di una band. &#8220;Mi rispose &#8216;mi sono allenato in questo modo non stresserò la mia gola&#8217;. Tutta la sua energia andò nel canto. <strong>I Grey Daze furono il suo primo vero punto di partenza</strong> e cantò in tutti i pub di Phoenix. Scuotevano il posto e facevano il tutto esaurito. <strong>Era molto preso riguardo a ciò che faceva</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nei primi anni 90. L&#8217;adolescente Chester Bennington, che è al suo secondo anno di superiori alla <strong>Greenway High School</strong>, nella zona nord di Phoenix, stringe amicizie facilmente, che non è cosa da poco. Precedentemente era stato bullizzato e &#8220;pestato come una bambola di pezza per essere magrolino e avere un aspetto diverso&#8221;, come Chester avrebbe poi raccontato a Kerrang!. Nel suo nuovo ambiente, il grunge dominava le onde radio. E il Chester &#8220;nerd&#8221;, con i suoi capelli lunghi, magliette delle band e calzamaglia indossata sotto i pantaloncini da skate, non era &#8216;anomalo&#8217; come un pioniere. Nirvana, Alice in Chains, Stone Temple Pilots e Pearl Jam erano band di serie A sulla stazione radio dell&#8217;Arizona <strong>KUKQ</strong>. Sembrava che chiunque intorno a lui nella Greenway High stesse per formare una band nel proprio garage. Ben presto Chester fece amicizia con un gruppo che condivideva il suo gusto per la musica con chitarre pesanti e un tono cupo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i personaggi principali che fanno parte della sua storia c&#8217;è <strong>Cristin Davis</strong>, un chitarrista che avrebbe poi aiutato a modellare il rinnovato outsider rock dei Grey Daze, circa due decenni più tardi. Allora Cristin era un anno più grande di Chester. Ma dopo essersi incrociati nei corridoi e aver connesso attraverso la musica, i due divennero amici. &#8220;Era un altro ragazzo grunge&#8221;, dice Cristin. &#8220;Aveva fatto un po’ di teatro a scuola, aveva un’anima artistica. Credo che alla Greenway avesse trovato un po&#8217; di più il suo posto.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">La coppia spesso passava il tempo nei locali per le prove della zona, guardando le band, bevendo birra e facendo musica. Durante i weekend i ragazzini del posto andavano fino al deserto per far festa – pensate ad un centinaio di teenager seduti intorno ad un falò, che bevono e ascoltano alternative rock e punk. &#8220;Eravamo lì a fare quel genere di cose che probabilmente non avremmo dovuto fare&#8221;, dice Cristin. &#8220;Ma era davvero divertente.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Crescendo, Chester e la sua compagnia avevano iniziato a frequentare locali rock della zona, come il Rebel Loung, il Mason Jar e l’Electric Ballroom. Quando la KUKQ ha ospitato un festival e annunciato gli Stone Temple Pilots come headliner, tutti hanno preso subito i biglietti. &#8220;Quando gli STP sono venuti a suonare, tutto è cambiato per noi&#8221; afferma Cristin &#8220;Chester era al concerto, chiunque era a quel concerto, e penso che abbia condizionato ognuno di noi. Abbiamo pensato tutti &#8216;Questi ragazzi sono diversi e fantastici!&#8217; Vedere Scott Weiland sul palco era incredibile, credo che abbia avuto molto influenza su di noi. E Chester li amava davvero. Se avessi saputo che alla fine [nel 2013] avrebbe suonato con loro non lo avrei mai lasciato. Quello era un periodo fantastico per la musica, sono arrivati i Nirvana mentre stavano esplodendo gli Alice in Chains, insieme ai Soundgarden&#8221;, continua, &#8220;A quell&#8217;epoca appartengono alcuni momenti cruciali per un musicista. Queste cose hanno definito me e Chester e il nostro modo di fare musica. Le influenze grunge si sentono benissimo nella voce di Chester. Il suo modo di cantare, le sue inflessioni vocali sono ispirate agli anni 90 e questa credo che sia una cosa fantastica di Amends.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Cristin ricorda che la Greenway High era una scuola vicino al deserto. &#8220;Non era fantastica, ma neanche così male. Phoenix è estesa, ma in qualche modo anche concentrata, quindi in 20 minuti di macchina sei ovunque – per la città successiva invece devi guidare. Quando andavamo alle superiori la fine della Terra sostanzialmente era la strada in cui c’era la nostra scuola, mentre ora la città arriva fino a 50 miglia oltre. I posti in cui facevamo festa oggi sono pieni di case in costruzione.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Cristin dice che Chester si inseriva bene: &#8220;Nella maggior parte dei casi ci si trovava bene a vicenda. Avevo amici molto diversi da me&#8221;. Oltre a farsi notare nell&#8217;atletica leggera, Chester – che amava cantare ed esibirsi – è apparsa anche in diverse recite scolastiche. Quando poi Sean Dowdell gli ha chiesto di entrare nella sua band come frontman, nessuno rimase sorpreso. Chester aveva già impressionato tutti a scuola con la sua voce. &#8220;Ha cantato per la prima volta a pranzo&#8221;, dice Cristin, &#8220;Ricordo di aver ascoltato i Sean Dowdell and His Friends?. Quando sei un ragazzino sei un po&#8217; stronzo, suonavo anche io in qualche band, quindi pensavo di essere il migliore e non ascoltavo gli altri quanto avrei dovuto. Poi però ho sentito una loro cover di <em>Man in the Box</em> degli Alice in Chains e ho sentito quello scream. Non potevo crederci, non avevo realizzato che Chester avesse una voce simile. Penso che abbiano fatto qualche altra cover, tipo <em>Anything, Anything</em> dei Dramarama ed era stato davvero divertente! All&#8217;inizio ero il musicista stronzo, che guardava tutti dall&#8217;alto in basso. Alla fine ho iniziato a rendermi conto del contrario&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3452" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2019/12/GreyDazeBand.jpg" border="0" alt="grey daze" width="500" style="font-size: 12.16px; text-align: center;" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Quando Chester non cantava era un ragazzo normale</strong> e sarebbe stato quasi invisibile in una folla. Questo valeva per tutti. Avevamo i capelli lunghi e ci vestivamo come se fossimo nel film Singles. Vivevamo le nostre giornate con il pensiero di poter suonare la nostra musica. Ma <strong>una volta che prendeva il microfono in mano si faceva notare</strong>. Un mio amico una volta mi ha mandato un video. Era stato fatto durante una festa in un garage in cui si suonavano cover, c&#8217;era anche Chester e credo che all&#8217;epoca avesse 15 anni. <strong>Ma QUELLA voce si sentiva già benissimo, l&#8217;ha sempre avuta</strong>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli anni nessuno (specialmente alla Greenway High) si era accorto dei drammi personali che Chester viveva. In superficie era un ragazzino scherzoso e divertente. &#8220;Era sempre di buonumore&#8221;, afferma Lee Bennington, &#8220;Amava scherzare, era sempre in giro a ridere. Si divertiva e non mostrava mai un lato più oscuro&#8221;. Ma <strong>diverse ferite interiori lo stavano divorando</strong>. I suoi genitori era divorziati ma, soprattutto, dall&#8217;età di 8 anni Chester aveva subito abusi da un amico più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Venivo picchiato e forzato a fare cose che non volevo fare&#8221;, ha raccontato Chester a Kerrang! anni dopo, &#8220;Questo ha distrutto la fiducia in me stesso. Ero troppo spaventato per poter dire qualcosa. Non volevo che la gente pensasse che fossi gay o che mentissi. È stato orribile. Questi abusi sessuali sono durati fino a quando ho avuto 13 anni&#8221;. Per addormentare la sua ansia e le sue paure, Chester aveva già iniziato a fare uso di LSD, speed, oppio ed erba. &#8220;In una giornata normale io e i miei amici fumavamo un sacco di meth, era assurdo. Poi fumavamo oppio, prendevamo pillole e bevevo così tanto da farmela addosso. Non era per niente bello.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Chester iniziò a scrivere testi con Sean per i Grey Daze, tutti hanno associato quelle parole da anima dilaniata solo all&#8217;ondata grunge che aveva investito chiunque. &#8220;Tutte le canzoni che ascoltavamo erano davvero dark&#8221;, afferma Cristin, &#8220;Non avevo capito che l’oscurità che permeava quei testi venisse da così vicino. Quando se n&#8217;è andato e abbiamo riascoltato le canzoni e i testi abbiamo pensato &#8216;Dio mio, praticamente si è scusato per tutti questi 20 anni prima che accadesse qualcosa di tragico&#8217;. Non era un ragazzo tenebroso. Non l&#8217;ho mai visto giù di corda o sentito parlare di cose depressive. Come fanno molte persone, combatteva i suoi demoni per conto suo.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Sean capiva. Grazie al loro &#8220;legame speciale&#8221;, il batterista conosceva un po&#8217; di quell&#8217;inferno personale che il suo &#8220;fratello minore&#8221; Chester stava attraversando. &#8220;Lui parlava sempre con me. Ero a conoscenza di tutto&#8221;, dice. &#8220;L&#8217;unica cosa che non mi disse mai è chi fosse la persona che abusò di lui quando era un ragazzino. Non voleva dirmelo ed io non ho insistito troppo perché penso provasse imbarazzo all&#8217;epoca. Non sapeva come affrontare quel tipo di emozioni quando era giovane. Ero molto protettivo nei suoi confronti. Lui mi raccontava quello che succedeva nella sua vita. Mi chiedeva consigli ed alcune volte glieli davo, altre invece, semplicemente, lo ascoltavo. Potevamo parlare di tutto. Era davvero facile parlarci ed era un ragazzo molto spontaneo.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;era un fuoco ardente in Chester Bennington: un adolescente ferito e una rockstar in attesa. Chiunque era vicino a lui alla Greenway lo aveva notato. Quando lasciò la scuola per concentrarsi sui Grey Daze – dormendo sul pavimento di Sean e seguendolo al college pur di aver un passaggio per le prove – fu chiaro anche a tutti coloro che incrociarono il cammino della band. Essere semplicemente il cantante dei Grey Daze non era abbastanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class=" alignright size-full wp-image-3493" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/04/ChesterBenningtonKerrang.jpg" border="0" alt="chester bennington" width="300" style="margin: 10px; float: right;" />Tutto, secondo la prospettiva di Chester, andava fatto al massimo: le prove e gli spettacoli venivano fatti a mille; tagli e lividi segnavano il suo corpo a fine esibizione; piccoli sacrifici personali erano il prezzo da pagare pur di fare la prossima sessione di registrazione, di prove o il prossimo concerto. Nulla avrebbe ostacolato la sua ambizione finale: diventare il grande cantante di una rock band che riempie l’arena.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Volevo solo finire il liceo per poter andarmene e dedicarmi alla musica a tempo pieno e credo che per Chester valesse la stessa cosa&#8221;, dice Cristin. &#8220;Vivevo ancora con i miei genitori e avevo comodità a cui non volevo rinunciare. Ma Chester era l&#8217;unico che dava il cento per cento, lui ha davvero dedicato la sua intera vita a questo. Era improntato sul vivere o morire per la sua musica, ed era disposto a dormire sul pavimento, in macchina, e così via. Sia Sean che io ammettemmo che non saremmo stati in grado di fare tutto ciò che fece lui. Chester, faceva tutto ciò che serviva.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sean conferma. &#8220;Avrebbe dormito in un cassonetto pur di cantare&#8221;, dice.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo senso di &#8220;niente coraggio, niente gloria&#8221; era palpabile nei concerti dal vivo dei Grey Daze. <strong>Mace Beyers</strong>, bassista della band per la registrazione del loro secondo album <em>&#8230;No Sun Today</em> nel 1997, ricorda la prima volta che vide Chester sul palco, da fan.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorando come manager e promotore di tour, Mace era all&#8217;Electric Ballroom per un concerto da headliner dei Gray Daze davanti una folla di &#8220;un paio di migliaia di persone. Chester, che indossava gli occhiali, si era infastidito per qualcosa – nessuno ricorda di preciso cosa &#8211; e prese la rincorsa per saltare nel pit. Finì fuori dal palco e mancò il salto&#8221;, dice Mace. &#8220;Cadde a terra, rotolò ma non… smise… di… cantare. Pensai &#8216;questo ragazzo è una rockstar&#8217;. Sapevo che già allora aveva delle qualità da star. La sua energia era semplicemente incredibile.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">I Grey Daze sono passati velocemente dalle prove in spazi ridotti ai club. In breve tempo furono la band di supporto per artisti del calibro di Bush e Suicidal Tendencies. I primi posti nelle classifiche sono arrivati subito dopo, suonavano concerti sold out per folle di migliaia di persone, la band firmava autografi per ore ed ore dopo la fine dello spettacolo. Ma Chester rifiutava di rallentare il passo. Guidato dalla stessa vena competitiva che l’aveva spinto verso il successo, non avrebbe permesso in nessun modo a se stesso di fallire.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lui sapeva che sarebbe diventato una rockstar&#8221;, dice Sean. &#8220;Non per motivi di fama, lui voleva diventare un grande cantante in una grande band ed era davvero tutta qui la sua motivazione. Ma era molto competitivo, anche dal punto di vista fisico. Molte persone non realizzano quanto lavorasse sulla sua forma fisica. Ci allenavamo entrambi, ma lui finiva per battermi ogni volta. Mi avrebbe messo K.O. nonostante mi allenassi come un pazzo. Era l’unico ragazzo che conoscevo che riusciva a stare in plank per 18 minuti. E si stoppava solo perché si annoiava. Era assurdo. Era davvero in gran forma.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, <strong>c&#8217;era molta umiltà in tutta quella feroce determinazione</strong>. Man mano che i Grey Daze guadagnavano attenzione, lui supportava la scena musicale locale di Phoenix. &#8220;Apprezzava davvero la musica degli altri&#8221;, dice Cristin. &#8220;Era sempre molto incoraggiante con tutti gli amici e tutte le altre persone&#8221;. Molto tempo dopo, anche le band emergenti ispirate dai Linkin Park sarebbero state trattate con rispetto. &#8220;Il punto era questo: lui <strong>era sempre felice per ciò che facevano gli altri</strong>&#8220;, dice <strong>Talinda</strong>. &#8220;Era un uomo competitivo, sicuramente, ma <strong>non ha mai</strong>, mai, <strong>provato a demoralizzare qualcuno per sentirsi meglio</strong>. E <strong>spesso prendeva ispirazione da altre persone</strong>. Era sempre felice per loro, specialmente se si trattava di una band che avevano portato in tour – band di supporto che poi erano diventate grandi. <strong>Era di buon cuore</strong>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">I Grey Daze, un tempo parte della storia segreta di Chester Bennington, sono adesso in fase di rilancio, nonostante Amends sia solo una sbirciata in quelli che erano gli anni giovanili della sua vita. Ma la musica racconta solo metà della storia. La <strong>rottura della band</strong> nel 1998, tra contratti discografici traballanti, ego ingigantiti e battibecchi dietro le quinte, venne <strong>seguita</strong> dalla <strong>nascita dei Linkin Park</strong> come una delle più grandi band del mondo. Ma il periodo nel mezzo fu tormentato dal dubbio. Chester, determinato a trovare una band che incontrasse le sue ambizioni, iniziò a lavorare in ristoranti e bar per pagare le bollette.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Passò un anno e mezzo circa cercando qualcosa da fare&#8221;, dice Lee Bennington. &#8220;Chiamava gli artisti rock locali e andava nei loro studi. Un giorno gli chiesi &#8216;Cosa farai se non troverai nulla?&#8217; e lui mi rispose &#8216;mi darò altri sei mesi e a quel punto troverò un vero lavoro&#8217;. E fu allora che venne contattato dai ragazzi che stavano mettendo assieme i Linkin Park. <strong>Il resto è storia</strong>. Se la musica non avesse incontrato il suo cammino, sarebbe stato in grado di fare qualsiasi cosa. Era molto intelligente. Sarebbe potuto diventare un dottore, un avvocato o un ingegnere.&#8221;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3494" src="https://www.linkinpark.it/wp-content/uploads/2020/04/Chester%20Kerrang%202020%202.jpg" border="0" alt="Chester Bennington" width="350" height="475" style="font-size: 12.16px; float: left; margin: 10px;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il successo strabiliante dei Linkin Park, Chester mantenne la stessa buffa personalità che ha caratterizzato i suoi anni da ragazzo alla Greenway High e poi con i Grey Daze. &#8220;In tour <strong>tutti passavano del tempo con lui</strong>&#8220;, dice Sean. &#8220;Non perché era il cantante ma perché <strong>era il ragazzo più divertente nella stanza</strong>&#8220;. Il batterista dei Grey Daze racconta anche storie di Chester che, negli anni successivi, quando era un artista da dischi multiplatino, accoglieva i clienti nel loro negozio di tatuaggi e piercing, Club Tattoo, dove vendere una maglietta a un cliente sconvolto faceva parte del divertimento.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Avrebbe cercato di pulire per terra o qualcosa del genere&#8221; dice Sean. &#8220;A me veniva sempre da ridere. I clienti dicevano &#8216;Ma quello è Chester Bennington?&#8217; e io dicevo &#8220;Sì, è Chester! Lascia che gli tolga la scopa dalle mani così può venire a salutare&#8230;&#8217;. Sono stato a contatto con molte rockstar della mia vita e sembrava che lui fosse uno dei pochi ragazzi che la fama non ha toccato. Non lo ha mai cambiato.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dolore per sua scomparsa</strong>, però, <strong>è ancora forte</strong>. Per Sean e Cristin, la <strong>ri-registrazione</strong> del vecchio catalogo dei Grey Daze ha avuto un <strong>pesante carico emotivo</strong>. Le parti vocali lasciate dal loro amico ed ex compagno di band sono parte di un&#8217;epoca; la musica, quando è stata ri-registrata, ha dovuto adattarsi al potere vocale presentato da una delle voci più distintive della sua era. &#8220;Ho iniziato ad ascoltare le canzoni per impararle&#8221;, afferma Cristin del materiale aggiornato. &#8220;Non ascoltavo quegli album da molto tempo e il solo sentire la sua voce mi ha riportato ai primi anni &#8217;90 o alla metà degli anni &#8217;90. Riuscivo davvero sentire tutto il talento che probabilmente prima mi era sfuggito. Ero tipo &#8216;Oh mio ​​Dio, 20 anni fa era esattamente la superstar che è ora&#8217;. Ma lo dico sempre alle persone, non ho mai incontrato &#8216;Chester dei Linkin Park&#8217;. Conosco solo &#8216;Chester, il mio amico delle superiori&#8217;, quindi non è mai cambiato, dal momento in cui l&#8217;ho conosciuto fino al quando è andato via. <strong>Era davvero un tesoro</strong>&#8220;. Così come Silver &#8211; The Best of the Box svela le vecchie demo di Kurt Cobain per i fan dei Nirvana, allo stesso modo <strong>Amends offre una sbirciatina nell&#8217;adolescenza di Chester Bennington</strong>. Entrambi i dischi hanno qualcosa in comune: in fin dei conti, tutto il materiale è stato creato nel boom del grunge degli anni &#8217;90. Ma la struttura di Amends è stata rinnovata e modificata in modo che le canzoni hanno subito un upgrade da ventunesimo secolo, con i sintetizzatori pesanti e la batteria più espansiva. Ad ogni modo, il tono della voce non potrebbero essere che di Chester Bennington: un grido sentito, pieno di catarsi e rabbia, l’armoniosa angoscia compensata da una tenerezza malinconica. L&#8217;esperienza di rivisitare Amends è stata un po&#8217; troppo forte per la famiglia di Chester.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Né io né i miei figli riusciamo ad ascoltarlo&#8221;, dice Talinda. &#8220;Perché è difficile, perché non è solo una canzone – abbiamo dei veri ricordi. Tutti noi abbiamo i nostri ricordi di lui che canta [le canzoni presenti in Amends]. Ci sono ricordi connessi a queste canzoni che sono profondamente personali. Anche se non ero presente in quel periodo, non lo conoscevo ancora, lui lo ha condiviso con me. Ha condiviso ogni canzone. Le cantava a me e/o ai nostri figli. Per me non è come ascoltare un album, non è come ascoltare una canzone; è, letteralmente, vivere questi video che ho nella mia testa, questi momenti che non avrò mai più.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A casa nostra, con i miei figli e il mio nuovo marito, manteniamo vivo il ricordo di Chester. Parliamo di lui, i miei figli adorano parlare del loro papà al mio attuale marito. Sfogliano gli album fotografici. Abbiamo un modo tutto nostro per mantenere vivo il suo spirito. Ci sono sue foto in tutta la casa, non è dimenticato, e per ora facciamo così.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore è altrettanto profondo per un padre che ricorda gli anni dell&#8217;adolescenza del proprio figlio venuto a mancare. &#8220;Chester era la sua stessa personalità&#8221;, dice Lee. &#8220;Gli piaceva divertirsi. Si dedicava profondamente a quel che faceva. Come mi sento quando ascolto i Linkin Park o i Grey Daze? Non ho ascoltato la sua musica da quando è venuto a mancare. Non ascolto più musica rock. Non ce la faccio. È troppo difficile per me.&#8221;</p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Traduzione a cura di Mattia Schiavone, Selene Rossi e Marisol De Rensis</em></p>
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		<title>Mike nel nuovo album di Steve Aoki!</title>
		<link>https://linkinpark.it/discografia/side-projects/mike-nel-nuovo-album-di-steve-aoki/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dennis Radaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 06:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Side projects]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esce oggi il nuovo album di Steve Aoki Neon Future IV, al cui interno è presente il brano Last One to Know con Mike e Lights.</p>
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<p>Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi su Instagram, <strong>Steve Aoki</strong> ha oggi pubblicato il suo nuovo album <strong>Neon Future IV</strong> e tra le svariate tracce (ben 27) è possibile trovare anche <em>Last One to Know</em>, <strong>inciso con Mike</strong> e la cantante canadese Lights.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Non è la prima collaborazione che Mike e Steve fanno insieme. Già nel 2013 i Linkin Park collaborarono con il noto DJ per la creazione di <em>A Light Never Comes</em>, il singolo che ha anticipato l&#8217;uscita di <strong>Recharged</strong>. Due anni più tardi fu la volta di <em>Darker Than Blood</em>, il singolo realizzato per l&#8217;album di Aoki <strong>Neon Future II</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Buon ascolto.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" title="Last One To Know" width="1020" height="765" src="https://www.youtube.com/embed/Gx1QRHK4ui4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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